Formula 1 | Calendario 2027, si pensa a un piano B anche per l’inizio del prossimo mondiale
Per la fine del 2026, Imola resta in pole position per sostituire Qatar e Abu Dhabi

La guerra in Medio Oriente continua purtroppo imperterrita, e questa situazione, rimanendo meramente nel nostro ambito, sta continuando a mettere sotto pressione anche la Formula 1. L’instabilità geopolitica nella regione ha già imposto la cancellazione delle tappe di Sakhir e Jeddah nelle prime battute del campionato 2026, costringendo la Federazione a inserire il Gran Premio in Malesia a inizio ottobre come evento riparatore finanziato dal Bahrain. Ora l’attenzione si sposta sul finale di stagione. Le tappe di Qatar e Abu Dhabi previste per dicembre, e che dovrebbero chiudere il mondiale, sono al momento confermate, ma restano ovviamente a forte rischio.
Entro il prossimo mese, infatti, Stefano Domenicali e la FIA dovranno prendere una decisione definitiva. Qualora le valutazioni di sicurezza sconsigliassero la trasferta nel Golfo Persico entro la fine di settembre, la FOM farà scattare la soluzione alternativa: Imola è la sede sempre più probabile dell’ultimo evento del campionato. L’autodromo Enzo e Dino Ferrari verrebbe collocato in calendario nel mese di dicembre, due settimane dopo il Gran Premio di Las Vegas, portando il campionato a una quota complessiva di 22 o 23 gare. Si tratta di una scelta che comporta un rischio meteo piuttosto avverso in quelle zone sotto Natale, ma che garantisce la tenuta logistica dell’atto conclusivo della stagione.
Le prospettive per il 2027 e il nodo delle tappe inaugurali
Il Circus però deve anche guardare avanti, ovvero al 2027. Le incertezze nell’area mediorientale hanno costretto i vertici della disciplina a rinviare la pubblicazione del calendario provvisorio, creando difficoltà organizzative ai promotori locali per quanto riguarda la pianificazione delle strutture e la vendita dei biglietti. Il Piano A elaborato dalla Federazione prevede il via del campionato a metà marzo con la doppietta Bahrain-Arabia Saudita, seguita a inizio aprile dalle trasferte in Australia, Giappone e Cina.
Quindi, Bahrain e Arabia Saudita dovrebbero aprire il prossimo campionato, con Melbourne relegata più avanti per lavori di ammodernamento che non sarebbero completati per l’inizio previsto del campionato. Il tracciato australiano dell’Albert Park sta concludendo la ristrutturazione della palazzina box, un cantiere che si chiuderà soltanto nel mese di aprile. Questa impossibilità di anticipare la gara di Melbourne impedisce all’Australia di tornare a essere l’evento inaugurale del mondiale, limitando i margini di manovra della FOM nel caso in cui le prime gare nel Golfo debbano essere posticipate.
Il Piano B con la Cina apripista e il ritorno dei test in Europa
Qualora la situazione di conflitto non consentisse di correre a Sakhir e Jeddah a marzo, prenderebbe corpo il Piano B formulato da Stefano Domenicali. Il Gran Premio di Cina a Shanghai verrebbe promosso a gara inaugurale del mondiale 2027 nel mese di marzo, seguito a ruota dall’appuntamento di Suzuka in Giappone. L’Australia verrebbe collocata subito dopo la tappa nipponica o disputata come evento singolo a parte. In questa eventualità, i Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita verrebbero riprogrammati nel mese di aprile o spostati nella seconda parte del campionato, mantenendo inalterato l’obiettivo di garantire un calendario complessivo da 24 gare.

Il tracciato di Portimao potrebbe ospitare i test 2027 – XPB Images
La situazione è ovviamente in costante divenire, così come i test, che potrebbero svolgersi in Europa, si pensa a Barcellona o Portimao. Qualora le condizioni di sicurezza sconsigliassero lo svolgimento dei test prestagionali in Bahrain, la Formula 1 preferirebbe fare ritorno su circuiti europei consolidati. Le strutture di Montmeló in Spagna e dell’Algarve in Portogallo garantirebbero alle squadre costi logistici ridotti e una gestione ottimale dello sviluppo delle monoposto prima di spedire i materiali verso i mercati asiatici.
Scadenze operative e decisioni della FOM
Entro la fine di settembre la FOM e la FIA definiranno ufficialmente il quadro normativo e logistico per i mesi a venire. La necessità di stabilire scadenze precise risponde all’esigenza dei team e dei trasportatori di pianificare le spedizioni marittime e aeree delle attrezzature con largo anticipo. La priorità dei vertici della Formula 1 rimane quella di tutelare l’incolumità del personale e garantire la stabilità economica degli accordi con i promotori.
Sia che la stagione 2026 debba trovare la sua conclusione sulla pista di Imola in pieno inverno, sia che il campionato 2027 debba ridefinire la propria geografia partendo dall’Estremo Oriente, la struttura del mondiale è pronta ad adattarsi. La capacità di rimodulare il calendario in base alla crisi geopolitica permetterà alla Formula 1 di salvaguardare la regolarità del campionato senza rinunciare agli standard operativi richiesti.
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