F1 GP Austria | Red Bull e la comprensione della “nuova” RB22 nelle prove libere
Verstappen: "Dobbiamo trovare il giusto compromesso tra anteriore e posteriore"

Per la Red Bull le prime due sessioni di prove libere in Austria sono state piene di inconvenienti, a cominciare dalle PL1, quando Verstappen per ben due volte si è piantato in pit lane, non riuscendo a inserire le marce. Anche Hadjar ha perso una buona parte del primo turno per alcuni problemi sulla sua RB22. La monoposto di Milton Keynes è dotata di diversi aggiornamenti, è più o meno una versione B quella che vediamo girare a Zeltweg sul tracciato di casa del Red Bull Ring, e Verstappen resta sempre una minaccia per chiunque non appena riesce a trovare anche un pizzico di competitività extra.
Questo avvio in salita trova una spiegazione nelle analisi del direttore tecnico Pierre Waché, il quale ha confermato l’esistenza di problemi operativi che hanno condizionato l’attività iniziale all’interno del garage.
“Abbiamo avuto un problema in garage su entrambe le vetture e le FP1 sono state piuttosto difficili, cosa che a volte può succedere quando si cambiano così tante cose sulla macchina. Eravamo un po’ limitati in quello che potevamo fare, soprattutto sulla vettura di Isack perché aveva meno tempo in pista. Stavamo cercando di capire la macchina e il nuovo pacchetto e abbiamo modificato alcune cose sull’assetto nelle FP2: alcune sono andate nella giusta direzione e altre no. Ovviamente abbiamo del lavoro da fare, come è normale quando si cambiano alcune cose sulla macchina”.
Verstappen e il nodo del bilanciamento della RB22
Max Verstappen ha concluso la prima sessione di prove libere in quarta posizione, facendo registrare un tempo di 1:08.077 con un totale di 17 giri percorsi. Nelle FP2, il campione olandese ha confermato la quarta piazza assoluta scendendo fino a 1:07.564 e incrementando il chilometraggio con 29 tornate completate.
Al termine delle prove, Verstappen ha evidenziato le difficoltà incontrate nel trovare la corretta finestra di utilizzo della vettura aggiornata: “Nelle sessioni di prove libere di oggi è stato un po’ complicato trovare il giusto equilibrio. Dobbiamo lavorare sul grip anteriore e posteriore e trovare il giusto compromesso. Questo ci aiuterà a trovare un po’ più di ritmo, dato che al momento non siamo al livello degli altri. Vedremo cosa possiamo fare domani per trovare maggiore stabilità in generale e speriamo di fare una buona qualifica”.
Il venerdì di Isack Hadjar: dal blackout iniziale al recupero
L’altro lato del box Red Bull ha vissuto un inizio di weekend ancora più tormentato. Isack Hadjar ha completato appena 11 giri nelle FP1, fermando il cronometro su un modesto 1:09.481 che lo ha relegato in dodicesima posizione. Nelle FP2 la situazione è parzialmente migliorata: il pilota ha effettuato 28 giri, risalendo fino alla settima posizione con un tempo di 1:07.758.
Hadjar ha analizzato così la gestione del nuovo pacchetto aerodinamico: “Oggi abbiamo faticato a sfruttare al massimo la vettura e i nostri aggiornamenti, perché sembrava sbilanciata. Nelle FP1 siamo partiti un po’ a rilento e abbiamo avuto problemi di grip, quindi è stato un po’ un gioco a indovinare, ma nelle FP2 il bilanciamento è migliorato, il che è una buona notizia. La vettura sembrava molto più facile da guidare, quindi le prestazioni dovrebbero migliorare domani, ma non siamo ancora dove vorremmo essere. Dovremo lavorare molto sull’assetto per domani, ma di solito la vettura si esprime al meglio in qualifica, quindi speriamo di trovare un buon passo”.
Analisi dei passi gara: Verstappen resta il terzo incomodo
Nonostante i problemi di gioventù legati alle novità tecniche, i riscontri emersi dalle simulazioni di gara ad alto carico di benzina offrono motivi di ottimismo alla scuderia, confermando le impressioni espresse da Pierre Waché: “I long run sono stati abbastanza promettenti rispetto a quello che abbiamo fatto a Barcellona e chiaramente, negli short run, dovremo migliorare”.
L’analisi dettagliata dei tempi cronometrici evidenzia lo scenario dei due piloti.
Max Verstappen (Media pulita: 1:11.575) – L’olandese si inserisce come potenziale terzo incomodo per la lotta al vertice. Ha dimostrato una notevole velocità d’attacco all’inizio dello stint, strappando il miglior tempo assoluto in 1:10.668 e mantenendosi minaccioso con un 1:10.999 al terzo giro. La linearità del suo long run è stata tuttavia intervallata da picchi cronometrici molto alti, nello specifico un 1:18.801 e un 1:14.001. Queste anomalie sono state causate presumibilmente dal traffico e anche da un errore commesso nel terzo settore della pista. Nonostante queste escursioni, la velocità nativa della RB22 sul tracciato di casa non va sottovalutata, proprio in virtù dei profondi aggiornamenti portati dal team.
Isack Hadjar – Il giovane pilota della Red Bull ha mostrato un comportamento opposto sulla distanza. È apparso più distante rispetto ai leader in termini di picco prestazionale, mettendo in mostra un passo gara stabile nella ripetizione dei tempi, ma costantemente ancorato sulla parte alta della barriera dell’1:11.
La comprensione del pacchetto resta parziale, come concluso da Waché: “È difficile dire se il pacchetto completo sulla macchina stia dando quello che ci aspettavamo. Conosci solo la tua prestazione e non quello che la macchina fa rispetto alle altre. Ci stiamo concentrando sul migliorare gli short run e speriamo di vedere un risultato positivo domani”.
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