F1 | Liberty Media al lavoro per combattere Brexit e la potenziale perdita di ricavi

La rivista Forbes prevede 130 milioni di dollari in meno nelle casse della Formula 1

F1 | Liberty Media al lavoro per combattere Brexit e la potenziale perdita di ricavi

La Brexit sta ancora preoccupando la Formula 1. Il processo che porrà fine all’adesione del Regno Unito all’Unione Europea, che ha come data di risalto il prossimo 29 marzo potrebbe obbligare molti team con sede in Gran Bretagna a cambiare casa. In tal senso Liberty Media, proprietaria della Formula 1 sta lavorando a un piano di emergenza. Qualche settimana fa Toto Wolff disse che la Brexit sarebbe stata la “madre di tutti i pasticci” per i vari team con sede in UK. Attualmente infatti Liberty aiuta i team a trasportare le loro attrezzature dentro e fuori la Gran Bretagna.

“Non sappiamo cosa accadrà più di chiunque altro – ha detto Chase Carey, il boss della Formula 1 al salone dell’automobile di Ginevra. Stiamo attuando dei piani di emergenza per essere pronti ad affrontare le questioni che potrebbero far sorgere delle difficoltà far persone e materiali di entrare e uscire dal Regno Unito. Ovviamente possiamo fare la stessa cosa anche da qualche altra parte se dovesse essere necessario”.

Per Liberty Media però ci sono anche altre questioni da tenere sott’occhio, come gli introiti annuali che potrebbero essere in calo nel prossimo futuro, visto che, come scritto dalla rivista economica Forbes la Formula 1 potrebbe perdere altri 130 milioni di dollari se i contratti con cinque Gran Premi non dovessero essere rinnovati.

“Stiamo gettando le basi per una crescita a lungo termine – rassicura Carey. Avevamo la sensazione che fosse uno sport che storicamente aveva degli obiettivi a breve termine: volevamo costruire una base sulla quale poter crescere. La Formula 1 è lo sport più in crescita sui social media negli ultimi due anni e siamo molto entusiasti di questo e di ciò che avremo davanti nel prossimo biennio”.

Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati