Formula 1 | Red Bull, la power unit impressiona: è il riferimento in griglia?
Mekies: "Siamo consapevoli del livello dei nostri avversari, la sfida sarà impegnativa"
Il 2026 segna una svolta storica per la Red Bull: per la prima volta il team di Milton Keynes affronta il campionato con una power unit progettata e realizzata internamente attraverso Red Bull Powertrains in collaborazione con Ford, destinata a equipaggiare ovviamente anche la squadra satellite Racing Bulls. Un passaggio delicato, preparato con un investimento significativo in risorse e personale tecnico proveniente da realtà come Mercedes e Honda.
Nel paddock, tra test di Barcellona e Bahrain, diversi osservatori hanno indicato il nuovo propulsore come uno dei riferimenti iniziali di questa fase regolamentare. Un’etichetta che il team principal Laurent Mekies preferisce non accogliere, pur riconoscendo il valore del lavoro svolto.
Lo shakedown di Barcellona aveva sollevato interrogativi sulla competitività e soprattutto sull’affidabilità del nuovo motore. Le prime risposte sono state incoraggianti: chilometraggio regolare, pochi inconvenienti e una base tecnica solida su cui costruire il programma successivo.
In Bahrain, durante i test ufficiali, la Red Bull ha proseguito lungo questa linea. Nel primo appuntamento la squadra ha totalizzato 343 giri, mentre nel secondo ha chiuso a quota 329, numeri che testimoniano una buona continuità operativa. Non sono mancati contrattempi, come i problemi tecnici che hanno limitato Isack Hadjar nella prima settimana, ma nel complesso la RB21 ha mostrato affidabilità crescente con il passare dei giorni.
Red Bull, le sensazioni dei piloti dopo il Bahrain
Il campione del mondo Max Verstappen ha tracciato un bilancio positivo al termine della seconda sessione: “Nel complesso considero questo avvio di stagione molto incoraggiante per noi perché la macchina si è comportata bene, non abbiamo riscontrato particolari difficoltà tecniche e sono soddisfatto del pacchetto che abbiamo a disposizione in vista delle prime gare”.
Hadjar, al debutto in un contesto tecnico completamente nuovo, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto nei box: “Arrivo a Melbourne sentendomi pronto, perché il team ha sfruttato al massimo le giornate di test provando numerose soluzioni e questo mi permette di avere una comprensione più chiara del comportamento della vettura e di affrontare l’inizio del campionato con fiducia”.
Se all’esterno qualcuno parla di Red Bull come possibile punto di riferimento, Mekies mantiene un approccio più cauto: “Possiamo essere soddisfatti di ciò che abbiamo realizzato finora? La risposta è no, perché siamo perfettamente consapevoli del livello dei nostri avversari e sappiamo quanto impegnativa sarà la sfida che ci attende nel corso della stagione”.
Alla vigilia del Gran Premio d’Australia, la Red Bull non viene unanimemente indicata come la favorita assoluta. Secondo lo stesso Mekies, il gruppo di testa comprenderebbe anche Mercedes, Ferrari e McLaren, con equilibri ancora da definire.
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