F1 | Promossi e rimandati dopo la prima metà di stagione
Le nostre pagelle: Antonelli il migliore della classe

Il Gran Premio d’Ungheria ha chiuso la prima parte del campionato prima della pausa estiva e ha consegnato una classifica che, alla vigilia dell’ultima parte dell’anno, racconta già molte cose.
In testa c’è un nome che fino a pochi mesi fa avrebbe potuto sembrare una scommessa: Kimi Antonelli. Il pilota Mercedes ha conquistato sei vittorie nelle prime undici gare e guida il Mondiale con 219 punti, 50 in più di Lewis Hamilton. Alle sue spalle troviamo George Russell, Charles Leclerc, Lando Norris e Max Verstappen.
Ma i numeri non raccontano tutto. La nuova era regolamentare ha completamente ridisegnato i valori in campo e alcuni piloti e squadre hanno saputo adattarsi molto meglio di altri.
Ecco quindi le nostre pagelle di metà stagione: promossi e rimandati della prima parte del Mondiale 2026.
Kimi Antonelli – 9,5
È impossibile partire da un altro nome. Il pilota italiano è diventato il riferimento del campionato e ha trasformato una Mercedes competitiva nella vettura da battere. Sei vittorie in undici gare, oltre alla costanza necessaria per costruire un vantaggio importante in classifica. Dopo il secondo posto in Australia, Antonelli ha vinto in Cina, Giappone, Miami, Canada e Monaco, aggiungendo poi il successo in Belgio.
Non è stato tutto perfetto: il ritiro di Barcellona e il quindicesimo posto di Silverstone hanno rappresentato due passaggi a vuoto. Ma la risposta è stata immediata.
A soli 19 anni, Antonelli arriva alla pausa estiva da leader del Mondiale con 219 punti.
Lewis Hamilton – 8,5
Se il 2025 aveva lasciato parecchi interrogativi, il 2026 ha restituito un Lewis Hamilton decisamente più vicino a quello che conosciamo. Il britannico ha trovato con Ferrari una continuità che gli era mancata nella prima stagione in rosso: cinque podi nelle prime dieci gare e soprattutto la vittoria di Barcellona. Hamilton è secondo nel Mondiale con 169 punti e, soprattutto, è riuscito a inserirsi nella lotta per il titolo. La Ferrari non è ancora al livello della Mercedes, ma il sette volte campione del mondo ha dimostrato di essere tutt’altro che al tramonto.
Charles Leclerc – 8
Il monegasco è quarto in campionato con 138 punti e ha ottenuto una vittoria importante a Silverstone, oltre a diversi risultati di rilievo. La seconda nel Costruttori e il contributo di Leclerc è stato fondamentale per mantenere la Scuderia nella parte alta della classifica. Resta però la sensazione che la Ferrari possa fare qualcosa in più. Leclerc ha avuto qualche occasione persa e il confronto con Hamilton rende ancora più interessante la seconda parte della stagione. Per ora, comunque, il bilancio è positivo.
George Russell – 5
Il pilota Mercedes ha iniziato molto bene la stagione e ha già conquistato due vittorie, in Australia e Austria. È terzo nel Mondiale con 160 punti e ha mostrato velocità e competitività. Eppure è difficile non parlare di una stagione in parte condizionata dalla sfortuna e dai problemi tecnici. In Ungheria, per esempio, un problema lo ha condizionato già in qualifica, mentre la Mercedes continuava a dominare la classifica Costruttori. Il distacco di 59 punti da Antonelli è significativo, soprattutto considerando che i due guidano la stessa macchina. Russell deve ancora dimostrare di poter trasformare la velocità in continuità.
Lando Norris – 6.5
Il campione del mondo in carica ha dovuto aspettare fino all’undicesimo appuntamento per conquistare il primo successo stagionale, ma la prestazione dell’Hungaroring è stata quella di un pilota da titolo. Partito dalla pole, Norris ha gestito una gara complicata e ha riportato McLaren sul gradino più alto del podio. Il problema è che McLaren, almeno nella prima parte dell’anno, non ha confermato le aspettative della vigilia. Norris è quinto con 128 punti, mentre il compagno Oscar Piastri è settimo a quota 92. La pausa estiva arriva quindi nel momento giusto: la vittoria in Ungheria può rappresentare il punto di svolta.
Max Verstappen – 6
Il quattro volte campione del mondo è sesto con 109 punti e ha ottenuto risultati importanti, compreso il secondo posto in Ungheria. Ma la Red Bull non sembra più la macchina capace di accompagnarlo regolarmente verso la vittoria. Il distacco dalla vetta è ormai enorme e il campionato sembra essersi trasformato da una corsa al titolo a una lotta per recuperare terreno. Non è certamente Verstappen il problema principale di Red Bull. Anzi, proprio per questo il suo voto resta positivo. Ma rispetto agli standard a cui ci ha abituati, è una prima parte di stagione al di sotto delle aspettative.
Pierre Gasly – 7
Tra le sorprese della prima parte del campionato c’è sicuramente Pierre Gasly. Alpine ha iniziato il 2026 con un progetto molto più competitivo rispetto alla stagione precedente e il francese ha saputo sfruttarlo, conquistando anche uno splendido podio a Monaco. Gasly ha raccolto 42 dei 61 punti complessivi di Alpine e, almeno nella prima parte dell’anno, è stato il vero trascinatore della squadra. Il momento finale prima della pausa è stato però più complicato, con Alpine scivolata alle spalle di Racing Bulls e Audi. Per questo il voto resta positivo, ma la seconda metà dell’anno sarà fondamentale.
Isack Hadjar – 7
Il francese è ottavo nel Mondiale con 68 punti, davanti a piloti che guidano vetture decisamente più blasonate. La sua costanza ha contribuito in maniera importante alla posizione di Red Bull e rappresenta una delle note più interessanti del 2026. Non ha ancora ottenuto una vittoria, ma il rendimento complessivo è stato convincente.
Oscar Piastri – 6
Il confronto con Norris rende il giudizio su Piastri inevitabilmente più severo. I 92 punti conquistati lo collocano al settimo posto, ma il distacco dal compagno è già di 36 punti. Il potenziale non è in discussione, così come la velocità. La McLaren, però, ha bisogno di entrambi i suoi piloti per tornare davvero nella lotta per il titolo. E l’incidente finale in Ungheria, con il ritiro dopo il contatto con Sainz, ha chiuso nel peggiore dei modi un weekend che poteva essere molto diverso.
Racing Bulls – 8
Una delle sorprese più interessanti della prima metà del 2026. Racing Bulls ha saputo inserirsi con continuità nella lotta a centro gruppo, raccogliendo 66 punti nelle prime 11 gare ed il quinto posto nella Classifica Costruttori. Liam Lawson ha confermato la sua crescita, mentre grande attenzione merita Arvid Lindblad, rookie chiamato subito a confrontarsi con il mondo della Formula 1. Il giovane britannico ha mostrato velocità e personalità, riuscendo a dare un contributo importante al rendimento della squadra. Per Racing Bulls il bilancio è quindi decisamente positivo: non è una vettura da podio con regolarità, ma sta sfruttando al meglio il proprio potenziale.
Audi – 5.5
Il primo anno ufficiale di Audi in Formula 1 è stato fin qui piuttosto complicato. La squadra ha raccolto 12 punti nelle prime 11 gare, rimanendo lontana dalla lotta per le posizioni di vertice del centro gruppo. Il progetto è ancora giovane e il 2026 rappresenta una fase di costruzione, quindi sarebbe ingeneroso parlare di vera bocciatura. Nico Hulkenberg ha portato a casa la maggior parte del bottino, mentre Gabriel Bortoleto sta vivendo una stagione di apprendistato importante. Audi ha però bisogno di fare un passo avanti nella seconda metà del campionato per dimostrare che il progetto può diventare competitivo nel lungo periodo.
Williams – 4
La Williams è una delle delusioni della prima parte del 2026. Dopo i segnali incoraggianti del 2025, ci si aspettava un ulteriore passo avanti. Invece la squadra è rimasta nelle retrovie e ha raccolto appena 11 punti dopo undici gare. Carlos Sainz ha 6 punti, Alexander Albon 5. Troppo poco per una squadra che sembrava destinata a compiere un salto di qualità. Il campionato è ancora lungo, ma serve una reazione.
Aston Martin – 3
Se c’è una squadra che ha deluso le aspettative, è Aston Martin. Fernando Alonso ha appena un punto e Lance Stroll è ancora a quota zero. La squadra occupa il penultimo posto nel Costruttori con un solo punto, davanti soltanto alla debuttante Cadillac. Gli aggiornamenti più recenti hanno mostrato qualche segnale incoraggiante, ma il bilancio della prima parte resta pesantemente negativo. Il progetto tanto blasonato (e super pagato!) di Adrian Newey deve cambiare passo nella seconda metà del campionato.
Esteban Ocon – 5, Oliver Bearman -6
Il francese ha conquistato appena 3 punti, mentre il compagno di squadra Oliver Bearman ne ha raccolti 18. Il confronto interno non è dalla parte del francese che si trova anche in un ambiente poco sereno dopo le voci di screzi con Ayao Komatsu e, in una stagione in cui ogni punto può fare la differenza, il rendimento è stato troppo lontano dalle aspettative. Per Bearman il discorso è diverso: ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, conquistando punti importanti nelle prime gare e dimostrando di poter essere il riferimento di Haas. Il confronto con Ocon, almeno sul piano del bottino iridato, è nettamente a suo favore. La seconda parte della prima metà di stagione è stata però molto più complicata, con diversi risultati fuori dalla zona punti e qualche errore di troppo. In Ungheria, inoltre, Bearman ha ammesso di aver perso fiducia nella vettura. Per essere soltanto alla sua seconda stagione completa in F1, il bilancio resta comunque positivo. Deve però trovare maggiore continuità e trasformare più spesso la velocità in risultati.
Cadillac – 4
Zero punti potrebbero sembrare sufficienti per una bocciatura senza appello. Ma Cadillac è al debutto in Formula 1 e il giudizio deve necessariamente tenere conto del contesto. Valtteri Bottas e Sergio Perez non sono ancora riusciti a portare la squadra in zona punti, ma il progetto è appena all’inizio. Per Cadillac la prima stagione deve essere considerata soprattutto come un lungo apprendistato.
Regolamento 2026 – 5: rimandato con debito
La grande rivoluzione del 2026 non ha ancora convinto fino in fondo. Le nuove monoposto sono più leggere e compatte, l’aerodinamica è diventata attiva e la componente elettrica delle power unit ha assunto un ruolo decisamente più importante. Ma proprio quest’ultimo aspetto sta creando diversi interrogativi. La gestione dell’energia è diventata una parte fondamentale della gara e, in alcune occasioni, ha finito per condizionare pesantemente le prestazioni dei piloti. Il rischio è che il risultato venga determinato troppo dalla strategia energetica e dalla modalità di utilizzo della power unit, togliendo spazio alla capacità del pilota. Anche il nuovo sistema pensato per favorire i sorpassi non ha sempre prodotto lo spettacolo sperato. In alcune gare le battaglie sono state interessanti, in altre il problema della difficoltà di sorpassare è rimasto praticamente invariato. La rivoluzione regolamentare ha sicuramente portato idee interessanti, ma dopo la prima metà del campionato è difficile parlare di successo pieno. Servono correttivi per rendere le monoposto più divertenti da guidare e, soprattutto, per fare in modo che sia il pilota a fare la differenza e non soltanto la gestione dell’energia.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui














