Formula 1 | Ferrari, Benedetto Vigna è in Malesia per sostenere la squadra e Vasseur

"I nostri avversari sono stati più bravi di noi, dobbiamo lavorare con intelligenza e dedizione", ha detto l'AD della Ferrari

La Ferrari scatta dalla prima fila a Sepang con Lewis Hamilton al fianco di Verstappen, Charles Leclerc in seconda fila. Il segnale tecnico positivo arriva in un momento delicato per Fred Vasseur, difeso in settimana dalla squadra e ora anche dall'amministratore delegato Benedetto Vigna, presente in Malesia
Formula 1 | Ferrari, Benedetto Vigna è in Malesia per sostenere la squadra e Vasseur

La prima fila di oggi in Malesia è certamente un segnale incoraggiante per la Ferrari, che domani partirà dal secondo posto con Lewis Hamilton al fianco di Max Verstappen, e dalla seconda fila con Charles Leclerc. La SF-26 sembra essersi adattata discretamente al circuito di Sepang, sede del Gran Premio del Bahrain, ma chiaramente sarà la gara di domani a dare i punti e, come si spera a Maranello, un po’ di serenità a un ambiente finito sotto la lente di ingrandimento nell’ultimo periodo.

La posizione del team principal Fred Vasseur è stata messa in discussione a partire dalla clamorosa debacle di Monza, tra gestione piloti non all’altezza, un motore nuovo che non ha dato gli effetti sperati, un Leclerc nervoso finito subito a sbattere e un Hamilton colpito prima dal compagno di squadra e poi arrivato mestamente sesto. Da lì in poi solo risultati negativi per la Rossa, conditi dalle dichiarazioni di Christian Horner, che si è di fatto offerto per il ruolo di team principal, con la pressione su Vasseur cresciuta a dismisura.

Il sostegno della dirigenza Ferrari: Benedetto Vigna a Sepang

La Ferrari in settimana ha confermato la fiducia nel manager francese, i piloti si sono apertamente schierati a suo favore, ma adesso anche la dirigenza si mostra al fianco di Fred, con l’amministratore delegato Benedetto Vigna presente a Sepang. Un segnale forte, quantomeno all’apparenza. Il collega Roberto Chinchero, per Sky e Motorsport.com, ha raccontato la sua conversazione con il dirigente della Rossa, chiamato in causa indirettamente anche da Hamilton nei giorni scorsi.

Durante la lunga chiacchierata con Vigna, è emerso un episodio significativo. Qualche tempo prima, l’amministratore delegato era a cena con Vasseur quando si è imbattuto in un contenuto che affermava con certezza che i due non andassero d’accordo.

L’ex Apple non mette in discussione la libertà di critica o di espressione. La questione si pone quando un’interpretazione viene spacciata per verità assoluta senza alcuna verifica: “Fate una verifica, guardate con i vostri occhi”, ha esortato al collega presente in Malesia. Contesta il fatto che una notizia ripetuta più e più volte possa essere considerata vera, a prescindere dalla sua fondatezza. Su social media e blog, il controllo è ancora più complicato.

Vigna ammette: “Possiamo fare meglio”

Il lavoro svolto in pista rimane il nodo centrale, e l’amministratore delegato non intende percorrere scorciatoie di alcun tipo. La valutazione della situazione è puramente tecnica e non lascia presagire rivoluzioni interne, ma evidenzia la necessità di un impegno costante e di una strategia chiara per affrontare le sfide che attendono la squadra. Come Vigna ha ribadito in più occasioni: “Fred e tutta la Scuderia sono concentrati e determinati a fare ciò che serve. Dobbiamo migliorare la macchina? Certamente. Gli avversari hanno trovato soluzioni più efficaci e questo dimostra che, poiché la fisica è una sola, possiamo fare meglio anche noi, lavorando con intelligenza, dedizione e continuità per raggiungere risultati sempre più competitivi”.

La Ferrari è alla ricerca di stabilità, e Vasseur resta il perno del progetto. Le voci di una frattura tra lui e Vigna sono così smentite, che raccontano di una collaborazione costante e mirata. Atto dovuto, come detto dallo stesso Fred nella giornata di ieri, perché in questo momento la priorità resta ovviamente la pista, un aspetto che la Scuderia di Maranello non può tralasciare nonostante i risultati fatichino ad arrivare. Il 2026 era nato sotto diversi auspici, e con una macchina comunque ben costruita dal punto di vista del telaio, purtroppo ancora una volta bisogna evidenziare una mancanza, ovvero lato power unit.

Una situazione che la Ferrari ha provato a migliorare nel corso dell’anno con ben due aggiornamenti che però non hanno portato i risultati sperati, e vedere le SF-26 sverniciate a Monza non è stato affatto gratificante. Vent’anni di delusioni possono giustificare le critiche, è naturale, e la sensazione che qualcosa nel modo di gestire le cose ai piani alti debba cambiare rimane: c’è bisogno di una sorta di distaccamento tra l’azienda e la Scuderia di Formula 1, il team principal deve avere pieni poteri nelle scelte, non c’è bisogno di alcuna figura intermedia. È così che avviene con Vasseur? Non lo sappiamo, ma la sensazione è che si debba passare per troppe bocche e teste prima di poter prendere questa o quell’altra decisione.

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