F1 | Penalità Vettel: le prove portate dalla Ferrari ai commissari sportivi

I nuovi elementi che il team di Maranello ha presentato nel ricorso al fine di ribaltare il risultato del GP del Canada

F1 | Penalità Vettel: le prove portate dalla Ferrari ai commissari sportivi

Nella giornata di oggi i commissari sportivi hanno respinto il ricordo presentato dalla Ferrari in merito alla penalità inflitta a Sebastian Vettel durante il Gran Premio del Canada, mantenendo intatto il risultato e confermando il successo a tavolino di Lewis Hamilton. La Scuderia italiana era stata fin da subito molto chiara in merito al Rosso-pensiero sulla vicenda, sostenendo che il pilota tedesco non potesse fare nient’altro al fine di evitare l’incidente con il britannico della Mercedes e sporgendo poi appello alla FIA per riesaminare il caso.

Dal canto suo la FIA aveva accolto la richiesta Ferrari tramite il “Right of review”, per il quale però la parte interessata deve portare e fornire nuove prove che non fossero disponibili al momento della decisione dei commissari, nella fattispecie tutti quegli elementi che non erano a disposizione degli steward nel momento in cui si è penalizzato Vettel durante la gara.

Nel comunicato ufficiale nel quale vengono spiegate le motivazioni ufficiali che hanno portato la Federazione Internazionale a respingere la richiesta di revisione della Rossa, sono anche esplicitati quali siano stati gli elementi che la Ferrari ha portato con sé per dimostrare l’innocenza del proprio pilota:

    • i) L’analisi della telemetria della vettura di Vettel. Elemento che, in realtà, i commissari di gara avevano già valutato ed analizzato, avendo a disposizione tutti i dati in real-time forniti dalla F1 e dalla Federazione
    • ii) Una video analisi delle inquadrature (frontale, dall’alto, onboard di entrambi i piloti, nel caso specifico Vettel e Hamilton) preparata al termine della gara

    • iii) Una video-analisi realizzata da Karun Chandhok (ex pilota indiano di Formula 1, ora commentatore per la televisione britannica, ndr) per Sky Sports nel dopo gara. Nell’analisi, Chandhok cerca di spiegare, insieme a Jenson Button, la dinamica sia dall’onboard di Vettel che da quello di Hamilton, definendo la decisione dei commissari come troppo dura

https://twitter.com/SkySportsF1/status/1138113592790851587

  • iv) Un video della “face camera” di Vettel (la camera che punta sul casco del pilota), rilasciato da F1 Limited dopo la gara

    • v) Ulteriori immagini e video raccolti dopo la gara
    • vi) Analisi GPS delle traiettorie sia di Hamilton che di Vettel nel giro dell’episodio incriminato, confrontate con quelle dei giri precedenti
    • vii) La testimonianza di Sebastian Vettel

Secondo quanto dichiarato dalla FIA nel comunicato ufficiale a supporto della spiegazione, gli elementi i), ii), v), vi) e vii) erano a disposizione dei commissari già prima del termine della gara. Per quanto riguarda il punto i), come dicevamo, le telemetrie sono a disposizione dei commissari quasi in real time. Spostandoci sul punto ii), oltre alle riprese trasmesse dalla FOM sul feed internazionale FOM, gli steward dispongono di numerose altre camere e punti di vista, incluse quelle statiche che generalmente non vengono trasmesse in televisione. Nel caso specifico, entrambi gli onboard che l’inquadratura frontale e dall’alto, erano state trasmesse sul feed internazionale. Per quanto riguarda il punto vi), gli steward hanno a disposizione numerosi ulteriori dati rispetto agli spettatori televisivi, incluse anche gli onboard e le riprese dei giri precedenti all’episodio, mentre per quanto riguarda il punto vii) è probabile che, avendo assegnato la penalità prima della corsa senza poter parlare con Vettel faccia a faccia, i commissari si riferissero a quanto detto nei team radio del tedesco.

L’elemento iii), quello relativo all’analisi condotta da Karun Chandhok per Sky Sports UK, è stato considerato nuovo, ma non significativo o rilevate, in quanto opinione di terzi. Infine, anche l’elemento iv) è stato considerato nuovo ma sempre non significativo o rilevate, in qunato la prova contenuta nel suddetto video può essere riscontrata anche in altri video già a disposizione.

La FIA non ha ritenuto soddisfacenti e significativi gli elementi portati dalla Ferrari in udienza, rifiutando quindi l’ammissibilità dell’appello che era stato presentato dalla squadra di Maranello nei giorni scorsi. Nel caso in cui, invece, la FIA avesse dato il via libera nel procedere con l’appello, vi sarebbe stato un ulteriore periodo di stallo, in cui la Mercedes avrebbe potuto raccogliere delle prove ed essere presente al ricorso intentato dal team di Mattia Binotto.

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1 commento
  1. Zac

    21 giugno 2019 at 19:44

    Complimenti per lo stile del testo espositivo.

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