F1 | Fenomenologia di Leclerc, campioncino che studia da fuoriclasse (e impara da Vettel)

Charles oltre ad essere velocissimo in pista ha già quella naturale predisposizione a lavorare da leader con la squadra

F1 | Fenomenologia di Leclerc, campioncino che studia da fuoriclasse (e impara da Vettel)

In questa pausa invernale, con i motori spenti, sta emergendo un profilo assai interessante e articolato di Charles Leclerc. Il campioncino in erba della Ferrari, fresco di rinnovo con la Scuderia e con ambizioni mai nascoste da prima guida, oltre ad essere un’iradiddio quando abbassa la visiera, è un pilota completo sotto tutti i punti di vista, molto attento al lavoro con il team e ai particolari.

All’istinto furioso del pilota, alla lucida follia che gli permette di fare numeri di alta scuola con la monoposto o duelli già epici come quelli con il coetaneo Verstappen, Charles abbina la dedizione, l’umiltà e l’intelligenza dei grandi campioni. Al cuore generoso con la visiera abbassata fa da contraltare una grande ragione, una freddezza che fa quasi rabbrividire. Già, perché Sciarl sa benissimo come diventare un campione e non lo nasconde.

La continua volontà di crescere come pilota emerge proprio dal rispetto che Leclerc nutre nei confronti di Vettel. Il monegasco ha ammesso di aver appreso moltissimo dal compagno quattro volte campione del mondo per ciò che concerne il rapporto con la squadra, le indicazioni da dare agli ingegneri, la metodologia di lavoro. In più ha ammesso di dover ancora imparare da Vettel per quanto riguarda gli assetti, per migliorare sul passo gara: “Seb ha più esperienza di me e infatti è più veloce in gara. Non è tanto un problema di stile di guida, quanto di lavoro con la squadra per trovare il migliore assetto”.

Charles è quasi ossessivo nella voglia di migliorarsi, nel volere incidere su ogni dettaglio, nel pressare il team con la sua presenza: “La squadra sa cosa voglio dalla monoposto – ha affermato sempre recentemente – Noi piloti non possiamo incidere sulla progettazione non essendo ingegneri, ma possiamo dare ai tecnici indicazioni importanti per quanto riguarda il bilanciamento, possiamo lavorare sui dettagli che sono quelli che poi fanno la differenza così da adattare la vettura al nostro stile di guida”.

Non sembrano le parole di un giovanotto al suo secondo anno in un top team, ma già quelle di un pilota che ha la squadra in pugno, e che si sente già in diritto di fare certe richieste tecniche, sul comportamento dell’auto in inserimento curva ad esempio. Eppure Leclerc approccia al lavoro sempre con grande umiltà, ricordando ogni due e tre l’importanza di avere al proprio fianco un fuoriclasse come Sebastian e quanto dal tedesco ci sia da imparare: “Ho ancora troppo da imparare da Vettel; lui è professionale e meticoloso, starei ad ascoltarlo per ore quando parla con gli ingegneri nei briefing”.

La furbizia, dote innata dei fenomeni, è quella di carpire i segreti ed imparare il mestiere dal più esperto team mate, per poi non fare sconti in pista e magari batterlo quando bisogna tenere giù il piede. Il giovane ferrarista sta ultimando il suo percorso per diventare un top driver; sa benissimo che non basta solo il talento, ma serve un lavoro certosino fatto a 360 gradi e ha la fortuna di avere accanto a se una leggenda di questo sport da cui può apprendere molto.

Leclerc non è insomma un funambolo istintivo, ma è già un campioncino che lavora su se stesso e sui dettagli come i grandi di questo sport. In questo già ricorda Alonso, Hamilton e Vettel per la capacità (o comunque la ferma volontà) di catalizzare su sé tutte le attenzioni della squadra e per cercare un dialogo quanto più proficuo con i tecnici.

Questo bel tipetto di 23 anni ha scosso la Ferrari con le sue prestazioni e si è guadagnato già un ruolo da protagonista assoluto. E, possiamo dirlo, somiglia pericolosamente al Vettel della Red Bull. Un giovane vecchio pronto con il suo taccuino in mano per studiare con il team e guidarlo alla vittoria. Ed è per questo che Charles rappresenta il più grande ostacolo ai propositi di rilancio di Sebastian: è un allievo piuttosto scomodo.

Antonino Rendina


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1 commento
  1. Zac

    14 gennaio 2020 at 23:36

    Quando avrà imparato tutto darà mezzo secondo al vegliardo Vettel.

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