F1 | I commissari e la FIA provano a spiegarsi senza successo: il duello Hamilton-Verstappen andava gestito diversamente

Regole poco chiare e applicate alla lettera, non può che uscirne un vero e proprio disastro

F1 | I commissari e la FIA provano a spiegarsi senza successo: il duello Hamilton-Verstappen andava gestito diversamente

Siamo solo alla prima gara della stagione, ma non si sono risparmiati duelli, scintille e soprattutto polemiche. E’ questo quello che ci ha lasciato il Gran Premio del Bahrain 2021 al termine di una corsa emozionante e tirata fino all’ultimo. Il duello tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, che probabilmente caratterizzerà gran parte di questo mondiale è stato molto intenso e ha trovato il suo culmine a quattro giri dalla fine, quando l’olandese, nettamente più veloce del campione britannico lo affianca in curva 4 sorpassandolo all’esterno con una manovra decisa e al limite. Anzi, probabilmente oltre, visto che per completare l’azione il pilota della Red Bull è finito con tutta la macchina fuori dal tracciato.

Stando al duro e crudo regolamento sportivo, al punto 27.3 l’azione di Max sarebbe irregolare, perché ha passato un avversario oltre la fantomatica linea bianca che delimita i track limits. Ma cosa sono i track limits? Beh è piuttosto facile: se vai oltre il cordolo e la rispettiva linea bianca posta, in questo caso, alla sua sinistra con tutte e quattro le gomme, solitamente ti viene cancellato il giro durante le prove o ricevi un warning dalla direzione durante la gara (soprattutto in presenza di via di fuga in asfalto, ndr). Tutto chiaro e cristallino, ovviamente… no.

Quando si parla di regolamenti e Formula 1 non c’è mai nulla di chiaro, partiamo da questo semplice ma importante presupposto, perché le interpretazioni sono infinite e ognuno pensa di avere la propria verità, commissari e direttore di gara compresi, perché anche loro di cappellate ne hanno tirate negli anni, così come piloti e team. Nessuno è escluso in questo calderone, ed è bene tenerlo a mente parlando proprio di quanto accaduto in Bahrain. Track limits “violati”, 29 volte, da Lewis Hamilton durante la gara (non è stato l’unico). Com’è possibile? Presto detto: in prova e in qualifica, la manovra del britannico sarebbe stata sanzionata e il tempo ottenuto in quel giro cancellato, chiedere a Bottas, Ricciardo e tanti altri per conferme. Niente di male, niente di nuovo, la particolarità sta nel fatto che la Federazione ha deciso, non si sa bene per quale motivo di non penalizzare quel tipo di manovra in gara, e quindi lasciare liberi i piloti nel compiere la curva come meglio credevano.

Benissimo, quindi Lewis, da vecchio volpone ha ben pensato di fare una sua personalissima traiettoria ideale, che comprendeva chiaramente il passaggio all’esterno della curva 4, traendone del vantaggio (che andrebbe da 1 a 2 decimi al giro). Niente di male, perché era concesso. Il problema nasce quando per compiere un sorpasso usufruisci proprio della via di fuga presente in quella curva, a quel punto però traiettoria ideale stando all’interpretazione dei piloti con il consenso della FIA e delle sue direttive. Proviamo a fare il ragionamento inverso: sappiamo che Hamilton ha “violato” i track limits, regolarmente, per 29 volte, ma potevano essere anche 40 o 50, nulla di irregolare, ma se avesse fatto lui quel tipo di manovra, passando un avversario all’esterno e con tutte e quattro le ruote fuori pista? Non avrebbe avuto ragione di lamentarsi a fine gara? Avendo percorso quella traiettoria ideale per tutta la durata della corsa, che senso avrebbe sanzionarlo?

Figuriamoci se in quei frangenti il pilota può pensare o sapere che la manovra fatta fino a quel momento, da solo e senza lotte, sarebbe stata regolare ma divenuta illecita nel momento di un corpo a corpo. La follia più totale. Pensate a chi di regolamenti non sa nulla e si trova per caso a guardare la gara di Formula 1, ma anche i tifosi più incalliti si possono porre la stessa domanda: “Ma come?! Hamilton è andato sempre fuori pista, lo fa Verstappen e non vale?!”. Domande lecite alle quali la FIA, attraverso commissari e direttore di gara, il buon Michael Masi, hanno provato a dare delle giustificazioni massacrando, uccidendo deliberatamente lo spirito delle corse.

Ritorniamo al presupposto iniziale: i regolamenti non sono chiari, ne abbiamo avuta piena dimostrazione domenica, quindi figuriamoci cosa può uscire dall’applicazione alla lettera di una normativa tutt’altro che cristallina. Caro Emanuele Pirro, ci si riferisce a te perché ci hai messo la faccia e questo è sicuramente positivo, ma arrampicarsi sugli specchi e applicando un regolamento scritto, diciamo male, ecco, alla lettera senza alcun margine ci riporta indietro di due anni e al disastro di Montreal. Infatti da quel momento in poi la mano della FIA e dei commissari durante le gare è stata molto più leggera. Davvero siamo tornati a quella Formula 1 gne gne e che penalizza un pilota anche quando fa una puzzetta in macchina?

Riportiamo sempre alla mente i fatti di Digione dopo esperienze del genere. Stiamo parlando di 42 anni fa, un’altra epoca, altri piloti, altri uomini, ma cavolo cosa sarebbe successo dopo quel ruota a ruota da capogiro tra Villeneuve e Arnoux? Perché si tronca ogni manovra sul nascere? Perché penalizzare Verstappen dopo che per una gara intera tutti i piloti hanno usato quella parte della pista per guadagnare del tempo sul giro? La gara di domenica è stata stupenda, ma rovinata da un regolamento poco chiaro e applicato malissimo da chi di dovere. E chi ha visto la corsa davanti alla TV è rimasto deluso, non perché abbia vinto Hamilton, autore di una prestazione straordinaria così come il suo rivale, ma perché non c’è chiarezza, come sempre. E torniamo indietro, di due anni…

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