Gran Premio di Austria 2018: anteprima e orari del weekend

Nono appuntamento del Mondiale 2018

Gran Premio di Austria 2018: anteprima e orari del weekend

Venerdì 29 giugno

Libere 1: 11:00-12:30 (Sky Sport F1 HD)

Libere 2: 15:00-16:30 (Sky Sport F1 HD)

Sabato 30 giugno

Libere 3: 12:00-13:00 (Sky Sport F1 HD)

Qualifiche: 15:00 (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 19.00 su TV8

Domenica 1 luglio

Gara: 15:10 ̶ 71 giri ̶ 306,452km (Sky Sport F1 HD)

Differita integrale alle 21.00 su TV8

Gara Precedente

Il GP di Francia torna in calendario dopo dieci anni e Lewis Hamilton ritrova la forma perfetta sullo stroboscopico circuito di Le Castellet. Con la power unit della W09 aggiornata, il britannico della Mercedes ha agguantato pole e gradino più alto del podio, in un weekend che l’ha visto inoltre tornare al comando in classifica generale, dove conduce ora sul rivale Vettel con 14 punti di vantaggio. Al Paul Ricard il tedesco della Rossa ha bruciato la propria gara in partenza: un errore di valutazione alla prima curva lo ha portato dritto negli scarichi di Bottas, rovinando la corsa a entrambi. Il quattro volte iridato è riuscito quantomeno a risalire dal fondo della griglia fino al quinto posto ma, in una stagione dove Ferrari e Mercedes se la giocano ad armi pari, i punti persi così pesano non poco. A beneficiare dell’uscita di scena di due rivali importanti sono stati quindi Max Verstappen e Kimi Raikkonen, giunti rispettivamente secondo e terzo sotto la bandiera a scacchi.

Pronostici di F1GrandPrix.it

Un percorso corto e difficile, poche curve, talune cieche, saliscendi e tratti “vecchia scuola”, caratterizzano l’A1 Ring, il circuito nel cuore della Stiria che ospiterà la nona tappa del Mondiale F1 2017. Dal Paul Ricard la situazione è completamente diversa, anche se le due piste in comune avranno l’utilizzo dei medesimi pneumatici – soft supersoft e ultrasoft -, gli stessi utilizzati anche lo scorso anno qui. Il tracciato austriaco è ideale per una monoposto con ottima trazione e una buona impostazione nelle frenate, sopratutto longitudinali. Caratteristiche entrambe riscontrabili sulla SF71-H, che al Red Bull Ring dovrebbe cavarsela meglio rispetto alla Francia. Salvo auto eliminazioni al via da parte di Vettel, e meteo ballerino permettendo, la lotta Mercedes – Ferrari potrebbe ritrovare un sano equilibrio, con la Red Bull sempre pronta a infilarsi nel mezzo: sul circuito “di casa” il team del toro non porterà la nuova power unit, per non incorrere in penalità, puntando dritta a un nuovo podio tra le verdi colline di Spielberg.

Circuito

Nome: Red Bull Ring

Luogo: Spielberg, Stiria, Austria

Costruzione: la nascita di questo storico tracciato risale agli anni ’50, quando alcuni appassionati di auto da corsa crearono il primo percorso con qualche cono e semplici balle di fieno. Nel 1958 si disputò sul tracciato di allora una gara di vetture sportive internazionali, mentre nei successivi due anni fu la Formula Due a fare tappa in Austria. Nei primi anni Sessanta il tracciato di Zeltweg ospitò due eventi del campionato di Formula 1 non validi per il mondiale. Sull’onda dei successi dell’idolo locale Jochen Rindt, si decise di costruire un nuovo tracciato, l’Osterrichring. Il 1970 fu l’anno dell’inaugurazione: la prima gara di Formula 1 si disputò sul circuito lungo 5,911 km e fu vinta inaspettatamente da Jacky Ickx. Nel corso degli anni la pista subì qualche modifica, ma le più importanti avvennero nel 1988, quando la gara era già stata cancellata dal calendario iridato; vennero modificate la curva Bosch e la larghezza del rettilineo principale. Il tracciato come lo conosciamo ora risale però al 1997, dopo numerose modifiche e un nuovo progetto a carico della società austriaca A1, che fece nascere una nuova pista all’interno della vecchia. Dopo l’ultima edizione del 2003, il tracciato è stato rilevato dalla Red Bull, che nel 2010 ha finanziato i lavori per un riammodernamento della struttura del paddock, senza modifiche alla pista. Il tracciato come lo conosciamo ora ha ospitato eventi di altri campionati, prima di rientrare lo scorso anno nel calendario della maggiore Serie.

Distanza a giro: 4,318km

Numero di curve: 10, sette a destra e tre a sinistra

Senso di marcia: orario

Dati tecnici:

Carico aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del gas: 60% del giro
Consumo di carburante al giro: 1,4 kg/giro
Velocità massima: 328 km/h
Possibilità di safety car: 65%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 22 secondi
Possibilità di sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla pole position: 9 su 30 edizioni in questo tracciato
Peggiore posizione di partenza per un vincitore: quattordicesimo (Jones, 1977)

Particolarità del tracciato:

Freni:

Categoria di circuito: Light Medium Hard
Numero di frenate: 7
Tempo speso in frenata: 17 % del giro
Energia dissipata in frenata durante il GP: 143 kWh
Carico totale sul pedale del freno durante il GP: 67.237 kg
Frenata più impegnativa: la seconda staccata alla curva 2

Gomme:

Gomme 2017: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni laterali 1 2 3 4 5
Abrasività asfalto 1 2 3 4 5
Grip asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di pit stop 2017: 19
Strategia vincente 2017: Ultrasoft (41) -> Supersoft (30) Bottas
Stint più lunghi 2017: Ultrasoft 44 giri (Raikkonen) – Supersoft 39 giri (Vandoorne) – Soft 56 giri (Hulkenberg)

Zona DRS: sul rettilineo principale tra la curva 10 e la curva 1 con detection point prima della curva 10; tra curva 1 e curva 2 con detection point prima di curva 1; nel rettilineo tra la curva 3 e la curva 4 con detection point prima della curva 3.

Edizioni precedenti

Ultime 3 edizioni

Edizione 2015: il venerdì al Red Bull Ring si apre con Nico Rosberg (Mercedes) davanti al compagno di scuderia Lewis Hamilton e a Kimi Räikkönen (Ferrari), mentre nel pomeriggio al termine delle FP2 è Sebastian Vettel a fare registrare il miglior crono davanti al connazionale e al compagno di squadra. Anche nelle FP3 del sabato mattina il tedesco fa suo il miglior tempo, questa volta però è Hamilton a piazzarsi alle sue spalle, staccato di soli 17 millesimi. Qualifiche: a sorpresa in FP1 viene eliminato Iceman, che per lasciare maggiore spazio tra sé e le altre vetture passa per il suo giro lanciato quando la bandiera a scacchi sta ormai sventolando. Le due Mercedes si impongono fin da subito e al termine della Q3 è Lewis Hamilton a far segnare la propria 45pole position, seguito da Rosberg e Vettel. Gara: al via Rosberg ha uno spunto migliore e si porta in testa, ma la gara viene immediatamente raffreddata dall’ingresso della safety car, in seguito a un imprecisato scontro tra Räikkönen e Alonso, che per un attimo se la vede davvero brutta, uscendone fortunatamente illeso. Alla ripartenza la situazione in testa non varia, mentre dietro si assiste ai sorpassi di Pérez (Force India) e Valtteri Bottas (Williams). Dal giro 34 rientrano ai box i primi quattro e Rosberg mantiene il suo vantaggio, mentre a Hamilton vengono inflitti 5 secondi di penalità all’arrivo, per aver tagliato la linea bianca in uscita dai box. Al terzo posto si piazza Massa, che sfrutta una complicazione ai box Ferrari per sorpassare Vettel. Nonostante una serie di attacchi il tedesco non riesce a salire sul podio, e così, a fianco del duo Mercedes c’è il brasiliano, la prima volta in questa stagione. Rosberg si ritrova con soli 10 punti di distacco da Hamilton in classifica Mondiale.

Edizione 2016: al venerdì mattina dominano le Mercedes, con Nico Rosberg davanti alla monoposto del compagno di squadra Hamilton. Seguono Vettel, Raikkonen, Ricciardo, Sainz, Massa, Verstappen, Kvyat e Bottas. Nel pomeriggio la pioggia tiene sotto scacco team e piloti per gran parte della sessione ma, a fine giornata, è ancora la Mercedes di Rosberg a dettare il passo. Hamilton lo insegue anche questa volta. Alle spalle del britannico: Hulkenberg, Vettel, Ricciardo, Sainz, Verstappen, Raikkonen, Bottas e Button. Il sabato rimescola le carte e vede in testa le due Ferrari, con Vettel leader davanti a Raikkonen. La Mercedes di Hamilton è alle prese con problemi di blistering e non va oltre il terzo posto, mentre Rosberg subisce l’improvviso cedimento di una sospensione a causa di un cordolo, e chiude la mattinata sul fondo della classifica. Qualifiche: sulla monoposto di Rosberg i meccanici sono alle prese con la sostituzione di fondo e cambio. Hamilton è il primo a portarsi al comando, ma poi il compagno di squadra è pronto per uscire e si porta in testa, seguito da Vettel. Arriva però la bandiera rossa, dopo che Kvyat va a sbattere contro le barriere, con la sospensione rotta. Si riprende a due minuti dalla fine… ma subito la Toro Rosso di Sainz parcheggia a bordo pista con il motore in fumo. La sessione termina con Magnussen, Palmer, Haryanto, Kvyat, Ericsson e Nasr fuori dai giochi. In Q2, Hamilton si mette subito davanti a Rosberg, Verstappen, Hulkenberg e Wehrlein. Poi è Vettel a prendersi la terza piazza, seguito da Verstappen e Ricciardo. Sul finale arriva la pioggia a rallentare tutti, lasciando Hamilton, Rosberg, Vettel, Ricciardo, Verstappen, Bottas, Raikkonen, Massa, Hulkenberg e Button a combattere per la pole. Con la gomma intermedia Vettel è il primo a portarsi al comando. Seguono Hamilton, Ricciardo, Hulkenberg, Button, Raikkonen, Massa e Rosberg. Button unico a rischiare con le slick. Kimi, Hamilton, e quindi Rosberg, si portano in testa. Poi è il turno di Ricciardo, con un breve intermezzo da parte di Hulkenberg. Nel frattempo la pioggia concede una tregua. Alla ripartenza per il tentativo finale, Hulkenberg e Massa sono i primi a mettersi davanti. Si accende la sfida tra Hamilton e Vettel, con il britannico che fa sua la partenza al palo, davanti a Rosberg. Completano le prime cinque file: Vettel, Button, Raikkonen, Ricciardo, Bottas, Verstappen e Massa. Rosberg e Vettel dovranno scontare entrambi cinque posizioni in griglia di partenza per la sostituzione del cambio. Gara: al via Hamilton mantiene il comando davanti a Button, Raikkonen e Ricciardo. Dopo una decina di giri si assiste già ai primi cambi gomme, con Hamilton che mantiene la leadership davanti a Raikkonen, Verstappen, Vettel, Ricciardo, Wehrlein, Grosjean. Al 22esimo giro c’è la sosta per Hamilton. Raikkonen e Vettel si susseguono al comando. Ma al 27esimo giro cede la posteriore destra della Ferrari: il tedesco finisce a muro, torna in pista ma non riesce a ripartire. Ritiro per lui e dentro la safety car. Dopo il primo round di pitstop Rosberg si è ritrovato al comando davanti a Hamilton, Verstappen, Ricciardo e Raikkonen. La gara riparte al 32esimo giro. Il tedesco della Mercedes, nonostante un errore e un lungo, rimane davanti anche dopo il secondo round di pit stop. Sul finale Hamilton si avvicina a Rosberg, Raikkonen a Verstappen. All’ultimo giro Hamilton attacca il compagno di squadra che, nel tentativo di difendersi, tocca il britannico rimediando danni all’ala anteriore e subendo così il sorpasso di Verstappen e Raikkonen. Hamilton va a vincere davanti a Verstappen, Raikkonen, Rosberg, Ricciardo, Button, Grosjean, Sainz, Bottas e Wehrlein.

Edizione 2017: nelle Libere 1 Alfonso Celis Jr prende il posto di Sergio Perez al volante della Force India, e Sergej Sirotkin quello di Hulkenberg alla Renault. Nelle FP1 il miglior tempo va a Lewis Hamilton; a meno di due decimi Max Verstappen con la Red Bull, protagonista inoltre di un’uscita di pista che lo costringe per diverso tempo ai box. Terzo tempo per Valtteri Bottas. Quarta e sesta le Ferrari. Nella sessione pomeridiana il britannico della Mercedes si conferma il più veloce, mentre alle sue spalle è risalito Vettel. Bottas è terzo davanti alle due Red Bull, anche se la RB13 di Verstappen è di nuovo interessata da guai tecnici.  Al termine della sessione, sulla Mercedes di Hamilton viene sostituito il cambio: il tre volte iridato subirà così una penalizzazione di 5 posti in griglia di partenza. Al sabato mattina Vettel svetta, ottenendo anche il record della pista; dietro di lui le Mercedes e quarta la Ferrari di Kimi. Hamilton è inoltre protagonista di un cedimento del freno anteriore destro, e dopo un’uscita di pista non riuscirà a terminare le FP3. Qualifiche: in Q1 vengono eliminati i piloti della Sauber, la coppia della Williams e la Renault di Palmer. In Q2 escono invece di scena Magnussen con la Haas, le McLaren, Hulkenberg su Renault e Kvjat con la Toro Rosso. La pole position va a Valtteri Bottas, la seconda della sua carriera, davanti a Vettel, Hamilton, Raikkonen, Ricciardo, Verstappen, Grosjean, Perez, Ocon e Sainz. Gara: Bottas scatta tenendosi stretta la pole e alle spalle Vettel e Raikkonen. Più dietro Verstappen viene coinvolto in un incidente tra Kvyat e Alonso: Red Bull e McLaren sono costrette al ritiro mentre il russo deve cambiare l’ala anteriore. Intanto Ricciardo riesce a infilare Raikkonen alla curva Remus. Bottas è al comando seguito da Vettel, Ricciardo, Grosjean, Kimi, Perez, Hamilton, Ocon, Massa e Sainz. Al giro 11 a Kvyat viene inflitto un drive through, per aver causato l’incidente al via. Al giro 15 Hulkenberg è il primo a fermarsi, mentre in pista quelli con le ultrasoft lamentano eccessivo blistering. Al giro 21: Bottas, Vettel, Ricciardo, Raikkonen, Hamilton, Grosjean, Perez, Ocon, Massa e Stroll. Dieci tornate dopo si ritira la Haas di Magnussen. I successivi stop ai box vedono nell’ordine: Hamilton, Ricciardo, Vettel, Perez e Bottas. Il leader della corsa rientra dietro a Kimi e poco dopo si riporta in testa. Al giro 46 ritiro per Sainz. Massa è l’ultimo a fermarsi per il cambio gomme. Al giro 64 Bottas continua a farla da leader inseguito da Vettel, Ricciardo, Hamilton, Raikkonen, Grosjean, Perez, Ocon, Massa e Stroll. Nonostante i distacchi sempre più limati, le posizioni rimangono invariate fino alla bandiera a scacchi: Valtteri Bottas vince il GP di Austria davanti a Vettel e Ricciardo.

Migliore edizione per gli autori

Edizione 1975: alla vigilia del Gran Premio il clima si fa teso: Niki Lauda su Ferrari potrebbe laurearsi Campione del mondo per la prima volta, qualora arrivasse a punti davanti a Emerson Fittipaldi e Carlos Reutemann. Tra il venerdì e il sabato si verificano diversi incidenti, in cui vengono coinvolti anche Wilson Fittipaldi, Carlos Pace e Brian Henton. La pole position è firmata da Niki Lauda in 1’34’’850, in prima fila con lui c’è James Hunt su Hesket – Cosworth, terzo Fittipaldi; i tempi presi in considerazione sono quelli del venerdì, poiché a causa di una persistente pioggia il sabato non è possibile compiere giri veloci. Domenica, nel corso del warm up, si verifica il tragico incidente di Mark Donohue: a causa di una gomma esplosa in piena curva il pilota nulla può fare per controllare la sua Penske, che esce dalla pista finendo contro dei tabelloni pubblicitari. Il pilota, ancora cosciente, morirà tre giorni più tardi dopo un’operazione per esportare un grumo di sangue alla testa; nell’incidente muoiono anche due addetti alla pista. Gara:  al via Lauda è davanti a Hunt e Patrick Depailler, autore di un’ottima partenza. Dietro al pilota della Tyrrell si susseguono  Fittipaldi,  Stuck,  Regazzoni, Pace e Vittorio Brambilla. Nel corso del primo giro Pace viene passato dall’italiano. Brambilla poco dopo passa anche Regazzoni, afflitto da noie al cambio, e il giro seguente Fittipaldi, superato da Stuck poco prima. Il pilota della March sponsorizzata “Beta”, tra il quinto e sesto giro passa anche Stuck e Depailler, ponendosi alle spalle del duo Lauda-Hunt. Al 15° giro Lauda viene passato sia da Hunt che da Brambilla, mentre la pioggia intanto aumenta di intensità. Al giro 19 Brambilla prende il comando, sfruttando un’indecisione di Hunt in una fase di doppiaggio. Le condizioni meteorologiche sono tali però che la direzione di gara decide di sospender il Gran Premio. Vince Vittorio Brambilla per la prima volta in carriera, facendo segnare anche il giro più veloce. Vista la breve durata della corsa, ai primi sei piloti vengono assegnati solo metà dei punti previsti. Lauda arriva sesto grazie a mezzo punto guadagnato: in quella occasione non vincerà il titolo iridato, che arriverà comunque di lì a poco.

Migliore edizione per i lettori

Questa volta abbiamo avuto un pareggio, pertanto verranno riportate entrambe le edizioni da voi scelte.

Edizione 1982: la Renault annuncia che dal 1983 fornirà i suoi motori turbo anche alla Lotus. Per la prima volta la casa francese diventa fornitrice per un altro costruttore. Il leader del campionato Didier Pironi, infortunatosi nelle prove del GP di Germania, non è più in pericolo di vita ma la sua partecipazione al Mondiale è ormai conclusa. Qualifiche: la giornata  molto calda rende le gomme da tempo più morbide, tanto che resistono un solo giro. Nelson Piquet ottiene al venerdì il miglior tempo, 1’27”612, seguito dal compagno di squadra Riccardo Patrese, mentre subiscono problemi tecnici le Renault e l’unica Ferrari, quella di Tambay. Il sabato non ci sono piloti in grado di battere i due della Brabham e per la BMW è la prime pole position come motorista. Gara: il poleman mantiene il comando alla partenza, conducendo davanti ad Alain Prost e Riccardo Patrese. Ma già alla fine del primo giro il francese viene scalzato dall’italiano, mentre si ritirano le due Alfa Romeo e la Williams di Daly. Al 18° passaggio Piquet entra ai box per il cambio gomme programmato, ma è troppo presto, cogliendo di sorpresa i propri meccanici e rientrando così in gara quarto. Al giro 23 anche il compagno di scuderia effettua il cambio gomme, molto più rapido: l’italiano torna in gara primo, davanti a Prost, de Angelis, Piquet e Rosberg. Peccato che solo 5 giri dopo Patrese rompe il motore ed è costretto al ritiro, così come Piquet,  a causa di noie elettroniche alla 32tornata. Al giro 49 il guasto all’alimentazione costringe Prost al ritiro. Passa a condurre Elio de Angelis, per la prima volta nella sua carriera, ma con Rosberg sempre più vicino. Il finlandese azzera il distacco, tanto da portarsi in scia al pilota italiano dopo l’ultima curva, ma senza riuscire a passarlo per soli 0″050, all’epoca secondo distacco più ridotto per una gara di Formula 1. È la prima vittoria in carriera per l’italiano.

Edizione 1999: a causa dell’incidente di Silverstone, la Ferrari sostituisce l’infortunato Michael Schumacher con il finlandese Mika Salo, mentre le aspettative di portare a casa il Mondiale piloti si concentrano tutte sul secondo pilota, Eddie Irvine, ufficialmente in lotta con Mika Häkkinen (McLaren – Mercedes). Il sabato al termine delle qualifiche sembra non esserci speranza per la scuderia di Maranello: le due McLaren sono davanti a tutti con Mika primo, davanti al compagno Coulthard, mentre Irvine è terzo staccato di un secondo. Gara: succede l’inaspettato. Al via Häkkinen viene affiancato da Coulthard; i due procedono appaiati fino alla seconda curva, quando lo scozzese tenta un attacco sul compagno di squadra, finendo però col toccarlo. Il finlandese va in testacoda, ripartendo in ultima posizione, mentre Coulthard prosegue indisturbato in testa alla corsa. Intanto, più indietro, Salo (partito 9°) tampona Johnny Herbert (Stewart – Ford): come risultato il pilota della Ferrari deve sostituire il musetto della sua vettura, mentre l’inglese perde l’alettone posteriore, ripartendo dai box con diversi giri di svantaggio. Giro dopo giro Coulthard mantiene la testa della corsa fino al suo pit stop, intorno a metà gara, quando passa in prima posizione Irvine, che spinge al massimo fino al suo rifornimento, al 42° giro. Il pilota della Ferrari torna in pista davanti al rivale: Coulthard tenta di sorpassarlo fino al traguardo, ma deve accontentarsi del secondo posto. Irvine conquista così la seconda vittoria stagionale e in carriera, davanti a Coulthard e Mika Häkkinen, autore di una gran rimonta dal fondo del gruppo. In ottica mondiale il finlandese è primo con 44 punti, secondo il nordirlandese, che con l’insperata vittoria si riporta a sole due lunghezze, lasciando il titolo ancora tutto da decidersi.

RECORD

Giro prova: 1:04.251 – V Bottas – Mercedes – 2017
Giro gara: 1:07.411 – L Hamilton – Mercedes – 2017
Distanza: 1h24:04.888 – M Schumacher – Ferrari – 2003
Vittorie pilota: 3 – A Prost
Vittorie team: 6 – McLaren
Pole pilota: 3 – N Piquet/ N Lauda/ R Arnoux
Pole team: 7 – Ferrari
Migliori giri pilota: 3 – D Coulthard
Migliori giri team: 8 – McLaren
Podi pilota: 5 – D Coulthard
Podi team: 22 – Ferrari

Albo d’oro

  1. 1964 L Bandini – Ferrari
  2. 1970 J Ickx – Ferrari
  3. 1971 J Siffert – BRM
  4. 1972 E Fittipaldi – Lotus-Ford Cosworth
  5. 1973 R Peterson – Lotus-Ford Cosworth
  6. 1974 C Reutemann – Brabham-Ford Cosworth
  7. 1975 V Brambilla – March-Ford Cosworth
  8. 1976 J Watson – Penske-Ford Cosworth
  9. 1977 A Jones – Shadow-Ford Cosworth
  10. 1978 R Peterson – Lotus -Ford Cosworth
  11. 1979 A Jones – Williams -Ford Cosworth
  12. 1980 J-P Jabouille – Renault
  13. 1981 J Laffite – Ligier -Matra
  14. 1982 E de Angelis – Lotus-Ford Cosworth
  15. 1983 A Prost – Renault
  16. 1984 N Lauda – McLaren-TAG Porsche
  17. 1985 A Prost – McLaren-TAG Porsche
  18. 1986 A Prost – McLaren-TAG Porsche
  19. 1987 N Mansell – Williams-Honda
  20. 1997 J Villeneuve – Williams-Renault
  21. 1998 M Häkkinen – McLaren-Mercedes
  22. 1999 E Irvine – Ferrari
  23. 2000 M Häkkinen – McLaren-Mercedes
  24. 2001 D Coulthard – McLaren-Mercedes
  25. 2002 M Schumacher – Ferrari
  26. 2003 M Schumacher – Ferrari
  27. 2014 N Rosberg – Mercedes
  28. 2015 N Rosberg – Mercedes
  29. 2016 L Hamilton – Mercedes
  30. 2017 V Bottas – Mercedes

Fonti: Brembo, Pirelli

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