F1 | Audi apre al ritorno dei V8, Binotto: “Priorità all’abbattimento dei costi di produzione dei motori”
"Anche un grande gruppo come il nostro deve fare attenzione al budget. Vogliamo rimanere in F1 per molti anni", ha detto Mattia
Il programma sportivo di Audi in Formula 1 entra in una fase di pianificazione politica e tecnica complessa. Il responsabile del progetto del marchio tedesco, Mattia Binotto, ha delineato la posizione dell’azienda in merito alle future discussioni regolamentari sul possibile ripristino dei propulsori V8 a partire dal 2030 o 2031. Nonostante il costruttore sia entrato nella massima categoria automobilistica attirato dalle specifiche dei motori ibridi con un’alta percentuale di elettrificazione, la dirigenza ha escluso la volontà di abbandonare il campionato qualora le norme dovessero virare verso architetture termiche più tradizionali. La casa di Ingolstadt affronta la sfida della Formula 1 considerandola il vertice del proprio percorso tecnologico e sportivo.
La transizione iniziale verso la ripartizione di potenza paritetica al 50/50 era stata l’argomento chiave per deliberare l’investimento finanziario di Audi nel mondiale, data la forte vicinanza ingegneristica con la produzione automobilistica di serie. C’è però un “ma”: l ridimensionamento di quella impostazione da parte della FIA ha riaperto i tavoli di discussione, spingendo la Federazione a valutare il ritorno a motorizzazioni più classiche per soddisfare le richieste del pubblico e dei piloti.
Audi: il cambio di strategia politica
La posizione espressa da Binotto segna un netto cambio di rotta rispetto alle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane. Infatti, i portavoci del marchio avevano confermato la propria soddisfazione per l’attuale impianto normativo, manifestando contrarietà all’ipotesi di accantonare i propulsori V6 ibridi. Il contesto politico complessivo è però mutato rapidamente in seguito al forte sostegno concesso all’architettura V8 da parte del CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, che ha dichiarato di appoggiare la riforma al “1000%”. A questo scenario si aggiunge la contemporanea assenza di obiezioni da parte degli altri motoristi presenti sulla griglia, tra cui Mercedes, Red Bull Ford, Honda e Ferrari.
Nel corso del suo intervento nel podcast ufficiale della Formula 1, Beyond The Grid, Binotto ha chiarito l’attitudine del team rispetto ai prossimi tavoli di lavoro istituzionali: “Siamo pronti a prendere parte a questi tavoli tecnici. Come Audi siamo ormai integrati in Formula 1 e la nostra intenzione è rimanerci a lungo termine, motivo per cui contribuiremo in modo costruttivo al confronto per delineare i regolamenti più adatti per le prossime stagioni. Questo sport deve confermarsi il vertice tecnologico globale, e ritengo che la vera essenza del suo DNA non risieda necessariamente nel V6 o nel V8, quanto piuttosto nel V10”.
Il nodo dei costi e la sostenibilità industriale
Per la casa dei Quattro Anelli, l’introduzione di una nuova architettura motoristica non rappresenterà un motivo di disimpegno, a patto che il legislatore introduca misure severe per il contenimento delle spese di gestione e sviluppo, un parametro ritenuto cruciale anche per i grandi gruppi industriali. La sostenibilità economica dei progetti legati alle power unit costituisce un elemento cardine per garantire la stabilità della griglia nel lungo periodo.
L’ex Ferrari ha approfondito gli aspetti finanziari che vincoleranno la posizione del marchio durante i negoziati con la FIA e i concorrenti: “Il rendimento e l’efficienza dei propulsori restano pilastri fondamentali per i nostri programmi industriali, ma considero questo fattore come uno dei vari punti inseriti nella bozza dal presidente della FIA. Risulta prioritario abbattere le spese di produzione delle power unit”.
“Anche un grande gruppo automobilistico come il nostro deve monitorare con attenzione i budget, di conseguenza valutiamo la contrazione dei costi come un’evoluzione positiva per le future norme sportive. Confermo la nostra totale apertura al confronto e supporteremo ogni tavolo di lavoro che sia finalizzato a una crescita comune, poiché non ravviso alcun ostacolo interno che possa precluderci una partecipazione a lungo termine”.
Analisi della R26: i punti di forza del telaio e i limiti della power unit
Oltre alle dinamiche politiche legate ai motori del prossimo decennio, la gestione di Mattia Binotto è concentrata sulla valutazione delle prestazioni attuali della R26. I dati raccolti durante le prime uscite stagionali indicano una solida base di sviluppo sul fronte aerodinamico e meccanico. L’ingegnere reggiano ha espresso ottimismo per quanto riguarda il rendimento del telaio, posizionando la propria vettura immediatamente alle spalle dei top team di riferimento. La bontà del progetto è supportata da una corrispondenza tra i dati teorici elaborati nel simulatore e nella galleria del vento e i riscontri cronometrici reali ottenuti in pista.
Il vero elemento limitante dell’attuale pacchetto tecnico è rappresentato dalle prestazioni della power unit, che frena il potenziale complessivo espresso nelle rette. Il prossimo appuntamento sul tracciato cittadino di Monaco costituirà un banco di prova fondamentale per verificare la consistenza delle dichiarazioni della dirigenza, data la natura della pista monegasca che premia l’efficienza del telaio e l’agilità nelle curve a raggio ridotto rispetto alla potenza pura del motore.
Binotto ha concluso l’analisi fornendo i dettagli sui progressi metodologici compiuti all’interno del reparto corse: “Esprimo grande soddisfazione per la qualità espressa dal nostro telaio, un riscontro confermato dai piloti e non soltanto dai rilevamenti della telemetria e dei dati GPS. Registriamo un’ottima corrispondenza tra i riscontri della galleria del vento e quelli del simulatore, un fattore metodologico cruciale per il lavoro quotidiano dei nostri ingegneri. Abbiamo ottimizzato i flussi interni e i metodi di analisi, e la vettura evidenzia un’ottima velocità di percorrenza nelle curve, portandoci a ritenere di disporre attualmente del quarto telaio più competitivo della griglia, un traguardo eccezionale per il percorso compiuto dalla Sauber”.
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