Formula 1 | Whitmarsh polemico sul futuro della McLaren: “Rabbrividisco all’idea di un team lontano dal Circus”

Sui problemi interni della squadra ha aggiunto: "C'è bisogno di un grande cambiamento di approccio e penso che alcuni debbano andare via"

Formula 1 | Whitmarsh polemico sul futuro della McLaren: “Rabbrividisco all’idea di un team lontano dal Circus”

In un’intervista rilasciata ai microfoni del Daily Mail, Martin Whitmarsh ha parlato della situazione difficile della McLaren, sottolineando come a Woking serva disperatamente un cambiamento d’approccio.

Secondo il Manager inglese, attualmente impegno in Formula E, esiste troppa politica tra le figure principali della squadra (chiaro riferimento a Zack Brown.ndr) e questo sta portando l’intero staff in una situazione di totale confusione, soprattutto per quello che riguarda l’area tecnica.

Whitmarsh ha inoltre commentato le ultime indiscrezioni inerenti a un possibile disimpegno del team dalla Formula Uno in favore dell’IndyCar o della 24 Ore di Le Mans, evidenziando come questa scelta sia estremamente lontana dalla filosofia storica della Scuderia di Woking.

Ecco le parole di Martin Whitmarsh: “Amo la squadra e sono disperatamente triste nel vederla ridotta in quel modo. C’è bisogno di un grande cambiamento di approccio dato che esiste troppa politica tra le figure principali. Penso che alcuni di loro debbano andare. Ho dato la mia opinione su Mansour e spetta agli azionisti decidere cosa fare. Il team, sotto la mia guida, era interamente concentrato sulla Formula 1. Volevamo vincere in quella categoria, mentre oggi guardando a categoria extra come la IndyCar o la Le Mans. Grandi impegni, ma rabbrividisco all’idea di una McLaren lontana dal Circus”.

“Una mossa che non ho capito, per esempio, è stato l’addio di Tim Goss”, ha aggiunto. “Tim ha un intelletto fantastico ed era un membro del team che aggiungeva tantissimo e che lavorava davvero duramente. Probabilmente è stato un capro espiatorio. Io non l’avrei toccato: non aveva tutte le risposte, ovviamente, ma era uno di quei profili che poteva lavorare alla risoluzione dei problemi principali”.

Su un possibile ritorno in McLare ha aggiunto: “Di certo non li manderei via se una delegazione si presentasse alla mia porta”.

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