F1 | Non solo Ferrari, l’Alfa Romeo Sauber è una concreta speranza italiana…

La Sauber ha tutte le carte in regola per poter stupire in positivo nel 2019

F1 | Non solo Ferrari, l’Alfa Romeo Sauber è una concreta speranza italiana…

Il nome Alfa Romeo per gli italiani non sarà mai banale. Alfa Romeo è sinonimo di sportività, di eleganza, è da generazioni la berlina che i bambini farebbero comprare al papà. In fondo, noi italiani, siamo tutti un po’ alfisti, basti pensare a modelli iconici, come l’Alfetta tanto cara negli anni settanta a Polizia e Carabinieri.

E la casa del Biscione già da un anno ha deciso di riaffacciarsi alla F1, di abbracciare la causa Sabuer, di sponsorizzarla e di essere man mano più presente, con l’obiettivo – verosimile – di diventare prima o poi azionista di maggioranza del team con sede a Hinwill. Alfa Romeo Sauber non sono due realtà unite, ma un solo team che lavora all’unisono. Una squadra ambiziosa, sbarazzina, propositiva e dall’alto potenziale.

Già nel 2018 la Sauber dello strepitoso Leclerc e del buon Ericsson ha dimostrato di saper crescere in maniera esponenziale, di risalire la china velocemente, di scrollarsi di dosso il ruolo di cenerentola del Circus e andare a toccare con mano le posizioni più nobili (nelle ultime tre gare il neo ferrarista Charles ha chiuso sempre settimo), insidiando e spaventando team ben più quotati. Il trend positivo è uno degli indizi più seri per valutare la bontà di un progetto a medio-lungo termine; la Sauber 37 ha impressionato sino alla fine del campionato, sebbene la maggior parte delle risorse erano state già destinate al progetto 2019.

Per il team diretto da Frederic Vasseur gli ingredienti per continuare a stupire ci sono tutti. Simone Resta, cresciuto in Ferrari fino a diventare capo progettista, è un direttore tecnico che ha entusiamo e talento, ed è ben coadiuvato da un altro italiano, lo chief designer Luca Furbatto. Non mancheranno poi risorse da Alfa e innesti nel tempo, come già avvenuto nel 2018. Lo stesso Resta, in una intervista rilasciata a Motorsport nello scorso settembre tracciava le linee per il salto di qualità della Sauber: sfruttare la partnership con la Ferrrari (motore, cambio e retrotreno saranno gli stessi della nuova Rossa) e osare il più possibile nel resto, cambiando e dando segnali di discontiutà rispetto al passato. Ci aspettiamo quindi una C38 alquanto innovativa e aggressiva.

Parliamo, insomma, di una scuderia che vuole abbinare il genio italico a organizzazione e precisione svizzere. Un mix che potrebbe rivelarsi vincente, portando la Sauber a ridosso dei top team. L’obiettivo è quello di migliorare l’ottavo posto nel Costruttori della scorsa stagione, la speranza è scavalcare una diretta competitor come la Haas, il sogno è quello di chiudere quarti o quinti in campionato.

Niente di impossibile, ad iniziare dal valore assoluto dello staff tecnico, passando per le emozioni (e la meccanica delle emozioni!) e finendo ai piloti. Kimi Raikkonen è un campione dotato di piede pesante e sensibilità tecnica quasi unica, sicuramente rara tra i piloti di oggi, che possono “allenarsi” poco in pista. Le indicazioni di Iceman saranno fondamentali per la scuderia (italo) elvetica.

Dall’altro lato del box ci sarà poi Antonio Giovinazzi, rutilante talento tricolore che meritava questa grande occasione e che porta in dote con se due grandi qualità: entusiasmo e un bagaglio importante di esperienza come “uomo degli assetti” del venerdì notte della Ferrari. Un lavoro di collaudatore tutto di cesello, per contribuire ancora di più al tasso tecnico di una coppia piloti tanto inedita quanto maledettamente affascinante. Saranno proprio loro due, Kimi e Antonio, il terminale offensivo di una Alfa Romeo Sauber che vuole sorprendere tutti, e magari ci riuscirà.

Antonino Rendina


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