F1 | Comunicato FIA: “Ad aprile lavoreremo su modifiche al regolamento, la sicurezza prima di tutto”

"Per come sono stati concepiti, questi regolamenti includono diversi parametri che possono essere modificati", si legge nella nota

F1 | Comunicato FIA: “Ad aprile lavoreremo su modifiche al regolamento, la sicurezza prima di tutto”

Il Gran Premio del Giappone verrà ricordato non solo per la storica cavalcata trionfale di Kimi Antonelli, ma soprattutto come il momento in cui il castello di carte dei nuovi regolamenti tecnici ha mostrato ulteriori e profonde crepe. La pressione mediatica, alimentata dalle denunce dei piloti e da un incidente che ha sfiorato conseguenze importanti, ha costretto la Federazione Internazionale a uscire allo scoperto. Con un comunicato ufficiale diramato poche ore dopo la bandiera a scacchi di Suzuka, la FIA ha ammesso che il sistema di gestione energetica delle attuali power unit necessita di una revisione strutturata.

Non si tratta di una “ammissione di colpa”, ma di una mossa politica necessaria per placare gli animi di un paddock sempre più inquieto. Le critiche non riguardano più soltanto la perdita di fascino estetico della guida, ma toccano il nervo scoperto della sicurezza. Il weekend giapponese è stato un crescendo di tensioni: dai dubbi sulla trasparenza delle immagini televisive durante le qualifiche, fino al violento impatto da 50G che ha visto protagonista Oliver Bearman durante la gara.

Il comunicato della Federazione: aprile sarà il mese della verità

La nota ufficiale della FIA cerca di riportare l’ordine, inquadrando le possibili modifiche come parte di un processo di ottimizzazione già pianificato. Tra le righe si legge l’urgenza di intervenire su parametri che, alla prova dei fatti, si stanno rivelando problematici.

“Fin dal momento della loro introduzione, le norme previste per il 2026 sono rimaste al centro di un confronto serrato tra noi, le squadre, i costruttori di motori, i piloti e la FOM. Per come sono stati concepiti, questi regolamenti includono diversi parametri che possono essere regolati, specialmente per quanto riguarda la gestione dell’energia, permettendoci di ottimizzare il sistema basandoci sui dati raccolti sul campo. Tutte le parti in causa hanno concordato sul fatto che una revisione strutturata dovesse aver luogo dopo la fase di apertura della stagione, così da avere materiale sufficiente da analizzare”.

“Proprio per questo motivo, abbiamo già programmato una serie di incontri nel mese di aprile per valutare l’efficacia delle norme e stabilire se siano necessari degli affinamenti tecnici. Qualsiasi modifica, in particolare sulla gestione energetica, richiede simulazioni scrupolose e analisi di dettaglio. Continueremo a collaborare in modo costruttivo con tutti gli stakeholder per assicurare il miglior risultato possibile, fermo restando che la sicurezza rimarrà sempre il pilastro centrale della nostra missione. Al momento, ogni speculazione sulla natura dei cambiamenti è da considerarsi prematura; forniremo ulteriori aggiornamenti a tempo debito”.

Il fattore pericolo: l’incidente di Oliver Bearman

L’incidente di Oliver Bearman alla curva Spoon ha rappresentato il punto di non ritorno. Il pilota della Haas si è ritrovato a gestire una differenza di velocità di circa 50 km/h rispetto alla vettura che lo precedeva, un delta causato non da un errore altrui, ma dal sistema di “harvesting” (recupero energia) che trasforma improvvisamente le monoposto in ostacoli quasi fissi in punti dove si viaggia a velocità elevatissime. L’impatto da 50G subito dal britannico è il segnale che il limite è stato superato

Se Bearman ha evidenziato il rischio fisico, Fernando Alonso ha descritto la morte clinica del piacere di guida. Lo spagnolo, con la consueta lucidità, ha ribadito come Suzuka, e con lei tutti i tracciati storici sia stata snaturata. Le curve che un tempo richiedevano pelo sullo stomaco e precisione millimetrica sono state degradate a “punti di ricarica”. Un paradosso tecnico che vede i piloti costretti ad alzare il piede proprio dove dovrebbero spingere di più, solo per poter disporre di potenza elettrica nel rettilineo successivo.

“La Suzuka che conoscevamo non esiste più, così come è svanita quella curva velocissima in Australia che regalava immagini incredibili. Presto toccherà anche a Jeddah e alla mitica Eau Rouge; in sostanza, tutte le curve più iconiche del calendario sono destinate a scomparire. Può piacere o meno, ma i tratti veloci oggi sono diventati semplici punti di ricarica della batteria. Lì devi accumulare energia per averne a disposizione sul rettilineo, e l’unico compito rimasto al pilota è quello di non spingere troppo in curva”.

L’insoddisfazione generale non riguarda solo ciò che accade in pista, ma anche come questo viene comunicato. Il “giallo” del segnale video interrotto durante il giro pole di Kimi Antonelli ha sollevato dubbi su una possibile censura mediatica atta a nascondere i momenti in cui i motori 2026 mostrano le loro debolezze sonore e prestazionali. Sebbene le prove suggeriscano un guasto tecnico, l’ossessione della FOM e della FIA nel voler mostrare un prodotto perfetto sta iniziando a irritare i tifosi, che chiedono trasparenza invece di tagli cinematografici nei momenti clou.

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