F1 | GP d’Austria: l’analisi delle qualifiche

La Rossa torna a brillare con Leclerc, ma un problema di affidabilità ferma Vettel

F1 | GP d’Austria: l’analisi delle qualifiche

Sotto il sole che batte sulle colline austriache, la Ferrari torna a splendere in qualifica con Charles Leclerc, il quale partirà in pole position nella gara di domani. Il giovane monegasco ha conquistato per la seconda volta in stagione la casella più ambita, precedendo Lewis Hamilton e Max Verstappen, con tre team diversi nelle prime tre posizioni. A cambiare le carte in tavola ci ha pensato però la FIA, assegnando una penalità al pilota inglese della Mercedes per aver ostacolato Kimi Raikkonen durante la Q1 che lo ha fatto scivolare dal secondo al quarto posto in griglia, promuovendo al contempo l’altro alfiere delle “Freccie d’Argento”, Valtteri Bottas, in terza posizione. La terza ed ultima frazione di qualifica è stata molto movimentata ed il traffico, soprattutto su una pista così corta come quella del Red Bull Ring, ha influito in modo importante sul risultato finale. Tra i piloti di punta il grande assente è Sebastian Vettel, costretto a dichiarare forfait a causa di un problema tecnico sulla sua monoposto, privandolo dell’opportunità di lottare per una prima fila ampiamente alla portata.

Quinto posto per uno straordinario Kevin Magnussen, grande protagonista della midfield insieme a Lando Norris. Il danese della Haas, dopo aver rischiato l’esclusione sia in Q1 che in Q2, ha ribaltato le carte in tavola grazie ad un gran giro che l’ha portato a conquistarsi una casella di rilievo sulla griglia. Anche in questo caso, però, si tratta di una gioia effimera, dato che Magnussen dovrà scontare una penalità di cinque posizioni per la prematura sostituzione del cambio sulla sua VF19. Come accaduto anche in Francia, a partire dalla quinta casella sarà quindi Lando Norris, il giovane talento della McLaren che ancora una volta ha dimostrato le sue abilità in fase di qualifica. Ottima prestazione pure delle due Alfa Romeo, settima e ottava a fine qualifica, con Antonio Giovinazzi che ha conquistato la sua seconda apparizione consecutiva nel Q3, in un continuo processo di crescita e adattamento alla monoposto. A concludere la zona punti virtuale, l’altra Red Bull, quella di Pierre Gasly.  Giornata non particolarmente positiva, invece, per la Renault, fuori dai primi dieci con entrambe le vetture, così come le due Racing Point, fuori già nel Q1.

Sono state qualifiche segnate in modo importante dalle penalità: oltre ai già citati Hamilton e Magnussen, infatti, anche Hulkenberg, Sainz, Albon e Russell saranno costretti a scontare delle posizioni in griglia.

Q1: Escono le Racing Point, ma la sorpresa è la penalità di Hamilton

Dal punto di vista cronometrico, come spesso accaduto anche in altri appuntamenti, la Q1 non ha regalato spunti particolarmente interessanti per quanto riguarda le posizioni di vertice, ma ancora una volta la sfida per evitare la tagliola del primo turno è stata avvincente ed interessante, con ben sei piloti racchiusi in meno di due decimi. Generalmente, con una pista così corta, i distacchi sono molto contenuti e in una battaglia come quella della midfield, dove quest’anno abbiamo visto che i team spesso sono divisi da pochissimi decimi o addirittura centesimi, essere perfetti era fondamentale. A vedere l’eliminazione già nel primo turno sono state le due Williams, Daniil Kvyat e le due Racing Point, proprio come nella gara del Paul Ricard. Per quanto riguarda il russo, la sua esclusione è stata dovuta in parte ad un errore del box ed in parte alla sfortuna di aver visto compromesso il suo giro veloce da George Russell: il team di Faenza ha la responsabilità di aver mandato in pista Kvyat in un momento sbagliato, costringendo a trovarsi nel traffico sul finale del suo tentativo: proprio alla penultima curva, infatti, il russo si è trovato George Russell in mezzo alla traiettoria, motivo per il quale è stato costretto ad allargare oltre il cordolo, perdere tempo e sprecare l’opportunità di conquistare con una certa tranquillità anche la Q2. Per dare contorni più chiari sull’episodio, sia Russell che Kvyat sono stati chiamati in direzione gara alla fine delle qualifiche: i commissari hanno optato per la penalizzazione del pilota della Williams, il quale ora partirà dalla penultima fila dietro il compagno di squadra Robert Kubica.

Una giornata complicata anche per la Racing Point, la quale continua nel suo difficile periodo in termini di prestazione assoluta in qualifica: attenzione però a non sottovalutarli in vista della gara, perché con una giusta strategia e un po’ di fortuna, nonostante sia complicato passare a Spielberg, i piloti della squadra anglo-canadese potrebbero risalire la china e puntare a portare a casa qualche punto, esattamente come accaduto in altre occasioni durante questa stagione. Sergio Perez ha così commentato la sua giornata, imputando al traffico parte della responsabilità per la mancata Q2: “Siamo stati molto sfortunati con il traffico oggi. Non sono riuscito ad effettuare un giro pulito e c’era bisogno di essere perfetti per passare il turno. Penso che abbiamo il potenziale per ottenere punti domani, speriamo di farcela”.

La vera notizia di questa prima frazione di qualifica, però, non è stata l’eliminazione delle Racing Point o di Kvyat, bensì la penalità inflitta a Lewis Hamilton per aver ostacolato Kimi Raikkonen nel corso del suo giro veloce: approcciandosi a curva 3, infatti, nonostante fosse stato più volte avvisato dal team dell’arrivo di altri piloti alle sue spalle, l’alfiere inglese della Mercedes si è spostato fuori dalla racing line troppo tardi, provocando un impeding.

Q2: Si diversificano le strategie

L’aspetto più interessante della seconda frazione delle qualifiche è stata indubbiamente la diversificazione delle strategie tra i top team. Ferrari ha optato per scendere in pista per il suo tentativo con la gomma soft, la più soffice a disposizione tra quelle portate da Pirelli in Austria, mentre le due Mercedes e Verstappen hanno scelto l’approccio opposto, montando la mescola media. Un approccio più aggressivo quella della Rossa che, anche tra gli altri team, ha lasciato qualche dubbio in merito alla possibile durata della soft in vista della gara: secondo le previsioni Pirelli e quanto riscontrato durante le prove del venerdì, questa strategia, seppur sulla carta non dovrebbe essere la più veloce, sarebbe comunque un’ottima alternativa all’opzione media-hard. Ciò che preoccupa è la durata e la possibile conformazione di blister a causa del gran caldo che si prevede per la gara, esattamente come avvenuto nella passata stagione. Ciò comporterebbe una gestione importante dello pneumatico, con grandi difficoltà sul finire del proprio stint, senza escludere la possibilità di doversi spostare su due soste, seppur al momento rimanga un’eventualità abbastanza remota. La strategia media-hard, scelta da Mercedes e Verstappen, è sicuramente più conservativa e, oltretutto, lascia spazio a possibili alternative in caso la corsa assuma scenari particolari. Sarà quindi interessante avere un confronto diretto tra le varie squadre, cercando di capire chi avrà fatto la scelta giusta.

Tornando alla Q2, anche in questo caso la lotta per evitare l’eliminazione è stata al quanto ravvicinata, con tre piloti sul filo della decima posizione divisi solamente da 50 millesimi. Dopo aver rischiato l’esclusione in Q1, anche in Q2 Magnussen si è salvato per il rotto della cuffia, concludendo solamente 2 centesimi davanti al compagno di squadra. Poco più staccato Nico Hulkenberg, 12° ma davvero vicino al passaggio del turno nonostante una Renault che non ha brillato: “È corretto dire che abbiamo avuto difficoltà per tutto il weekend con la vettura. Abbiamo provato di tutto per trovare un buon set-up. Abbiamo fatto un buon passo in avanti oggi” – ha commentato il tedesco a fine qualifica -. “Non siamo riusciti ad avere un giro pulito nel secondo tentativo in Q2 e sicuramente questo ha diminuito le nostre chance. Penso che avessimo ancora qualcosa da dare nella vettura, forse abbastanza per andare in Q3. Domani sarà molto caldo, non sarà semplice”. Gli altri eliminati del turno, oltre Grosjean e Hulkenberg, sono Albon, Ricciardo e Sainz, seppur in realtà questa frazione di qualifica sia stata “mascherata” dalle penalità: il pilota tedesco della Renault sarà infatti costretto a retrocedere di 5 posizioni per via della sostituzione del motore termico sulla sua vettura, mentre il tailandese della Toro Rosso e lo spagnolo della McLaren vedranno la partenza dal fondo della griglia, anche in questo caso per via del cambio di alcuni componenti della Power Unit.

Q3: Leclerc regna, ma traffico e vento scombussolano la qualifica

La terza ed ultima frazione del sabato austriaco ha visto Charles Leclerc conquistare un’altra pole position, la seconda dopo quella ottenuta in Bahrain sul circuito di Sakhir. Il giovane monegasco ha messo insieme un ottimo giro, nonostante le difficoltà derivanti dal traffico nel tentativo finale in Q3, segno che almeno in modalità qualifica la SF90 poteva dire davvero la sua per conquistare un’intera prima fila Rossa. Leclerc si è ovviamente dichiarato contento del risultato ottenuto, confidando di avere un passo gara sufficiente per potersela giocare per il successo finale: “Sono molto felice della mia qualifica, è bello vedere che tutto il lavoro che si fa in preparazione del sabato e poi man mano fino al Q3 viene ripagato con questi grandi risultati. È una giornata molto bella per me, purtroppo non si può dire altrettanto per tutto il team dal momento che Sebastian ha avuto un problema in Q3. Speriamo in una bella gara per domani. Sono contento della scelta di gomme che abbiamo fatto, che mi permetterà di prendere il via con mescola Soft. Un’ottima partenza sarà fondamentale per tenere gli avversari dietro specialmente nella prima parte del giro iniziale. Il nostro passo gara è piuttosto buono e quindi sono fiducioso di potermela giocare”, ha dichiarato il numero 16 nel dopo qualifica.

Secondo posto, ma solo virtuale, per Lewis Hamilton, distante oltre 2 decimi dal battistrada Ferrarista. Posizione solo virtuale perché la penalizzazione per l’impeding su Kimi Raikkonen lo ha costretto ad arretrare al quarto posto, davanti a Lando Norris. C’è stata un po’ di confusione in merito alla posizione che l’inglese avrebbe occupato in griglia, ma la FIA ha poi chiarito che, nonostante sulla carta fossero 3 posizioni di penalità, Hamilton sarebbe partito dal quarto posto a causa della penalizzazione di Kevin Magnussen, il quale si era qualificato al quinto posto. “Complimenti a Charles, è stato veloce per tutto il weekend e non siamo stati in grado di tenere il passo della Ferrari finora” – ha detto Hamilton -. “Hanno un vantaggio di potenza sui rettilinei, ma sembrano aver capito come affrontare le curve ad alta velocità. La nostra macchina si è comportata bene, ma sul dritto dobbiamo ancora lavorare. Dispiace per quello che è successo con Kimi in Q1: ho cercato di togliermi di mezzo e probabilmente l’ho ostacolato. È stato un errore e mi assumo tutte le responsabilità, ma sono contento di gareggiare con questi ragazzi domani, incrociamo le dita e speriamo di offrire un bello spettacolo.” L’inglese prenderà quindi il via dal quarto posto e tra la sua posizione di partenza e il poleman di giornata si sono inseriti Max Verstappen e Valtteri Bottas.

Nonostante delle aspettative abbastanza basse in vista di questo weekend, l’olandese della Red Bull è riuscito a portare la sua RB15 in prima fila, di fianco al vecchio rivale nei kart Charles Leclerc. Ancora una volta il giovane talento della squadra anglo-austriaca, che questa settimana corre in casa davanti al proprio pubblico (con una marea arancione pronta a supportare proprio il pilota di punta olandese), è riuscito ancora una volta a fare la differenza: “Sono molto contento è un risultato fantastico per noi su un circuito non facile. Per tutto il weekend con tutto questo grandissimo sostegno la macchina ha tratto linfa e sembra essere andata meglio del solito quindi sono molto contento. È grandioso questo supporto, mi dipinge un grandissimo sorriso sul volto e spero di poter regalare a tutti loro un gran risultato domani”. Ha deluso un po’ le aspettative, invece, Valtteri Bottas, solamente quarto alla fine delle qualifiche, seppur domani partirà dalla terza casella. La deludente prestazione del finlandese è però da ricondursi agli ultimi concitati momenti della qualifica, i quali non gli hanno permesso di ottenere un buon tempo dopo un primo tentativo anch’esso complicato per via di alcuni altri piloti in pista che sono andati a disturbare, seppur in maniera lieve, il giro del numero 77. Per quanto riguarda l’ultimo run, tutto è nato dal fatto che i top 4 (Hamilton, Verstappen, Leclerc e Bottas) si sono ritrovati molto vicini nell’ultimo settore, vedendosi costretti a rallentare per prendere lo spazio sufficiente al fine di non avere complicazioni durante il proprio giro. La sequenza con cui i piloti sono arrivati alla penultima curva era quella formata da Hamilton, Verstappen, Leclerc e Bottas: se il pilota inglese e quello olandese sono riusciti comunque a gestire la situazione con abbastanza semplicità, peggio è andata al monegasco e soprattutto al finlandese. L’alfiere della Rossa originariamente si trovava dietro Bottas, quindi sarebbe stato l’ultimo della sequenza, trovandosi in una posizione piuttosto scomoda. Ma come ciò ha influenzato la qualifica del numero 77? Nel momento in cui il finlandese si trovava sulla penultima curva e stava rallentando per prendere spazio da Max Verstappen che in quel momento si trovava di fronte a sé, Bottas è stato superato anche da Charles Leclerc: questo lo ha costretto a rallentare ulteriormente, mandando fuori finestra gli pneumatici. Una situazione simile è capitata anche a Gasly che, non a caso, non è riuscito ad andare oltre il decimo posto.

Le menzioni d’onore per questa Q3 vanno però sicuramente anche a Kevin Magnussen e Lando Norris, quinto e sesto a fine qualifica. Il pilota della Haas, nonostante fosse andato vicino all’esclusione sia in Q1 che in Q2, salvandosi per pochissimi centesimi, è riuscito a centrare un fantastico quinto posto, probabilmente inaspettato considerando le previsioni e le difficoltà con le gomme. Il danese sarà però costretto a partire dalla decima casella a causa della sostituzione del cambio, ma ciò non toglie che Kevin sia stato autore di una grandissima qualifica, come più volte ci ha abituato in questa stagione. Ciò va a favore di Lando Norris, che eguaglia il suo miglior risultato sulla griglia con il quinto posto conquistato la scorsa settimana in Francia. Ottima giornata anche per l’Alfa Romeo, settima e ottava con Kimi Raikkonen ed Antonio Giovinazzi: per il finlandese si tratta di un ritorno in Q3 che mancava da un paio di appuntamenti a questa parte, mentre per l’italiano è la seconda apparizione consecutiva. Vedremo come si evolverà la loro gara, ma le aspettative per un piazzamento nei punti è alto: sarà importante verificare, come per altre squadre, quando durerà la gomma soft in confronto alla media e che opportunità di strategia offrirà.

Tra gli assenti della Q3 manca però sicuramente il nome di Sebastian Vettel, fermato da un inconveniente tecnico sulla sua monoposto sul finire della Q2. Già prima della conclusione della seconda manche di qualifica, infatti, si erano avvisati i primi timori di un problema sulla vettura numero 5, tanto che dal pitwall avevano chiesto proprio a Vettel di effettuare un power cycle, una procedura che generalmente si effettua quando c’è qualcosa che non funziona sulla monoposto. I timori si sono poi confermati e il quattro volte campione del mondo non è potuto scendere in pista per lottare per una prima fila che era potenzialmente alla portata. A dare qualche dettaglio in merito all’inconveniente tecnico è stato il team principal della Ferrari, Mattia Binotto: “Un inconveniente meccanico, quasi stupido, che però ci ha impedito di scendere in pista. Si è interrotta una connessione meccanica che ha interrotto l’alimentazione sulla linea pneumatica al motore. Quindi il motore è rimasto senza aria”, ha commentato dopo le qualifiche. Un problema quindi di poco conto, ma dalle grandi conseguenze. Ciò che complica ulteriormente la gara del tedesco è però non tanto la posizione di partenza, quanto la scelta delle gomme: è chiaro che in Ferrari avessero optato per una strategia così aggressiva tenendo conto di trovarsi nelle prime posizioni allo start, ma l’essere costretto a dover scattare da metà schieramento indubbiamente complica le cose, dove una mescola così soffice potrebbe soffrire il traffico e risentirne sul lungo periodo.

Le strategie

Secondo quanto affermato da Pirelli, la strategia migliore in vista della gara è quella che prevede una singola sosta: l’ideale sarebbe partire sulla media, per poi cambiare pneumatici nella finestra tra il 14° e il 20° giro per passare alla hard. Seconda scelta, seppur più lenta secondo le previsioni del gommista italiano, è quella di partire sulla soft e fermarsi nella finestra tra il 12° e il 16°, passando alla hard. Una tattica a due soste, invece, si rivelerebbe più lenta, senza contare le difficoltà nel recuperare la track position. Per quanto riguarda i pit stop, secondo i dati forniti dalla Formula 1, una sosta in condizioni normali costerebbe intorno ai 25 secondi, mentre in situazione di VSC/SC intorno ai 17 secondi.

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