F1 | Un mese ai test, tra silenzi e GP solo sulla pay-tv, ma si intravedono già grandi duelli…

Ferrari e Mercedes chiuse nel più tattico dei silenzi. Occhio alla Red Bull. Concentrazione al massimo, tra un mese liberi tutti...

F1 | Un mese ai test, tra silenzi e GP solo sulla pay-tv, ma si intravedono già grandi duelli…

La quiete prima della tempesta. E’ il lungo letargo della F1, con le squadre chiuse a riccio, capaci di non far trapelare davvero nulla all’esterno. E’ una F1 che – almeno per quanto riguarda il Belpaese – ha in parte spento la tv, segnando il passaggio definitivo da sport di massa a sport di nicchia, abbandonandosi alla cura e ai preziosimi della tv satellitare (Sky), con la Rai che ha preferito investire sulla Champions e sulla Nazionale di calcio, abbandonando per ora la Nazionale dei motori, quella Ferrari che evidentemente deve tornare a trionfare in lungo e in largo per riprendere il suo posto nel salotto degli italiani.

La Ferrari lavora per il 2018 nelle segrete di Maranello, trasmette un certo senso di tranquillità, quasi di consapevolezza. Non girano – per fortuna – gli infondati allarmismi dello scorso inverno, né improvvidi e contropucendi proclami. Soltanto una battuta, per spezzare fiato, attesa, e anche la tensione. “Li ho visti davvero troppo tranquilli in fabbrica. O abbiamo progettato una grande monoposto o una ciofeca”. Firmato Presidente Marchionne. Bene, bravo, bis, meglio l’ironia piuttosto che dichiarazioni di guerra pronte a ritorcersi contro (quella di togliere il sorriso dal volto degli uomini Mercedes è storia).

Oltremanica, però, il morale della Mercedes è alle Stelle, gioco di parole a parte. In primis c’è un Lewis Hamilton in stato di grazia, uscito rinfrancato da un duello tanto atteso e vinto, anche dal punto di vista mentale, quello che era stato il suo tallone d’Achille contro Rosberg. Nel 2017 Hamilton si è definitivamente costruito un’immagine da vincente; basti pensare che l’inglese vanta gli stessi mondiali di Vettel, quattro, eppure non si fa altro che parlare di lui come l’unico che può raggiungere il record dei sette titoli di Schumacher. C’è poi un’intera scuderia uscita rinforzata da una lotta mondiale che ha visto Brackley emergere sulla distanza, quando contava davvero, lasciando la Ferrari al palo. Difficile insomma pensare ad una Mercedes intenzionata a cedere il passo, abdicando ad un trono di fatto “usucapito” nell’era ibrida.

Ad un mese dai test collettivi di Barcellona trapela ben poco anche da Milton Keynes, fortino Red Bull, se non qualche dichiarazione ampiamente rassicurante da parte di Helmut Marko. L’obiettivo è evitare le partenze a rilento; nessun clamoroso recupero, l’obiettivo è trasformare le tre vittorie del 2017 in una continuità di rendimento nel 2018. In casa Red Bull si gioca, tra l’altro, una partita nella partita. Le lattine sono l’unica squadra a schierare due cavalli di razza senza apparenti gerarchie interne. Tra le righe, ma nemmeno tanto, si legge una certa predisposizione per Max Verstappen, ma Daniel Ricciardo non starà lì a fare la vittima sacrificale dell’olandese. Il confronto interno è tanto più interessante se si considera che i due alfieri bibitari hanno ricucito il loro rapporto dopo i dissapori di Budapest, vanno d’amore e d’accordo, si stimano. Quanto durerà?

Alle spalle dei tre maggiori team c’è una borghesia che vuol farsi aristrocrazia. La Force India – in attesa del nome nuovo – dovrà sudare per confermare il quarto posto contro una ambiziosissima McLaren (Alonso, sempre lui, mai domo, intento a scorrazzare a Daytona tanto per tenersi in forma) e contro Williams e Renault. Nei silenzi del lungo inverno si intravede già la colorata e accesa bagarre sotto i colori dell’arcobaleno Pirelli e con la sgraziata aureola a proteggere la zucca dei piloti. Tutti insieme appassionatamente, rigorosamente a pagamento però. Liberty sta varando la F1 2.0, più contenuti, più servizi, ma la qualità avrà il suo bel prezzo da pagare. La tv pubblica ha fatto il suo (clamoroso) passo indietro. Il mondo corre veloce, non c’è spazio alcuno per nostalgie e rimpianti. Sulle spalle di Sky l’onere e l’onore di raccontarlo al meglio, questo spettacolo.

Antonino Rendina 


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