F1 | Leclerc e Verstappen, siamo agli albori di una rivalità epica?

I due giovanissimi stanno infiammando il Circus con il loro duello

F1 | Leclerc e Verstappen, siamo agli albori di una rivalità epica?

Charles Leclerc e Max Verstappen brillano di luce propria, ma splendono anche specchiandosi l’uno nella monoposto dell’altro, come se il talento travolgente ammirato nei loro ruota ruota potesse vivere anche di luce riflessa e già si intravede un pezzettino di Storia.

Uguali e contrari, nemesi perfetta l’uno dell’altro. Loro sono in due mentre la pista è una l’aria si fa soffocante per entrambi. Le ultime due gare hanno visto divampare un vero e proprio incendio nell’incrocio di traiettorie tra la Red Bull numero 33 e la Ferrari numero 16. Il corpo a corpo prolungato nel GP di Gran Bretagna ha infiammato la platea e acceso il GP, riportandoci con la mente a ben più nobili ed epici duelli. Perché è normale esaltarsi dinanzi a due ragazzi terribili che non si risparmiano, che inventano traiettorie disegnandole con la matita del talento puro, che vanno oltre i limiti di tracciato e monoposto pur di avere ragione del rivale.

Leclerc è un duro vero, ricorda Gilles Villeneuve per il furore agonistico, la generosità, la fantasia delle traiettorie. Le sue difese sono quasi più spettacolari dei suoi attacchi, impara in fretta dagli errori, ha fame e sa essere glaciale quando si tratta di sferrare il colpo ferale. Verstappen – che già si è fatto conoscere in questi anni – ha una velocità pura a tratti inarrestabile, non alza mai il piede dal gas, passa a costo di trovare uno spazio dove per gli altri “comuni” piloti non ce n’è.

Parliamo di due cavalli di razza destinati a prendersi la scena di forza. Lewis Hamilton per adesso li guarda con il saggio distacco del campione che domina e inanella vittorie, forte di uno stato mentale e di una competitività fuori dalla norma. Ma dietro al candidato principe a scalzare Michael Schumacher dal record di 91 vittorie ci sono questi due pilotini che sono il futuro, coetanei, che correranno per anni l’uno contro l’altro.

Andando a memoria era dai tempi in cui esordirono Raikkonen e Alonso che due talenti così vicini per età e classe non si prendevano la scena in F1. Con la differenza che – con tutto il rispetto per i suindicati campionissimi – Leclerc e Verstappen sembrano avere entrambi le stimmate dei fenomeni unici, di quella categoria che nasce una tantum, destinati a scrivere pagine epiche. Per guida spettacolare, fantasia, capacità di adattamento alla monoposto, numeri fatti vedere al volante, questi due sembrano catapultati direttamente da un altro universo, come se andassero al doppio degli altri.

Max è il flagello dei compagni di squadra, fa terra bruciata, è difficile reggerne il confronto. Charles è un mezzo esordiente che piano piano si sta prendendo la Ferrari, catalizzando su di se le attenzioni della gente e (forse…) della squadra. Giovanissimi e ambiziosi, senza timori reverenziali, epperò bastardi e smaliziati come i più esperti campioni.

Il futuro, se non già buona fetta di presente, è loro. A vederli correre così, incrociando traiettorie e tenendo giù il piede appaiati nella terribile Silverstone, viene già da pensare che il destino li abbia scelti per riscrivere l’epopea della F1. Come Piè veloce Achille e Ettore domatore di cavalli. Li adoriamo già. E vorremmo sempre vederli così, impegnati in una perenne tenzone, cavalleresca nello spirito, dura nelle manovre, emozionante nel risultato finale.

Antonino Rendina

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3 commenti
  1. rearweeldrive

    18 luglio 2019 at 01:23

    rendina,sai essere un buon farcitore di torte.ne”il destino di un cavaliere”,ti vedo benissimo come un narratore o come il presentatore dei cavalieri nei tornei.anzi,e prendilo come un (quasi)complimento, sembri un narratore onnisciente dove della f1 sai il passato,il presente e il futuro(?).io,da ferrarista,potrei limitarmi a leggere le lodi a le clerc raffrontate a max ma le vedo(e non prevedo)premature.devo riconoscere che verstappen è maturato da un anno a questa parte,e che charles è finora il miglior “azzardo”che la ferrari abbia fatto dal duo alesi/berger a questa parte ma i tempi sono ancora acerbi e poi parte del loro valore è dato dalla macchina(dalla fazione rossa ad inizio stagione,poi in fase calante,anche se per una politica di sviluppo anticipato di 3 gare sullo step 2 dove per fortuna ultimamente la differenza sta iniziando a darla il piede del monegasco; dall’altra il bel guidare a testa bassa dell’olandese viene supportato da un buon sviluppo congiunto di motore e telaio dei bibitari).bravi? innegabile.il futuro della f1?si,se le attuali scuderie o le loro future saranno in grado di far disporre loro di un mezzo competitivo quanto basta da”dover”comunque mettere del loro per primeggiare(è inutile vincere con una hypercar se gli altri gareggiano con una panda)

  2. Zac

    18 luglio 2019 at 08:08

    Varen-dina.

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