F1 GP Spagna | Ferrari, Vasseur: “Non ha senso essere davanti nelle libere se poi non lo sei in qualifica”

"Charles si sente molto più al sicuro su questo tipo di circuiti", ha detto il francese

Il venerdì del Gran Premio di Spagna si chiude con indicazioni incoraggianti per la Ferrari sul tracciato del Madring. Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno ottenuto il secondo e il terzo tempo di giornata, piazzandosi entrambi a solo un decimo dal leader Kimi Antonelli. Superati i dubbi sulle condizioni fisiche del pilota monegasco dopo il violento impatto di Monza, la Rossa ha dimostrato di trovarsi a suo agio sulla nuova pista cittadina. Nel post-prove libere, il team principal Frederic Vasseur ha predicato cautela, sottolineando l'importanza dell'evoluzione del tracciato in vista delle qualifiche, la gestione dell'energia e la complessità nel trovare il giusto bilanciamento
F1 GP Spagna | Ferrari, Vasseur: “Non ha senso essere davanti nelle libere se poi non lo sei in qualifica”

da Madrid, Spagna

Venerdì apparentemente incoraggiante per la Ferrari, che al Madring ha chiuso al secondo e terzo posto con Leclerc e Hamilton entrambi a un decimo da Antonelli, anche oggi leader di giornata. Andava valutata la condizione fisica del monegasco, uscito malconcio dopo il brutto incidente alla Parabolica di domenica scorsa, ma così come rivelato dallo stesso Charles ieri in conferenza stampa, è arrivata la conferma della completa idoneità a correre.

La giornata è stata piuttosto caotica per via del traffico presente sul tracciato madrileno, il quale ha confermato come la qualifica potrà essere determinante anche per il risultato finale del weekend. La sensazione è che la Ferrari sia partita piuttosto bene, ma ovviamente è soltanto venerdì, e per poter dare dei giudizi bisognerà attendere quantomeno le FP3 di domani, così come sottolineato anche da Fred Vasseur al termine della sessione. Sui passi gara, è praticamente impossibile dare dei giudizi appunto per il traffico ma anche per i giri altalenanti fatti registrare praticamente da tutti nell’ultimo quarto d’ora di FP2 a disposizione, a seguito dell’incidente di Arvid Lindblad.

L’analisi di Vasseur e il lavoro verso le qualifiche

Intervistato al termine delle FP2, il manager francese ha ribadito come la classifica dei tempi del primo giorno di attività lasci il tempo che trova rispetto alla resa nei momenti decisivi del fine settimana: “Penso che il buon assetto sia quello che funzionerà in qualifica, non nelle prove libere. Sappiamo che ci sarà un’enorme evoluzione della pista, anche durante la sessione stessa. Questo significa che la cosa più importante è anticipare il grip nel Q3 ed essere pronti per il momento determinante. Non ha alcun senso essere i migliori nelle prove libere e poi non esserlo in qualifica”.

Charles Leclerc impegnato sul tracciato del Madring durante le prove libere di oggi – Foto XPB Images

Il tracciato del Madring richiede ai tecnici e ai piloti uno sforzo notevole sul fronte del compromesso meccanico e aerodinamico. Le peculiarità del circuito e la variabilità dell’asfalto rappresentano condizioni fondamentali per impostare il lavoro nelle prossime 24 ore prima della terza sessione di probe libere: “Questa è una sfida in cui ti trovi ad affrontare all’incirca ogni tipo di curva della stagione. È un buon esercizio per gli ingegneri, ma alla fine è difficile stimare quale sarà l’evoluzione del grip tra le FP3 e le qualifiche, e persino durante le qualifiche stesse. La gestione dell’energia è complicata nella sezione ad alta velocità e la chiave del fine settimana risiederà nella capacità di stimare e raggiungere il passo ideale nel Q3”.

Il recupero di Leclerc e il nodo power unit

Nonostante l’impatto ad altissima velocità patito a Monza, Charles Leclerc è subito tornato competitivo senza mostrare alcun problema di sorta, dimostrando una notevole confidenza tra i muri della pista spagnola sin dai primi giri delle FP1. Vasseur ha rimarcato l’attitudine del monegasco per questa tipologia di percorsi, pur ammettendo una certa gratitudine per la rapida ripresa dopo le incertezze dei giorni scorsi: “Charles si sente sempre molto sicuro su questo tipo di tracciati. Ama queste piste e sta andando bene, ma non era un dato di fatto dopo l’incidente di Monza, quindi sono molto contento della sua prestazione”.

Restano invece coperte da stretto riserbo le informazioni relative alle componenti della vettura del monegasco dopo il crash del Gran Premio d’Italia, in particolare per quanto riguarda la power unit impiegata in questo fine settimana. Sollecitato direttamente sulla sostituzione di eventuali elementi meccanici ed elettrici danneggiati nell’incidente, il team principal della Rossa ha preferito glissare sorridendo: “Non chiarirò nulla in merito a questo aspetto, sfortunatamente non posso farlo”.

Sappiamo che la power unit del monegasco utilizzata a Monza sarà soggetta a verifiche, e molto probabilmente verrà valutata in pista direttamente a Baku: non aveva alcun senso rischiarla su un tracciato dove la specifica del motore non farà alcuna differenza, e saltare una sessione qui sarebbe stato particolarmente deleterio per via della confidenza essenziale che questo tipo di tracciato impone, a maggior ragione quando si tratta di una pista completamente nuova per tutti.

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