F1 | Ferrari, Mark Hughes traccia il profilo di Arrivabene: “Gestiva il team attraverso la cultura dell’intimidazione e della paura”

"Stava svolgendo un lavoro sbagliato e Marchionne lo aveva capito dopo averlo strappato alla Philip Morris, ecco perché aveva pianificato il cambiamento", ha sottolineato il noto giornalista britannico

F1 | Ferrari, Mark Hughes traccia il profilo di Arrivabene: “Gestiva il team attraverso la cultura dell’intimidazione e della paura”

Nella giornata di ieri è terminata ufficialmente l’avventura professionale di Maurizio Arrivabene in Ferrari, il cui posto al vertice della Gestione Sportiva del Cavallino è stato preso da Mattia Binotto. Parlando del manager bresciano il giornalista Mark Hughes, sulle colonne di Motorsportmagazine.com, non ne ha certo decantato le lodi evidenziandone aspetti negativi dal punto di vista lavorativo e caratteriale.

Non era l’uomo giusto ed aveva un valore minore rispetto a Binotto, che la Ferrari avrebbe perso se fosse rimasto Arrivabene – ha sottolineato Hughes -.  Non era previsto nulla, ma è stata un’azione decisa da John Elkann, diventato presidente da qualche mese. Anche se alcuni report fanno pensare che la scelta del licenziamento di Arrivabene sia dovuta all’AD Camilleri. Ad Arrivabene è mancata la capacità di guidare e ispirare la squadra. Alcuni lo vedevano come leader, altri come prepotente. Aveva una relazione simili anche con i media, approcciandosi in modo offensivo e avendo pochi amici in quel mondo. Copriva la sua mancanza di comprensione con risposte aggressive, sembrava che non capisse cosa stesse dicendo (…). Arrivabene stava svolgendo un lavoro sbagliato e Marchionne lo aveva capito dopo averlo strappato alla Philip Morris, ecco perché aveva pianificato il cambiamento”.

Hughes ha inoltre riferito un retroscena che vide protagonista lo stesso Arrivabene e un famoso illustratore tecnico italiano: “Durante il fine settimana del Gran Premio della Cina dello scorso anno, Giorgio Piola aveva fotografato il volante di Sebastian VettelPiola quindi aveva disegnato il volante e aveva scritto sul controllo extra (la famosa terza leva, ndr) che lo caratterizzava. Il giorno seguente Arrivabene si avvicinò a Piola minacciandolo. L’episodio diede la misura dell’uomo”.

Mentre Arrivabene gestiva la squadra corse attraverso una cultura di intimidazione e paura, Mattia Binotto aveva convinto Marchionne che la rimozione della paura potesse liberare gran parte del talento creativo delle persone all’interno del team – ha aggiunto Hughes -. Marchionne ha seguito il suggerimento e applicato la scienza della gestione. Ecco perché la Ferrari è diventata il gruppo tecnico più creativo sulla griglia dopo anni. Non è stata la peggior squadra tra quelle in testa a causa delle persone che lavorano al suo interno, ma per come veniva condotta”.

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3 commenti
  1. Victor61

    8 gennaio 2019 at 19:42

    come al solito le verità scomode sulla Ferrari ce le deve raccontare uno stimato giornalista straniero perché i nostri giornalisti sportivi non sanno far altro che cimentarsi in falsi proselitismi e pettegolezzi da bar dello sport che alimentano solo ottuse faziosità da hooligans degli stadi per poi fare in fretta a diventare dei voltagabbana opportunisti dell’ultima ora…come disse qualcuno che se intendeva: il problema dell’Italia sono sempre e solo certi italioti (in questo caso direi rossoitalioti…) il tempo passa ma la storia non cambia, che tristezza…

  2. Pingback: F1 | Caso Arrivabene, Vanzini: “Circolate tante voci, ma non si è trattato di un licenziamento” [VIDEO]

  3. .. non è normale

    11 gennaio 2019 at 20:16

    come sempre victor ti devi rendere ridicolo e patetico, vedi di andarla a pigliarlo in quel posto tu e le “verità scomode”. scomode di che ?!!!! hahahahahahaah va cagher!!

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