F1 | Whiting stupito dalle polemiche sull’ultima safety car in Cina: “Il nostro obiettivo non è favorire alcuni piloti”

"Congeliamo le corse per motivi di sicurezza e questo succede da vent'anni" ha aggiunto

F1 | Whiting stupito dalle polemiche sull’ultima safety car in Cina: “Il nostro obiettivo non è favorire alcuni piloti”

L’entrata in scena della safety car durante l’ultimo Gran Premio di Cina ha scatenato non poche polemiche tra piloti e addetti ai lavori. Al termine della corsa, infatti, Sebastian Vettel ha criticato la condotta di gara di Charlie Whiting, il quale avrebbe mandato in pista il buon Maylander in un lasso di tempo che non ha permesso ai primi due (in questo caso Bottas e, appunto, Vettel.ndr) di effettuare la propria sosta ai box. Questa mossa ha favorito le Red Bull, con Verstappen e Ricciardo che hanno potuto montare delle mescole soft nuove che, vedendo la classifica finale, hanno influito sul risultato finale del GP.

In un’intervista rilasciata ad Autosprint, Whiting ha difeso il proprio operato, giustificando le tempistiche in Cina come “una sicurezza per tutti gli addetti ai lavori impegnati in quel settore della pista”. Il Direttore di gara ha aspettato che tutte le vetture fossero lontane dal tornatino (punto dove le due Toro Rosso hanno avuto il contatto.ndr), così da permettere agli addetti un intervento sicuro e privo di rischi.

Whiting si è detto stupito da queste polemiche, dato che la safety car opera in modo del tutto indipendente e non punta a mescolare le carte durante l’esecuzione di un Gran Premio di Formula Uno.

Ecco le parole di Charlie Whiting: “Se decidiamo di utilizzare la safety car è per motivi di sicurezza, per cui in quel momento non sto a guardare se c’è chi sarà avvantaggiato e chi no. Abbiamo solo aspettato che ci fosse un certo gap nel traffico in pista. I detriti erano sparsi su una vasta area, per cui ho voluto aspettare che tutte le macchine fossero dietro la safety car prima di mandare i commissari in pista. Volevo essere sicuro che ci fosse sufficiente spazio tra un passaggio e l’altro per lasciare il tempo ai commissari di fare il loro lavoro”.

“Per me è un po’ un mistero il motivo per cui sia saltato fuori tutto ciò”, ha aggiunto. “Abbiamo la VSC dal 2015 e la SC da vent’anni, dovremmo aver capito che ad ogni intervento ci saranno vincitori e vinti. Ma se dovessimo sederci e capire chi sarebbe avvantaggiato e chi no, e cosa comporterebbe questa decisione, allora non ci sarebbe il tempo per farlo e comunque non è questo il nostro compito”

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