F1 GP Ungheria | Verstappen contro il regolamento: “Alcuni sorpassi sono addirittura comici”

"Tutta questa situazione è un po' mortificante, a volte è impossibile fare la differenza come pilota", ha detto Max

Il quattro volte campione del mondo approfitta della vigilia del GP d'Ungheria per lanciare l'ennesimo e durissimo attacco alla filosofia delle monoposto 2026, denunciando la perdita di naturalezza della guida, l'impatto distorsivo degli algoritmi sulla potenza elettrica e lo snaturamento dell'arte del sorpasso
F1 GP Ungheria | Verstappen contro il regolamento: “Alcuni sorpassi sono addirittura comici”

da Budapest, Ungheria

Il podio di Spa ha certamente dato morale a Verstappen e alla Red Bull, reduci da un weekend tutto sommato positivo. In Ungheria la situazione sarà certamente diversa, con un layout volto più all’aerodinamica che alla potenza del motore, e sul quale la RB22 potrebbe soffrire rispetto a Ferrari e Mercedes. La pista magiara, priva dei lunghi tratti ad alta percorrenza del Belgio, costringerà il team di Milton Keynes a cercare una configurazione da alto carico per mascherare i limiti di un pacchetto ancora da decifrare.

La crescita della RB22 e le incognite dell’Hungaroring

Il terzo posto conquistato nelle Ardenne rappresenta una base di partenza incoraggiante per la scuderia austriaca, impegnata nel continuo affinamento della RB22. Il rapido ritmo di sviluppo imposto dai rivali impone però cautela in vista della gara di Budapest.

“A livello generale stiamo cercando di comprendere la base della vettura – spiega Verstappen analizzando il momento del team -. In alcuni fine settimana le prestazioni sono state più lineari e immediate, mentre in altri abbiamo dovuto risolvere diversi problemi. C’è comunque un trend di crescita ed è sempre positivo. Allo stesso tempo bisogna aspettare e vedere cosa succede quando gli altri portano aggiornamenti importanti: a volte fai un bel weekend, poi in quello successivo qualcuno si presenta con un pacchetto da due o tre decimi e le gerarchie cambiano di nuovo”.

“Bisogna davvero valutare gara per gara. Qui in Ungheria l’erogazione dovrebbe risultare un po’ più naturale e meno penalizzante rispetto a Spa quando si manda in trazione la macchina prima in certi punti del tracciato, ma la dinamica generale resta strana”.

L’attacco ai regolamenti 2026: algoritmi e guida innaturale

L’analisi di Verstappen va ben oltre la gara, trasformandosi in un attacco aperto verso la direzione tecnica intrapresa dalla Formula 1 nel ciclo iniziato nel 2026. L’obbligo di gestire complessi software di erogazione e recupero energetico ha alterato le dinamiche fondamentali del pilotaggio, penalizzando chi tenta di spingere a centro curva.

“È da tanto tempo che dico quello che penso su questi regolamenti – sottolinea Max -. All’inizio la maggior parte della gente diceva che stavo solo protestando e che dovrei stare zitto, ma nelle ultime gare sempre più persone iniziano a vedere le stesse cose che avevo previsto da tempo. Non è perché non sto vincendo: è semplicemente perché ho a cuore questo sport. Arrivi su certe piste e ti ritrovi a guidare con standard di potenza decisamente bassi per la Formula 1, ed è un po’ mortificante”.

“In qualsiasi categoria automobilistica, se guadagni tempo in curva hai un vantaggio sul giro; ora invece, se percorri una curva più velocemente, finisci per perdere tempo nel rettilineo successivo perché prosciughi la carica. Devi pensare continuamente a parzializzare i comandi, usare una marcia diversa o modificare la staccata per non pagare dazio dopo. Tutto questo finisce per livellare i tempi sul giro ed è per questo che si vedono distacchi così ridotti: a volte è semplicemente impossibile fare la differenza come pilota”.

La snaturazione dei sorpassi e la solidarietà ad Alonso

Un altro punto critico sollevato dal pilota olandese riguarda la drastica trasformazione dei duelli in pista. L’effetto combinato di un’aerodinamica ad altissimo scorrimento in scia e di sbalzi continui nella carica della batteria ha svuotato i sorpassi della loro componente atletica e tattica.

“L’arte del sorpasso quest’anno è molto diversa e onestamente non mi diverte granché – ammette Verstappen -. A volte è persino comico: vedi chi ti precede lottare e consumare tutta la batteria, così tu, senza fare assolutamente nulla, lo superi a metà rettilineo. Preferisco prendere la scia, attaccarmi e giocarmi la staccata al limite. Ora chi guarda la F1 in modo superficiale pensa sia fantastico perché vede più sorpassi, ma i veri appassionati capiscono che non è reale”.

“Concordo pienamente con Fernando Alonso quando esprime la sua insoddisfazione per queste macchine. Per un vero pilota è dura, specialmente quando non ti diverti con i regolamenti e in più non sei competitivo. Fernando non merita di lottare per la 21ª posizione, merita di stare nei primi cinque. Io ho 28 anni e una situazione diversa, ma amo ancora correre e cerco di fare il massimo con quello che abbiamo, anche se non è esattamente ciò che mi piace”.

Stabilità in Red Bull e la risposta ad Antonelli sull’adattabilità

Nonostante le indiscrezioni di mercato che accompagnano regolarmente la pausa estiva, Verstappen ribadisce la propria centralità nel progetto Red Bull, concentrandosi esclusivamente sulle prestazioni in pista e sull’adattamento richiesto dalle monoposto attuali.

“Da parte mia non c’è molto da aggiungere sul futuro perché non c’è nulla in corso. Stare bene è la cosa più importante e io mi trovo bene qui: questo team per me è come una seconda famiglia. Vogliamo solo comprendere meglio la macchina e tornare a vincere. Sulla necessità di adattare lo stile di guida, Kimi Antonelli ha perfettamente ragione: devi sempre adattare la tua guida a ciò che rende la macchina più veloce. Se guidassi dicendo che questo è il mio stile e guido solo così, a Spa perderei mezzo secondo al giro. L’adattabilità è fondamentale in qualsiasi categoria propedeutica fino alla Formula 1. In vista della sosta estiva non vedo l’ora di staccare per un po’ di giorni, ma prima vogliamo disputare un buon weekend a Budapest”.

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