F1 | Pagelle GP Ungheria: Mercedes umilia la Formula 1, Vettel si fa le strategie da solo

Bene Stroll e Magnussen, insufficienti Bottas e Perez

F1 | Pagelle GP Ungheria: Mercedes umilia la Formula 1, Vettel si fa le strategie da solo

Lewis Hamilton, voto 10 e lode – Umiliante. Lui e la Mercedes (voto infinito) hanno fatto della Formula 1 un sol boccone, senza lasciare le briciole agli avversari. La prestazione di sabato in qualifica, insieme al compagno Bottas, dimostrano lo strapotere di una squadra che vuole prendersi tutto quello che è rimasto di uno sport ormai, possiamo dirlo, martoriato e senza alcuna speranza di competizione e vittorie per le squadre che non fanno “Mercedes” di nome. E sarà così almeno per un altro anno e mezzo grazie allo stupendo regolamento che ci aspetta. Sulla gara di Hamilton non possiamo fiatare, perché non c’è niente da dire.

Max Verstappen, 9 – Dopo il grande spavento nel giro di schieramento, quando è andato lungo e sbattendo al muro, l’olandese forse si sentiva già fuori gara visto la sospensione divelta. I meccanici della Red Bull (voto 10 e lode) sono stati incredibili e gli hanno sistemato il danno, un po’ maldestro, del giovane talento. Dopodiché fa una partenza a bomba, scavalcando tutti dalla settima posizione e mettendosi dietro Hamilton dopo una manciata di giri. Non ne aveva mai e poi mai per riprenderlo, ma è stato bravo a difendersi dal ritorno di Bottas. Bravo.

Valtteri Bottas, 5.5 – Onestamente il podio conquistato (ci mancava) non gli fa conquistare la sufficienza. Parte malissimo, strano per lui, fa fatica con Leclerc e non ha il ritmo per passare Verstappen, quindi sosta alla Hamilton 2019 e via col recupero. Arriva fino al sedere dell’olandese, ma la gara finisce un giro troppo presto, e quindi deve accontentarsi della terza posizione. Lui stesso se la prende con la sua gestione di gara, chi siamo noi per contraddirlo?

Lance Stroll, 7.5 – Gran gara per il canadese della Merc… ehm, della Racing Point! Solida e di ritmo, Lance ottiene probabilmente il massimo. La vettura chiaramente lo supporta alla grande, tanto che gli ha permesso di migliorare il suo tempo in qualifica di 3.2 secondi rispetto allo scorso anno. Tanto, forse troppo, e per questo non ce la sentiamo di giudicare la RP20 per quello che è, non ancora almeno.

Alexander Albon, 6.5 – Un pilota diverso rispetto al doppio appuntamento austriaco. Incattivito, arrabbiato per una situazione strana che si è venuta a creare all’interno della Red Bull, il buon Alex recupera dalla pessima piazzola di partenza fino alla quinta posizione, e può anche ritenersi soddisfatto. Certo, non gli stiamo dando un gran voto, ma col mezzo che si ritrova dovrebbe poter fare di più. Già, dovrebbe poter… perché boh, il suo atteggiamento ci lascia col punto interrogativo. Stiamo a vedere come si svilupperà la stagione, sempre se Helmut sarà clemente e lo lascerà in macchina quantomeno fino ad Abu Dhabi.

Sebastian Vettel, 7.5 – Da un pilota che in teoria non avrebbe niente da spartire con la Ferrari (lo ha fatto intendere Binotto nello scarno comunicato di maggio, quando disse che la squadra e Seb non condividevano più gli stessi obiettivi), il sesto posto, con una ciofeca a larghi tratti inguidabile sotto al sedere è probabilmente il massimo ottenibile. Vettel è sembrato in forma per tutto il fine settimana, e diciamocelo, come legge lui le gare, gli altri possono sognarlo, persino coloro che sono pagati per fare gli strateghi (e non è assolutamente la prima volta).

Adami: “Box Sebastian, box per le soft”
Vettel: “Box per le medie, non credete? C’è graining”
Adami: “D’accordo, vada per le medie”

La differenza sta tutta qua: ma siamo sicuri che il problema della Ferrari (voto 3), così come detto da qualche genio e illustre nome, sia lui? La risposta la sapete anche voi, dai.

Sergio Perez, 5 – In qualifica le prende da Stroll, poi sparisce dalla brutta partenza in poi. Che sia infastidito dalle voci di mercato (un po’ come Albon)? Probabile, però ci aspettiamo una reazione decisamente migliore da Checo, il quale ci ha abituati a tutt’altre prestazioni. Dai, non si può buttare al vento così una seconda fila.

Daniel Ricciardo, 6.5 – Obiettivamente non è mai stato inquadrato dalle telecamere, però ha concluso in ottava posizione. Quindi il voto lo diamo sulla fiducia.

Carlos Sainz, 6 – Ha faticato tantissimo, come tutto il team, ma la sua caparbietà nel passare Leclerc lo ha premiato e portato in zona punti. Guadagna una posizione per la penalità data a Magnussen.

Kevin Magnussen, 7.5 – Bella la chiamata al pit durante il giro di ricognizione e gestione della gara di assoluto livello. La macchina è quella che è, ma la nona posizione, poi trasformata in decima, è certamente di spessore visto il periodo storico che stiamo vivendo.

Charles Leclerc, 6 di stima – Come Vettel in Austria nel corso della prima gara, Charles non ha più riconosciuto la sua macchina dal venerdì alla domenica. Un problema evidentemente cronico di una vettura che, oltre ad essere un carciofo, è anche sensibilissima. Insomma, non ci sarà nulla da prendere a fine stagione. Gli sbagliano la strategia (non succede proprio mai) e fa una fatica enorme a rimontare. Più di così non può fare, e crediamo che più di questo non possa prendere. E’ comunque sufficiente: ripetiamo, non sono i piloti il problema di una squadra allo sbando come la Ferrari.

Daniil Kvyat, 5 – Anonimo per tutto il weekend.

Lando Norris, 4.5 – Molto male, la gestione gara non è stata all’altezza, ma in generale la McLaren ha sofferto per tutto il weekend. Fatto sta che il tredicesimo posto, visti i livelli ai quali ci ha abituati, non può essere salutato con un voto positivo. Dispiace.

Esteban Ocon, 4.5 – Crediamo non sia mai stato inquadrato.

Kimi Raikkonen, 6 di stima – Macchina orrenda, lui ci mette del suo andando lungo sulla piazzola di partenza alla fine del giro di ricognizione, penalità e fine della storia. Peccato perché la partenza non era stata male, ma obiettivamente è quasi impossibile poterlo giudicare.

Romain Grosjean, 4.5 – Rispetto al compagno di squadra non riesce a gestire la strategia perfetta del team. Il raffronto è impietoso.

Antonio Giovinazzi, 5 – Vale lo stesso discorso di Raikkonen, solo che gli finisce dietro senza la penalità e partendo davanti (seppur nella stessa fila). Ti vogliamo bene Antonio, ma non sei stato sufficiente.

George Russell, 5.5 – Onestamente, ha fatto peggio del suo compagno di squadra. Molto meno propositivo del solito, si è accontentato di passeggiare dopo il grande ingresso in Q2.

Nicholas Latifi, 6 – Era in zona punti dopo la partenza, molto bene. Peccato che il team abbia deciso di rimandarlo in pista dopo la sosta proprio mentre stava transitando Carlos Sainz. Addio sogni di gloria dopo appena quattro giri.

RITIRATO

Pierre Gasly, 7 – Venerdì non ha girato, sabato aveva ancora problemi, ma è comunque riuscito a entrare in Q3. Gli sostituiscono tutto il motore per la domenica, va in fumo dopo 15 giri. E che sfiga!

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