F1 GP Spagna | Verstappen: “Al Madring non si passa, la mancanza di spazio è solo una scusa”

"Andrebbero modificate almeno un paio di curve, dovrebbero coinvolgere di più i piloti", ha detto Max

Max Verstappen prenderà il via dal terzo posto nella griglia di partenza del Gran Premio di Spagna sul tracciato cittadino del Madring, posizionandosi in seconda fila al fianco di Lewis Hamilton. Al termine della qualifica, il pilota della Red Bull ha analizzato con estrema schiettezza le criticità del nuovo circuito spagnolo. Pur riconoscendo l'eccellente organizzazione dell'evento e l'elevato livello di aderenza dell'asfalto, l'olandese ha sollevato forti perplessità sul disegno della pista, evidenziando la quasi totale assenza di zone utili per il sorpasso, i problemi legati alla gestione della batteria nelle curve veloci e la presenza di avvallamenti marcati
F1 GP Spagna | Verstappen: “Al Madring non si passa, la mancanza di spazio è solo una scusa”

da Madrid, Spagna

Max Verstappen ha conquistato il terzo posto nella Q3 del Gran Premio di Spagna, e domani partirà quindi dalla terza posizione al fianco di Lewis Hamilton. Il campione del mondo olandese, come sempre, non usa giri di parole per esprimere il proprio pensiero, e incalzato durante la conferenza stampa post qualifica ha detto la sua sul Madring e sulle pochissime opportunità di sorpasso disponibili. Effettivamente, costruire un circuito moderno nel 2026 senza avere un occhio di riguardo sui duelli ruota a ruota della domenica, sembra molto un controsenso.

Con un distacco contenuto dalla prima fila, la posizione di partenza garantisce a Max la possibilità di puntare al podio, ma la conformazione del tracciato limita drasticamente le possibilità di attaccare i piloti davanti. La sequenza di curve strette e la configurazione dei rettilinei non offrono punti di staccata veri e propri, trasformando la gestione della gara in un esercizio di attesa e precisione.

Le prospettive per la gara e l’incognita del degrado gomme

Le caratteristiche del layout madrileno riducono al minimo il margine di manovra dei piloti per effettuare attacchi. La preoccupazione principale di Verstappen riguarda proprio l’impossibilità di superare anche in presenza di un ritmo superiore a quello degli avversari diretti.

“Sarà dura. Voglio dire, anche nella migliore delle ipotesi, cioè supponendo di essere più veloci, non si riesce a sorpassare. Non ci sono curve che lo consentano – ha spiegato chiaramente il pilota della Red Bull -. Quindi devi sperare che gli altri abbiano un degrado gomme molto aggressivo. Sì, sarà complicato. Nelle simulazioni di passo gara abbiamo visto tutti un degrado elevato, quindi quello sarà probabilmente il fattore chiave domani. Ma anche in quel caso, devo ancora capire in quale curva provare un sorpasso”.

Il consumo degli pneumatici rappresenterà dunque l’unica vera variabile in grado di scombinare i valori in campo durante i 57 giri previsti. Senza punti di staccata idonei all’inserimento, il sovra-utilizzo delle coperture nella prima fase di gara potrebbe costringere i piloti a gestire la velocità per evitare il fenomeno del graining e del surriscaldamento termico.

L’analisi della curva Monumental e la gestione dell’ibrido

Un passaggio particolarmente significativo del circuito è rappresentato dalla sequenza delle curve 12 e 13, ovvero la Monumental. La sezione a pendenza variabile è stata oggetto di attenta valutazione da parte dei piloti durante tutto il fine settimana, rivelando complicazioni legate sia alla dinamica del veicolo che al recupero dell’energia elettrica.

“La mia intenzione era di farle in pieno, ma poi la batteria scarica ti costringe a parzializzare il gas per gestire meglio l’erogazione dell’energia – ha dichiarato Verstappen parlando dell’affronto della curva Monumental -. È un bel passaggio, la parabolica è affascinante, ma penso che avrebbero dovuto strutturarla al contrario: con una pendenza maggiore all’inizio per poi appiattirsi verso l’uscita. In ogni caso, su una F1 hai così tanto carico aerodinamico che il problema si pone meno; credo sia stato molto più impegnativo per le altre categorie, dove non sembrava affatto semplice farla in pieno. Per noi, complice il calo della batteria sul finale, si arrivava già leggermente più lenti. Devo ammettere però che dall’esterno, a livello visivo, le riprese sono spettacolari”.

Le critiche al layout e la progettazione dei tracciati moderni

Nonostante l’apprezzamento per la risposta iniziale dell’asfalto, Verstappen ha espresso un giudizio critico sulla geometria complessiva delle staccate, individuando difetti concettuali che compromettono l’azione in pista. L’integrazione di staccate combinate rappresenta l’ostacolo principale all’esecuzione di manovre di sorpasso pulite.

“Ho apprezzato molto il livello di aderenza: hanno fatto un ottimo lavoro con l’asfalto, anche se in alcuni punti ci sono già troppi avvallamenti per essere un tracciato nuovo. Per quanto riguarda il layout delle curve, i sorpassi sono quasi impossibili. In staccata bisognerebbe evitare di progettare punti in cui sei costretto a frenare e curvare contemporaneamente, perché questo tipo di staccata combinata azzera ogni possibilità di attacco”.

Max ha sollecitato un maggior coinvolgimento dei protagonisti nella definizione delle piste di nuova generazione, respingendo le motivazioni strutturali spesso addotte dai promotori: “Sotto il profilo del disegno della pista si può decisamente fare di meglio, e coinvolgere di più i piloti in fase di progettazione aiuterebbe molto. So bene che la risposta standard è sempre la mancanza di spazio, ma sono scuse: un punto di sorpasso lo si riesce sempre a ricavare. Nel complesso, però, l’evento in sé è fantastico, hanno fatto un gran lavoro. Sono stati anche velocissimi nel rendere disponibile il tracciato e nel condividere i dati per il simulatore. Da quel punto di vista è stato tutto impeccabile. Ma se l’obiettivo è avere gare più spettacolari e più sorpassi, ci sono un paio di curve che andrebbero modificate”.

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