F1 GP Monaco | Red Bull, Hadjar a podio: “È stata la gara più lunga della mia vita”
Evitata la penalità, ma resta l'incognita sul ricorso di Gasly: "Qualunque cosa decidano i commissari, ormai è completamente fuori dal mio controllo"
Montecarlo – Isack Hadjar conquista il suo primo podio in carriera con la Red Bull, in quella che si è rivelata una rocambolesca e imprevedibile gara tra le strette curve del Principato di Monaco. C’è aria di festeggiamenti e sollievo all’interno del garage di Milton Keynes per il traguardo raggiunto dal giovane debuttante, sebbene il bilancio complessivo della squadra sia inevitabilmente a metà, a causa del prematuro ritiro di Max Verstappen, costretto a fermarsi per un problema tecnico subito dopo il via.
La condotta di gara di Hadjar è stata lineare dall’inizio alla fine, specialmente se rapportata ai numerosi problemi di affidabilità che hanno flagellato la sua RB22; una vettura che aveva già tradito il compagno di squadra olandese allo scattare del semaforo. Nelle prime fasi della corsa, il pilota franco-algerino è riuscito a stabilizzarsi in scia alla Ferrari di Charles Leclerc. Tuttavia, per tutto il corso del primo stint di gara, Hadjar non ha fatto altro che segnalare via radio pesanti anomalie legate alla gestione della power unit, tra cui l’impossibilità di inserire la prima marcia nei tratti più lenti del circuito. “Qualcosa sta per esplodere!”, ha urlato un preoccupato Hadjar al proprio ingegnere di pista. Nonostante il deficit di potenza e la guidabilità precaria, il giovane alfiere della Red Bull è stato costante nel difendersi e tenere a bada un ormai rassegnato George Russell, in quinta posizione.
Pioggia di penalità
La situazione è mutata in seguito alla sosta ai box. Dopo il ciclo dei pit-stop, la Red Bull si è ritrovata provvisoriamente in quinta posizione, avendo perso la preferenza sia su Russell sia sulla Alpine di Pierre Gasly. Le decisioni dei commissari hanno però modificato l’ordine d’arrivo, poiché entrambi i piloti davanti a lui sono finiti nella lista dei penalizzati.
La Mercedes di Russell è stata sanzionata con un pesante drive-through per non aver scontato correttamente una precedente penalità di 5 secondi durante la sosta ai box. Gasly, dal canto suo, ha ricevuto 5 secondi di penalità sul tempo totale per aver superato il limite di velocità consentito all’interno della corsia dei box. Successivamente, l’esposizione della bandiera rossa ha congelato le posizioni, lasciando ai piloti solo dieci giri da percorrere dopo la ripartenza. In questa fase finale, il pilota francese della Alpine non è riuscito a scavare il solco necessario: Hadjar ha gestito il distacco sotto i 5 secondi, artigliando il terzo gradino del podio al taglio del traguardo.
L’investigazione e il ricorso Alpine
Il retro-podio ha un sapore amaro per Hadjar. Il primo filone ha riguardato un presunto comportamento irregolare all’interno del box Red Bull durante il regime di bandiera rossa: i meccanici di Milton Keynes stavano infatti per lavorare sulla vettura di Hadjar, sebbene il regolamento non lo consentisse. L’attenta analisi di fotografie e verifiche fisiche sulla monoposto ha confermato che nessuna specifica hardware era stata modificata, scagionando la squadra da qualsiasi sanzione.
Resta invece aperta l’istanza presentata dalla Alpine. La scuderia francese ha depositato formale richiesta di revisione della penalità inflitta a Gasly. Qualora i commissari dovessero accogliere il ricorso e annullare i 5 secondi di sanzione, la classifica verrebbe riscritta, e Hadjar perderebbe il podio a vantaggio del pilota francese, che ha effettivamente tagliato il traguardo in terza posizione fisica. Al momento, si attende la decisione ufficiale della Federazione Internazionale.
Hadjar: “Ho festeggiato e ho avuto il mio podio, e questo non me lo toglierà nessuno”
Nonostante l’incertezza regolamentare, Isack Hadjar ha voluto difendere il valore della propria prestazione, sottolineando la durezza della corsa:
“È stato un risultato e un weekend straordinario, considerando come era iniziato nelle FP1! La gara è stata difficile e ho dovuto dare fondo a tutte le mie energie. Siamo partiti bene, senza problemi, e stavamo gestendo la nostra gara, poi, nel giro dei primi 10-15 giri, ho iniziato ad avere grossi problemi di guidabilità. Se c’è una pista in cui non vorresti mai che accadesse, è proprio questa, quindi dover coprire 60 giri in quelle condizioni è stata una sfida incredibile” ha dichiarato Hadjar.
“Poi c’è stata l’incertezza su cosa sarebbe successo con la bandiera rossa, e in quei momenti devi ritrovare la concentrazione. Anche verso la fine, alla ripartenza, mi mancava ancora potenza. È stata davvero la gara più lunga della mia vita, ma ora è finita e abbiamo conquistato il podio. Qualunque cosa decidano i commissari, ormai è completamente fuori dal mio controllo. Ho festeggiato e ho avuto il mio podio, e questo non me lo toglierà nessuno. Il mio momento con i ragazzi. Un enorme ringraziamento al team, mi fido di questi ragazzi. Qualunque cosa succeda, le emozioni del podio ci sono state e sono orgoglioso della squadra”.
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