F1 | C’era una volta uno sport chiamato Formula Uno…

Il congelamento dei motori è l'ultima mazzata per una categoria votata da sempre allo sviluppo e alla tecnologia

F1 | C’era una volta uno sport chiamato Formula Uno…

Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro”. Così Alessandro Manzoni apriva l’ode del 5 maggio dedicata a Napoleone e pare proprio che la Formula Uno abbia esalato il suo ultimo respiro, almeno nella concezione di Circus in cui credono tutti gli appassionati. Eh sì, perché la classe regina del motorsport era concepita come quella più innovativa, tecnologica e ricca di sviluppo. Era appunto, perché tutto oramai pare solamente un ricordo.

Un ricordo lontano dopo le ultime decisioni approvate poco più di ventiquattro ore fa dalla F1 Commission, tra le quali figura anche il congelamento dei motori a partire dal 2022. Sembra proprio che chi governa le sorti della Formula Uno vada decisamente controcorrente rispetto a quello che serve realmente a questa categoria.

Eppure si è trattata di una votazione all’unanimità. È stata la vittoria politica della Red Bull che, obbligata a salutare Honda al termine della prossima stagione, ha fatto la voce grossa per produrre motori in proprio e per non perdere lo status prestazionale in pista di seconda forza che ha guadagnato lo scorso anno. Ma è possibile che un solo team possa tenere sotto scatto l’intero movimento? Possibile che soprattutto la Ferrari non abbia posto il veto (e ne avrebbe facoltà) di fronte a questo assurdo scenario?

Ora la Renault e la stessa Ferrari devono sperare di indovinare la power unit del futuro, perché in caso contrario non ci sarebbe margine di crescita per recuperare. Sarebbe un epilogo già scritto. Ma soprattutto basta chiamare questo sport Formula Mercedes, come è oramai denominato il Circus da qualche anno a questa parte per sottolineare il dominio della Stella, perché non è assolutamente vero. Ieri ne abbiamo avuto la prova evidente. È lì, sotto gli occhi di tutti noi. I team, tutti nessuno escluso, sono stati complici delle decisioni prese. Indietro purtroppo non si può più tornare. E si pagheranno le conseguenze delle scelte compiute.

Si chiede a gran voce il ritorno dello spettacolo e delle emozioni in pista, ma alle parole non fanno seguito i fatti. O meglio si prendono decisioni che onestamente si faticano a comprendere nella loro concezione. La Formula Uno avrebbe bisogno di riforme vere che dovrebbero puntare a “snellire” e semplificare le attuali power unit che sono, per carità, un miracolo ingegneristico ma che si sono rivelate degli autentici enigmi tecnici.

L’augurio era che il Circus potesse aver imparato dagli errori commessi in passato, invece si continua a perpetrare in essi mettendo a dura prova la pazienza degli appassionati che però ora sta cominciando a vacillare in maniera definitiva. C’era una volta la Formula Uno che conservava e tramandava la sua storia, tradizione e unicità, vera sfida ingegneristica tra i marchi più importanti del panorama motoristico. Ma ora tutto questo appartiene al passato.

È veramente triste pensare ad una categoria che sarà avara dello sviluppo della sua componente cardine: il motore. È come se un essere umano facesse a meno del proprio cuore. Non potrebbe. Sarebbe qualcosa che andrebbe contro natura. Ecco, la stessa cosa è valida per la Formula Uno che oramai si sta sempre più snaturando. Basterà essere chiamata tale conservando solamente il nome?

Leggi altri articoli in Focus F1

Lascia un commento

2 commenti

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati

News F1

F1 | Si va verso il congelamento dei motori

Sulla sprint race invece i team hanno chiesto ancora tempo, ma hanno aperto a questa idea
Alla fine è passata la linea Red Bull. Quest’oggi, con la riunione della F1 Commission, il Circus si giocava buona