F1 | Ferrari, Hamilton: “Il team non ha mai smesso di credere in me”

In Canada il sette volte campione del mondo è stato protagonista di una solida prestazione, culminata con la P2 alle spalle della Mercedes di Antonelli

F1 | Ferrari, Hamilton: “Il team non ha mai smesso di credere in me”

Il secondo posto conquistato da Lewis Hamilton sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve, in Canada, dove domenica scorsa si è svolto il settimo appuntamento del Mondiale 2026 di Formula1, vale molto più di un semplice podio arrivato tra l’altro su una pista che sulla carta non si sposava con le caratteristiche tecniche del Cavallino dove avrebbe dovuto pagare dazio lato motore nel confronto con la concorrenza.

Per il sette volte campione del mondo rappresenta infatti la conferma di una crescita costante all’interno della Ferrari e il segnale più evidente di un rapporto ormai sempre più saldo con la squadra di Maranello. Dopo le difficoltà incontrate nella scorsa stagione, quella dell’esordio in rosso, conclusa con il solo acuto della Sprint Race di Shanghai e senza alcun piazzamento a podio, pagando a fine stagione un ritardo di 86 punti dal compagno di squadra Charles Leclerc il britannico appare oggi un pilota diverso: più coinvolto, più sereno e soprattutto perfettamente integrato nel lavoro del team.

Il podio canadese è il secondo ottenuto da Hamilton con il Cavallino Rampante dopo quello conquistato in Cina lo scorso marzo. Un risultato costruito attraverso un weekend praticamente perfetto, nel quale il pilota inglese ha mostrato velocità, costanza e una ritrovata fiducia nella vettura avendo la meglio sulla Red Bull di Max Verstappen nella sfida per la seconda posizione alle spalle della Mercedes del vincitore nonché leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli.

Hamilton, discutendo domenica scorsa con i media presenti a Montreal, non ha nascosto la propria soddisfazione: “Sì, mi sono divertito tantissimo in pista per tutto il weekend – ha sottolineato Lewis – A ogni singolo giro ho avuto la sensazione che fossimo partiti con il piede giusto, con l’atteggiamento corretto, e in generale la macchina si è comportata davvero molto bene. Arrivare qui a Montréal, su un circuito che amo, e poter vivere un weekend Sprint qui, il primo che abbiamo avuto su questa pista, è stato fantastico”.

L’inglese ha poi continuato: “Questo è anche il mio primo secondo posto con la squadra. È qualcosa per cui ho lavorato duramente; non riesco nemmeno a spiegare quanto in profondità abbia dovuto scavare dentro di me per arrivare a questo punto, né tutto il lavoro e gli enormi sforzi fatti dietro le quinte per rendere possibile una prestazione del genere. Sono davvero grato al team per aver continuato a sostenermi e a credere in me, weekend dopo weekend. Ed è una sensazione bellissima vederli così felici, perché se lo meritano davvero per tutto il duro lavoro che svolgono”.

Parole che fotografano alla perfezione il momento vissuto dal britannico, che lo scorso anno ha deciso di sposare il progetto Ferrari dopo il lungo e vincente periodo in Mercedes nel corso del quale ha ottenuto record su record. Se nei primi mesi della sua avventura ferrarista erano emerse difficoltà di adattamento e incomprensioni tecniche, oggi Hamilton appare pienamente coinvolto nel progetto. Il suo linguaggio è quello di un leader che si sente parte integrante della squadra e che riconosce pubblicamente il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne di Maranello.

Non a caso, il campione inglese ha voluto sottolineare anche l’importanza del lavoro svolto dietro le quinte insieme agli ingegneri e alla dirigenza Ferrari: “La preparazione fatta prima del weekend è stata fondamentale. Ho scelto un assetto diverso questo fine settimana, analizzando attentamente i dati e lavorando davvero molto bene con il mio ingegnere. È assolutamente fantastico e mi sta piacendo tantissimo lavorare con lui. Anche il mio secondo ingegnere ha svolto un lavoro eccezionale questo weekend e mi ha aiutato a estrarre ancora più prestazione dalla vettura, portandola in una finestra di funzionamento molto più efficace. Finalmente sono riuscito ad attaccare tutte le curve”.

Il sette volte iridato proseguendo la propria analisi ha detto: “Come ho detto, ci sono stati molti cambiamenti che ho chiesto e Fred è stato incredibilmente disponibile e di supporto, facendo anche lui enormi sforzi per mettermi nelle condizioni di sentirmi a mio agio. E finalmente tutto questo sta iniziando a riflettersi nelle mie prestazioni. Quindi, grazie a tutta la squadra”.

La sensazione è che il Canada abbia segnato un punto di importante nell’esperienza di Hamilton in Ferrari. Non soltanto per il risultato finale, ma per il modo in cui è arrivato. Hamilton ha mostrato sicurezza, competitività e una sintonia con la Ferrari che fino a qualche mese fa sembrava ancora in costruzione.

Il secondo podio stagionale rappresenta dunque molto più di una statistica: è la dimostrazione che il lavoro svolto negli ultimi mesi sta dando i suoi frutti e che il binomio Hamilton-Ferrari può guardare al futuro con rinnovata fiducia e ambizioni sempre più concrete. Anche se la concorrenza, leggasi Mercedes, che finora ha dominato questo scorso di stagione, come dimostra la leadership di Antonelli in classifica generale, senza chiaramente dimenticare George Russell costretto al ritiro pe problemi tecnici in Canada, viaggia spedita.

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