F1 | Mercedes, Allison: “Non ci interessa chi vince il mondiale piloti, pensiamo al costruttori”
"Vogliamo solo fare doppietta in ogni gara, chi sta davanti tra Antonelli e Russell è indifferente", ha aggiunto

La Mercedes si è ritrovata in casa un fenomeno come Kimi Antonelli. Il 19enne bolognese è in testa al mondiale con 41 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, mentre Russell sta al momento arrancando, tra problemi di affidabilità ed episodi sfortunati che non lo hanno certamente favorito in determinate occasioni. L’inglese, però, le prende costantemente dal giovane compagno di squadra, con l’ultimo avvenuto proprio a Barcellona, appena prima che la W17 di Kimi lo abbandonasse lungo il tracciato per l’ennesimo problema di affidabilità sui motorizzati Mercedes. La sensazione, dall’esterno, è che il team capitanato da Toto Wolff stia spingendo per Antonelli, lasciando Russell un po’ in disparte. Una situazione che il team, attraverso James Allison, ha voluto chiarire.
La forbice in classifica e le teorie del web
I problemi tecnici di Russell, uniti ad alcune prestazioni sottotono rispetto al compagno, hanno visto il pilota britannico scivolare a 50 punti di distacco. Entrambi sono stati costretti a ritiri pesanti: George ha lasciato la testa della corsa durante la lotta con Antonelli in Canada, mentre l’italiano ha subito un problema quasi identico alla power unit la scorsa settimana a Barcellona, subito dopo aver superato lo stesso Russell.
Nonostante la mancanza di ordini di scuderia, evidente anche nella battaglia in Canada, alcuni osservatori sui social media hanno ipotizzato un presunto favoritismo della Mercedes nei confronti del giovane italiano. Sebbene entrambi provengano dal vivaio del team, l’età di Antonelli e la sua ascesa come risposta al talento di Max Verstappen lo rendono una risorsa appetibile. Online i fan isolano spesso immagini del team principal Toto Wolff che gioisce per un successo di Antonelli o si dispera per un suo errore, senza contestualizzarle quando le situazioni si invertono. Esistono anche meme ironici con citazioni inventate come: “Sostengo entrambi i nostri piloti allo stesso modo, Kimi Antonelli e l’altro”, implicando che Wolff preferisca vedere Antonelli vincere il titolo.
La smentita netta di James Allison
Un simile modo di pensare è completamente estraneo alle dinamiche di un team di Formula 1, quantomeno ufficialmente. Interpellato sull’argomento durante la sua partecipazione al programma radiofonico Nu Silver Arrows, il direttore tecnico James Allison ha risposto senza mezzi termini per smentire le accuse: “Dubito fortemente che questo possa mettere fine a tutto una volta per tutte, perché le persone sono molto coinvolte nei loro piloti e desiderano che il loro pilota abbia successo più di tutti gli altri. Tutto quello che posso dire è che, se mai voleste provare la sensazione del favoritismo… per capire dove si annida nella nostra psiche, dovreste venire a lavorare in una squadra, perché, se foste così fortunati da farlo, sareste immediatamente immersi nella cultura di quella squadra”.
L’ingegnere britannico ha spiegato come l’idea di favorire un pilota sia del tutto inconcepibile per chi lavora sui dati e sulle vetture in fabbrica e in pista: “Capireste quanto sia estraneo questo pensiero a chiunque lavori in una squadra e, quando lo sentiamo, è come se stessimo ascoltando un’altra lingua; è una discussione che non si può mai vincere, perché le due parti sono completamente separate l’una dall’altra, perché è nell’interesse di tutti che entrambi i nostri piloti abbiano successo”.
La priorità economica: il mondiale costruttori
Allison ha quindi sottolineato come le priorità di una scuderia siano legate ai risultati del Campionato Costruttori, che si traducono in milioni di dollari di premi e sono fondamentali per i bonus e gli incentivi economici dello staff, superando di fatto l’importanza della classifica piloti.
“In realtà, siamo indifferenti a quale dei due sia migliore. Vogliamo una doppietta in ogni gara e non ci interessa l’ordine. L’unico caso in cui inizieremmo ad avere un’opinione è se uno dei due piloti fosse matematicamente impossibilitato a vincere il campionato e l’altro fosse impegnato in una lotta con un pilota di terze parti. A quel punto, il team avrebbe in un certo senso il diritto di esprimere un’opinione, ma fino ad allora vogliamo solo che entrambi i nostri piloti siano sempre tra i primi in ogni singola gara”.
Il direttore tecnico ha concluso mettendo in chiaro la vera natura degli obiettivi aziendali a Brackley: “Perché questo è il nostro campionato principale. Stranamente, non è il campionato piloti, ma il costruttori. Se siamo abbastanza fortunati da vincere un bonus, lo otteniamo in base alla posizione nel mondiale delle squadre, non in quello dei piloti: non riceviamo nulla per questo, quindi tutto ciò che ci interessa è orientato al campionato costruttori e, da questo punto di vista, il favoritismo non ha alcun senso per noi. Vogliamo solo il massimo dei punti da entrambi i piloti in ogni momento”.
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