F1 GP Spagna | Norris beffato dalla VSC: “Non è così che si dovrebbe perdere una gara”
"Né io né la squadra abbiamo colpe, siamo stati sfortunati. Credo sia una delle prime volte che accade una cosa simile", ha aggiunto

da Madrid, Spagna
È molto amareggiato Lando Norris al termine del Gran Premio di Spagna. Il campione del mondo in carica, in uno stato di forma sicuramente eccellente, è giunto al terzo posto, ma si trovava saldamente al comando nella prima parte della corsa fino all’arrivo della Virtual Safety Car, uscita al quindicesimo giro mentre si trovava all’ultima curva e quindi dopo l’ingresso dei box.
Tutti gli inseguitori sono quindi rientrati per cambiare le gomme “gratis”, mentre il britannico ha dovuto attendere il giro successivo, quando il regime di neutralizzazione era già finito, perdendo un sacco di tempo. Il pilota della McLaren non riesce proprio a nascondere la delusione, a ragion veduta, e anche nella conferenza stampa post gara, mostrando anche un po’ di nervosismo nel rispondere alle domande dei giornalisti, è apparso piuttosto arrabbiato.
L’esito del Gran Premio lascia un profondo senso di ingiustizia nell’animo del portacolori di Woking, conscio di aver espresso un livello prestazionale superiore per l’intero fine settimana. L’episodio che ha determinato la perdita della leadership esula completamente dall’operato della squadra e del pilota, configurandosi come un puro evento sfortunato in grado di stravolgere i valori espressi in pista.
“Non è che abbiamo commesso errori che ci hanno fatto perdere la gara, oggi siamo stati semplicemente incredibilmente sfortunati – ha spiegato Lando -. Sono stato l’unico in tutta la griglia a non aver avuto l’opportunità di rientrare ai box sotto regime di Virtual Safety Car. Cose del genere accadono in gara, in passato mi è capitato molte volte di trarne vantaggio e altre volte di perderci, fa parte delle corse, ma mai mentre stavo lottando per la vittoria. Credo sia una delle prime volte in cui si perde un successo unicamente per una circostanza del genere. È frustrante, specialmente dopo la prestazione in qualifica e il ritmo che ho tenuto dall’inizio della gara. Sento di aver meritato di più oggi, anche se bisogna dare atto agli altri di aver fatto una bella gara”.
La gestione della sosta e il dialogo con il muretto box
La manovra mancata per una manciata di secondi ha sollevato interrogativi sulla possibilità di anticipare la scelta strategica al momento del ritiro di Stroll. La rapidità con cui la direzione gara ha deliberato la neutralizzazione ha reso impossibile qualsiasi lettura preventiva da parte del pilota al volante della vettura.
“Non potevo sapere in anticipo cosa avrebbe deciso la direzione gara in quel punto del tracciato. Io mi limito a guidare la macchina e certe dinamiche non posso prevederle dall’abitacolo. Analizzerò l’episodio con il muretto per capire se si poteva fare qualcosa di diverso, ma ci tengo a chiarire che non è colpa della squadra e non è colpa mia. Siamo stati unicamente penalizzati dal tempismo della decisione”.
La necessità di rientrare alla fine della tornata successiva è diventata quindi un passaggio obbligato per limitare i danni ed evitare una crisi prestazionale prematura sul primo set di coperture.
“Dovevo rientrare alla fine del giro successivo perché era l’unica opzione logica a disposizione. Si trattava di ridurre al minimo il tempo perso, considerando che gli altri sono rientrati in pista su gomma nuova. Le mie mescole medie erano ormai distrutte, mentre la mescola hard si è comportata in modo eccezionale. Sulle gomme dure abbiamo recuperato quasi 13 o 14 secondi, se non di più. Ci sono molti aspetti positivi e la giornata è piena di note liete dal punto di vista velocistico, ma il risultato complessivo è stato purtroppo rovinato da un singolo episodio sfavorevole”.
Il dibattito sulle regole della Virtual Safety Car
La frustrazione accumulata al traguardo riapre la discussione sulla necessità di rivedere le procedure della Virtual Safety Car per impedire che eventi casuali condizionino in modo così marcato l’esito dei Gran Premi. Il tema è già stato oggetto di confronto nelle riunioni tra i piloti e la FIA.
“È un argomento sollevato più volte negli anni da diversi piloti – ha commentato Norris -. Probabilmente ci sono dei pro e dei contro in ogni proposta, ed è difficile stabilire se la regola attuale sia giusta o sbagliata dato che nell’arco di una stagione gli episodi tendono a bilanciarsi. Certo, fa molto più male quando una neutralizzazione ti costa una vittoria già conquistata sul campo. Oggi come pilota non avrei potuto fare assolutamente nulla di meglio: ho ottenuto la pole position, ero saldamente in testa alla gara, e perdere il trionfo per qualcosa fuori dal mio controllo non è il modo in cui una corsa dovrebbe essere vinta”.
La ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di neutralizzare rapidamente i pericoli in pista e la tutela dell’equità sportiva rappresenta una sfida complessa per gli organi di governo della Formula 1.
“Abbiamo parlato diverse volte nei briefing di come coprire queste situazioni, ad esempio imponendo la VSC per almeno un giro completo prima di consentire le soste, oppure chiudendo direttamente la corsia box salvo casi di foratura. Si potrebbero adottare accorgimenti per rendere le regole più semplici ed eque per tutti, ma la questione presenta molte implicazioni pratiche. Se ad esempio inizia a piovere durante la VSC mentre si è su gomme da asciutto, vietare i box diventerebbe problematico. Tutti noi piloti desideriamo la stessa correttezza. Oggi mi lamento per il danno subito, la prossima volta potrei approfittarne e vincere io, ma spero solo che situazioni del genere non si ripetano perché vanificano il valore del lavoro svolto nel weekend”.
La critica al layout del tracciato e le proposte di modifica
Oltre alle polemiche legate alla gestione della gara, Norris si è espresso in modo critico sulla configurazione del tracciato, ritenuta penalizzante per lo spettacolo e per la realizzazione dei sorpassi. La sequenza delle curve medio-lente compromette la possibilità di rimanere in scia alle vetture che precedono.
“Ho espresso il mio pensiero già nella giornata di ieri e confermo che ci sono modifiche ovvie da apportare – ha dichiarato il campione britannico -. Dovrebbero eliminare le curve 18 e 19 perché sono del tutto inutili. Sarebbe decisamente meglio disporre di un rettilineo più lungo che immetta direttamente in un tornante. Allo stato attuale il layout è fantastico nella guida al limite in qualifica, ma non funziona affatto in gara”.
Il pilota della McLaren ha formulato proposte concrete per modificare il disegno del circuito in vista delle prossime edizioni: “Servirebbe un tratto rettilineo che dalla curva 17 vada diretto alla 20, con un’entrata molto più larga sulla falsariga di curva 1 o curva 10 ad Austin. In questo modo si creerebbero opportunità reali di staccata e ci si divertirebbe di più durante la corsa. Anche la sequenza compresa tra le curve 5, 6 e 7 presenta delle criticità importanti: il fatto di dover sterzare continuamente mentre si aziona il pedale del freno vanifica l’essenza stessa del duello in pista. Modificare questi punti renderebbe il Gran Premio molto più emozionante per tutti”.
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