F1 | GP Cina – Ricciardo strappa applausi, la Ferrari deve stare più attenta (anche con Kimi)

L'australiano ottiene una vittoria entusiasmante, la Ferrari si conferma velocissima, ma stavolta è meno reattiva al muretto...

F1 | GP Cina – Ricciardo strappa applausi, la Ferrari deve stare più attenta (anche con Kimi)

Le vittorie di Daniel Ricciardo si somigliano tutte un po’, contraddistinte dall’allegria e dalla sorpresa. Essì perché Daniel è il volto sorridente del Circus, il pilota più di tutti capace di ribaltare il pronostico con manovre precise e spettacolari, discostandosi in modo netto dal copione già scritto, vincendo spesso e volentieri GP di rincorsa, realizzando con estro e tecnica sorpassi apparantemente impossibili.

Anche il trionfo di Shanghai è stato una ventata di entusiamo per un mondiale già incanalato sul duello Ferrari-Mercedes, è bastato un colpo di spguna del reattivissimo muretto Red Bull per riaprire le danze, per sverniciare in pista le due regine del campionato. Ai bibitari, però, sono serviti il talento e la lucidità del più completo Ricciardo, mentre l’eterno inesperto Verstappen ancora una volta sprecava la sua immensa velocità calcolando male i tempi e lo spazio di un sorpasso tutto sommato scolastico.

Max, penalizzato di dieci secondi, si è pubblicamente scusato per aver rovinato la gara di Vettel; un primo segnale di maturità dopo le troppe dichiarazioni indisponenti rilasciate in passato dopo altri episodi controversi che l’hanno visto protagonista. Fatto sta che Milton Keynes dovrà pur chiedersi quanto e se vale la pena aspettare Verstappen, lasciando sfiorire la classe indiscutibile del funambolo australiano, che alcuni danno già ferrarista in pectore.

Shanghai  poteva essere il tripudio Ferrari, con quella prima fila rossa al sabato vera e propria dimostrazione di forza e gradita conferma di una competitività assoluta. Ma il Cavallino, fenomenale nelle strategie in Australia e in Bahrein, stavolta s’è un po’ cullato sugli allori, adagiandosi su un effimero vantaggio di tre secondi, diventati improvvisamente pochi per contenere la Mercedes di Bottas. Lenti gli uomini in rosso al pit, bravo il finlandese, ma proprio in quel frangente è sfumata la terza vittoria consecutiva. Resta la consolazione per una monoposto egualmente veloce su tre circuiti dalle caratteristiche alquanto differenti.

Non si capisce, poi, perché la Ferrari debba dare la sensazione di abbandonare Raikkonen in pista al proprio destino, come se la SF71H numero sette non fosse poi (e invece lo è eccome) utile anche e soprattutto alla causa di Seba. In partenza Kimi s’è di fatto “annullato” per evitare il più comico dei patatrac, facendo passare per buona la partenza scuola Schumi del cannibale Vettel.

Ci sta, bravo Ice, lealtà e correttezza per la Scuderia. Un comportamento che andava però premiato con una maggiore cura da parte del muretto per il GP in salita del finlandese. C’era ad esempio il tempo per montargli le gomme morbide in regime di safety. Chissà cosa sarebbe successo, magari sarebbe arrivata davvero quella terza vittoria consecutiva. Correre sempre e comunque con due vetture è il presupposto fondamentale per portarsi a casa questo mondiale.

Antonino Rendina


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