F1 GP Belgio | La Red Bull pensa alla sicurezza, Verstappen è terzo nelle libere

Max: "Ho buone sensazioni, ma la pista è complicata per la gestione dell'energia"

Max Verstappen chiude al terzo posto il venerdì di prove libere del Gran Premio del Belgio, confermando un buon bilanciamento iniziale sulla Red Bull RB22 nonostante il ritorno precauzionale alla specifica standard dell'ala posteriore. Isack Hadjar sigla il quinto tempo confermando la solidità della monoposto sul giro secco, ma le simulazioni di passo gara evidenziano un degrado anomalo e precoce degli pneumatici rispetto alla concorrenza
F1 GP Belgio | La Red Bull pensa alla sicurezza, Verstappen è terzo nelle libere

Terza posizione per Max Verstappen al termine delle prove libere del Gran Premio del Belgio. Il venerdì del quattro volte campione del mondo è stato tutto sommato positivo, vista la prima posizione conquistata nelle FP1, approfittando di un appannamento da parte della Mercedes nell’approccio al weekend, in particolare di Kimi Antonelli.

A parte tutto, l’olandese può dirsi soddisfatto, nonostante una Red Bull tecnicamente regredita per essere tornata alla forma standard dell’ala posteriore, ora molto più simile al DRS, scartando almeno per il momento l’ala reverse per ragioni legate alla sicurezza a seguito dei due incidenti occorsi a Max a Zeltweg e a Silverstone. Non è andata male nemmeno ad Isack Hadjar, quinto e in palla per gran parte della giornata, quando è riuscito anche a migliorare proprio i tempi di Verstappen.

Il ritorno alla specifica standard dell’ala posteriore

La scelta tecnica di abbandonare temporaneamente l’ala posteriore in configurazione reverse ha condizionato le sessioni odierne della scuderia di Milton Keynes. La squadra ha optato per il ritorno immediato alla specifica standard per motivi di sicurezza, legati strettamente alle analisi strutturali svolte dopo i violenti impatti subiti dalla vettura numero 3 nei passati appuntamenti di Zeltweg e Silverstone.

L’ala posteriore standard della Red Bull durante il Gran Premio del Belgio – Disegno Zander Arcari

Questa versione convenzionale dell’ala presenta un funzionamento classico, preferito per garantire la totale incolumità dei piloti sui lunghi rettilinei da percorrere ad altissima velocità. Oltre alle prove aerodinamiche, la scuderia si è concentrata sulla complessa gestione del recupero e dell’erogazione dell’energia elettrica della power unit, un fattore storicamente cruciale e difficile da calibrare sui continui dislivelli del tracciato delle Ardenne. Durante le due sessioni odierne, il lavoro sui software di bordo ha richiesto molto tempo, specialmente per ottimizzare le scalate di marcia ed eliminare alcune risposte anomale della trasmissione.

L’analisi dei long run e il degrado gomme

Il lavoro comparativo svolto nel pomeriggio ha però evidenziato forti dubbi sulla durata e sulla costanza di rendimento delle coperture sulla distanza. La Red Bull ha differenziato i compiti tra i suoi due piloti per raccogliere la maggiore quantità possibile di dati telemetrici. Max Verstappen ha effettuato la simulazione di gara più estesa girando esclusivamente con la mescola media C3. Nei suoi sette passaggi completati prima dell’interruzione con bandiera rossa, l’olandese ha mostrato un comportamento della RB22 molto altalenante.

Ha iniziato forte siglando un ottimo 1:51.405, per poi salire bruscamente a 1:52.212 nel corso della seconda tornata. Successivamente il campione del mondo è tornato su tempi competitivi stampando in sequenza un 1:51.435, un 1:51.523 e un 1:51.664. Negli ultimi due passaggi prima del blocco, tuttavia, gli pneumatici hanno mostrato i primi vistosi segni di degradazione termica, con il cronometro che è salito inesorabilmente prima a 1:52.433 e poi a 1:52.463.

Sul fronte opposto del box, Isack Hadjar ha lavorato sulle stesse mescole completando sei giri complessivi, ma il suo ritmo è rimasto costantemente lontano dai tempi ideali di riferimento della giornata. Dopo un primo giro d’attacco registrato in 1:51.860, Hadjar è salito subito a 1:52.658 e 1:52.587, toccando un picco negativo di 1:52.873 alla quarta tornata del suo stint. Il pilota francese è riuscito a stabilizzarsi soltanto sul finale, chiudendo le ultime due tornate in 1:52.333 e 1:52.382. Questi dati incrociati indicano chiaramente che la Red Bull fatica a mantenere la finestra di utilizzo ottimale delle gomme in condizioni di alto carico di carburante, soffrendo un calo prestazionale precoce rispetto alla concorrenza.

Le dichiarazioni di Max Verstappen e Isack Hadjar

“Oggi le sessioni di prove libere sono andate piuttosto bene per noi – ha detto Max. Il bilanciamento è stato buono fin da subito e ci siamo concentrati principalmente sull’affinare la messa a punto della vettura, il che spero abbia sbloccato un po’ più di passo. Nelle FP2 forse abbiamo visto il distacco reale in modo un po’ più chiaro, ma non possiamo ritenerci delusi dalle nostre prestazioni e ci stiamo concentrando su noi stessi”.

“È una pista piuttosto impegnativa per quanto riguarda la gestione dell’energia e, durante la sessione, abbiamo analizzato anche le scalate di marcia, dato che ci è voluto un po’ di tempo per farle funzionare correttamente. Dal punto di vista del bilanciamento, la vettura trasmetteva comunque buone sensazioni e spero che riusciremo a trovare ancora un po’ di passo prima delle qualifiche. Ci sono alcune aree in cui dobbiamo ancora migliorare, ma tutto sommato è stata una buona giornata”.

“Oggi il passo della vettura è stato buono fin dal mio primo giro in pista – ha ammesso il francese. Sembra che abbiamo fatto un passo avanti in termini di prestazioni rispetto a Silverstone, il che è positivo. Mi sentivo piuttosto bene e, in vista delle FP2, abbiamo cercato di dare continuità a questo lavoro. Nella seconda sessione il distacco dai primi è aumentato, quindi analizzeremo i dati per capire dove poter recuperare. Nel complesso è stata una giornata solida ed è bello essere della partita”.

Le considerazioni di Pierre Waché

“Nel complesso, oggi abbiamo iniziato bene. Spa è un circuito piuttosto insidioso in termini di recupero ed erogazione dell’energia. Nelle FP1 e nelle FP2 abbiamo valutato diverse strategie per gestire questo aspect. Al momento la situazione sembra molto aperta. Il bilanciamento non è perfetto e abbiamo notato un po’ di degrado sulla distanza, quindi stasera abbiamo del lavoro da fare per prepararci alle qualifiche di domani. È un buon punto di partenza da cui migliorare. Per quanto riguarda la sostituzione dell’ala posteriore, abbiamo individuato un problema meccanico e abbiamo già una soluzione pronta. Cercheremo quindi di riutilizzare l’ala originale a breve. La nostra priorità assoluta è assicurarci che la vettura sia completamente sicura, poiché non vogliamo correre alcun rischio”.

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