Le donne alla guida di una Formula 1

La prima donna a disputare un gran premio fu Maria Teresa De Filippis

Le donne alla guida di una Formula 1

L’Italia ha una storia centenaria nel mondo delle corse. Le più gloriose scuderie e i più eroici piloti sono di nazionalità italiana. Ma l’Italia ha un primato che pochi ricordano, ma che dovrebbe essere rispolverato con orgoglio. Ebbene, ben 3 delle 5 donne che corsero in Formula 1 furono italiane, e le uniche tra queste 5 che realmente presero parte a un Gran Premio furono proprio 2 delle 3 italiane.

La prima donna a disputare un gran premio fu Maria Teresa De Filippis, pensate addirittura nel 1958! Debuttò al Gp del Belgio su una Maserati e corse in totale 4 Gran Premi, piazzandosi decima al suo miglior piazzamento. Soprannominata “pilotino” la De Filippis cominciò la carriera di pilota quando i suoi fratelli la presero in giro dicendo che guidava male. Si ritirò dalle corse nel 1959 dopo la morte del suo amico Jean Behra, nel gran premio in cui la sostituì alla guida della sua vettura. Così ricorda quell’epoca: “Oggi è tutto più perfetto, dagli autodromi alle macchine. Allora veramente si  è rischiato e ce ne sono stati purtroppo di morti. Ho rischiato di morire, ho rischiato molto, ma se oggi potessi ricominciare lo rifarei.”  Ma ricordando i vecchi tempi ci si imbatte in paragoni con le vecchie glorie: “I piloti di oggi sono manichini assemblati pezzo per pezzo, sembrano polli allevati in batteria

Ma la donna ad avere il maggior numero di presenze e nonché addirittura uno storico piazzamento a punti è Lella Lombardi. “Preferisco avere un incidente che innamorarmi – ecco quanto amo le corse.”[Lella Lombardi]. Esordisce in Formula 1 nel 1974, partecipando però solamente a una sessione di qualifiche. Fu il 1975 il suo anno, prendendo parte a ben 12 Gran Premi e cogliendo lo storico sesto posto nel tragico Gp di Spagna a Barcellona. A causa del terribile incidente di Rolf Stommelen la gara venne sospesa, e la federazione decise di congelare le posizioni. Per la prima volta nella storia della Formula 1 ai piloti venne assegnato metà del punteggio prestabilito poiché non si era corsa la distanza minima per attribuire il punteggio pieno. Così la ragazza italiana conquistò quel glorioso mezzo punto che la portò e la tiene tuttora nella storia di questo sport.  La Lombardi corse alcune gare anche nel 1976. In totale prese parte a 17 Gp disputandone ben 12 .

Le altre donne che tentarono di partecipare a un Gran Premio non andarono oltre la sessione di qualifica. Queste sono: l’inglese Divina Galica, la sudafricana Desirè Wilson e l’italiana Giovanna Amati.

E se recentemente abbiamo assistito allo sfortunato incidente di Maria De Villota, quella che sembrava la donna più vicina alla Formula 1, possiamo tuttavia trovare almeno altre due ragazze che hanno una buona chance di salire su una monoposto. Una è Susie Wolff, moglie di Toto Wolff, sotto contratto con la Williams. Recentemente la ragazza ha effettuato un test sul circuito di Silverstone facendo circa 50 giri di pista. Così ha commentato la Wolf: “Ero influenzata quando ho saputo dell’incidente di Maria. Se le cose andranno bene, avrò chiaramente più possibilità di sedermi al volante di una F1: credo comunque che una donna sarà certamente in Formula Uno nei prossimi dieci anni.”

Un’altra giovane promessa è la bella e brava Vittoria Piria, anche chiamata Viky. La scuola italiana non si smentisce, lanciando un’altra ragazza nel mondo delle corse. Attualmente ha 19 anni e corre in Gp3 per la scuderia Trident Racing. “Cosa mi dicono i maschi? Fuori pista sono gentili, però se sto davanti in gara, soprattutto se si tratta di un compagno di squadra, non sono contenti. Sono prima pilota, poi donna, per fortuna”. La Gp3 porta alla Gp2 e questa alla Formula 1. Chissà mai che tra qualche anno non vedremo Susie o Viky sul gradino più alto del podio…

Matteo Bramati.

Leggi altri articoli in Amarcord

Lascia un commento

5 commenti
  1. Dariok

    14 dicembre 2012 at 13:50

    visto che non ci sarà a breve una donna a guidare, a meno che non arrivi chi porta tenti sponsor (e meglio di Karticoso o altri sicuramente ci sono molte donne) io proporrei una categoria femminile con le stesse auto della f1, con i punteggi per il campionato costruttori che si sommano

  2. jack74

    14 dicembre 2012 at 15:35

    I piloti di oggi sono manichini assemblati pezzo per pezzo, sembrano polli allevati in batteria”

    bella la descrizione di Vettel 😀

  3. Federico Barone

    16 dicembre 2012 at 20:03

    Se una donna ha vinto la Dakar, allora penso che esse possano ben figurare anche in F1. Secondo me il fatto che non siano molto presenti negli sport dei motori ai massimi livelli è frutto di motivazioni storico-sociali. Che si evolvono, naturalmente. Non so quanto dovremo aspettare prima di vedere una donna avere un discreto successo in F1, ma penso che avverrà, prima o poi.

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati