F1 GP Spagna | Russell: “Qui poche opportunità di sorpasso, avrei preferito qualcosa di diverso”
"Questa pista assomiglia a Jeddah e Baku, ma dopo i rettilinei ci sono sezioni strette", ha detto l'inglese

da Madrid, Spagna
George Russell ha chiuso le sue qualifiche in sesta posizione, e domani partirà quindi dalla terza fila al Madring al fianco di Charles Leclerc. Il pilota della Mercedes paga tre decimi da Antonelli, secondo e quindi in prima fila, a dimostrazione di distacchi piuttosto contenuti su un tracciato cittadino e di cinque chilometri. Le opportunità di sorpasso su questo circuito sono piuttosto minime, un qualcosa che l’inglese ha voluto sottolineare nel corso delle interviste post qualifica. Nonostante la somiglianza con Jeddah e Baku, questa pista purtroppo è stata concepita in modo atipico, e i duelli ruota a ruota saranno pochissimi, se non addirittura inesistenti.
L’esito delle prove ufficiali ha confermato comunque la competitività della W17 sul giro secco, consentendo a Kimi di sfiorare la pole position per appena undici millesimi a vantaggio di Lando Norris. Per la scuderia di Brackley l’obiettivo principale della giornata era proprio l’estrazione della massima prestazione sul singolo giro, data la consapevolezza delle estreme difficoltà nel compiere manovre di sorpasso durante la gara di domenica sui 57 giri previsti.
Dalle FP3 alle insidie della Q1: l’impatto con il muro
La giornata era iniziata con un terzo turno di prove libere spezzettato per consentire le riparazioni delle barriere protettive lungo il tracciato dopo l’incidente di Hamilton. Nonostante le interruzioni, la sessione si era chiusa con segnali incoraggianti sia per Antonelli, primo nella classifica tempi, che per Russell, autore di un passo costante sebbene impossibilitato a completare il proprio miglior tentativo finale.
All’inizio della Q1, un contatto con il muro ha sollevato immediata preoccupazione nel garage Mercedes circa le condizioni della vettura. Il britannico ha ridimensionato l’episodio, evidenziando la capacità della W17 di reagire subito sul piano prestazionale: “Nessun problema di sopravvivenza dopo quel contatto con il muro all’inizio delle qualifiche. Certo, sul momento c’era un po’ di preoccupazione, ma la macchina stava bene. Subito dopo sono andato in testa alla sessione e mi sentivo pienamente in lizza per le posizioni di vertice”.
Il problema dell’overheating e la gestione gomme
Lo sviluppo della qualifica è stato determinato dalla complessa gestione termica delle coperture, bilanciata tra la necessità di attivare la gomma nel corso del giro di lancio e l’esigenza di evitare il surriscaldamento nella fase finale del giro spinto. Nel corso dell’ultimo tentativo disponibile in Q3, Russell stava registrando un netto miglioramento cronometrico, poi vanificato dai limiti fisici delle coperture nella seconda metà del tracciato.
George Russell partirà dalla terza fila a Madrid con la sua Mercedes – Foto di XPB Images
“Nell’ultimo giro ero sopra di circa tre decimi rispetto al mio limite precedente e ho provato a spingere forte alla curva 11, ma le gomme non hanno regetto per via del surriscaldamento dall’uscita di quella curva in poi e da lì ho perso tutto il vantaggio accumulato. È stato piuttosto fastidioso”, ha spiegato il britannico dettagliando la dinamica che lo ha relegato in sesta piazza.
Il comportamento dell’asfalto madrileno ha rappresentato un’incognita costante per i tecnici di Brackley, mostrando caratteristiche anomale tra aderenza meccanica e scivolamento della vettura: “Capire fino a che punto ci si possa fidare delle gomme è davvero un’incognita su questo tracciato. L’asfalto è strano, presenta un grip molto elevato, eppure le gomme scivolano parecchio. Non saprei spiegare esattamente il motivo, domani sarà molto interessante analizzare i dati raccolti per la gara”.
Confronto tecnico col layout e criticità nei sorpassi
Ancor prima di scendere in pista per le sessioni ufficiali, il tracciato del Madring era stato paragonato da piloti e tecnici ad altre piste cittadine del calendario per via delle sue caratteristiche ad alta velocità. Russell ha tracciato un parallelismo preciso con gli appuntamenti di Jeddah e Baku, individuando tuttavia i limiti strutturali che condizioneranno la corsa di domenica.
«Questa pista ricorda sicuramente Jeddah per via delle curve ad alta velocità, ma ha anche un che di Baku con alcune staccate piuttosto insidiose – ha analizzato il pilota inglese -. Credo che l’unica piccola frustrazione nel layout sia la mancanza di chiare opportunità di sorpasso. Di solito alla fine di un lungo rettilineo serve una chiara occasione per affondare il colpo, mentre qui il rettilineo più lungo porta direttamente a quella sezione stretta della rotonda. Probabilmente è l’unica cosa che avremmo preferito fosse diversa nella progettazione del circuito”.
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui















