F1 GP Spagna | Ferrari, Vasseur: “Dopo il primo giro di Lewis l’obiettivo era la pole position”
“Sarà un caos, con tante Safety Car e forse qualche bandiera rossa"

Madrid — Le Ferrari di Fred Vasseur conquistano la quarta e la quinta posizione nelle prime, storiche qualifiche disputate sul tracciato cittadino del Madring. Per un attimo, durante l’ultimo segmento della sessione, Lewis Hamilton ha fatto davvero sperare i tifosi della Rossa: la sua SF-26 sembrava infatti avere tutte le carte in regola per competere per la pole position, conquistata poi dalla McLaren di Lando Norris al termine di un finale tiratissimo.
È stato un venerdì estremamente complicato per la Scuderia di Maranello, segnato dall’incidente di Hamilton finito contro le barriere durante la terza sessione di prove libere. I meccanici della Ferrari sono stati però bravissimi nel ricostruire la monoposto in tempi record, restituendo al pilota inglese una vettura competitiva per l’inizio delle qualifiche. Con la macchina ripristinata, entrambi i piloti del Cavallino sono scesi in pista nel Q1 adottando una scelta tattica precisa: hanno affrontato la prima eliminatoria montando gomme a mescola media, riuscendo a superare il taglio e risparmiando così un set di pneumatici soft nuovi per la gara. Anche Max Verstappen è riuscito a preservare un treno di gomme fresche, ma non è affatto detto che questo potenziale vantaggio si traduca in un’arma segreta per la corsa di domani. Le sessioni disputate dalle altre categorie propedeutiche hanno infatti ampiamente dimostrato quanto sia complesso effettuare sorpassi sul nuovo layout spagnolo, rendendo il rischio di una gara bloccata in stile Monaco decisamente elevato.
L’illusione del Q3 e l’analisi del muretto box
Nel corso della decisiva sessione di Q3, Hamilton ha riacceso l’entusiasmo del pubblico conquistando la pole position provvisoria al termine del suo primo tentativo lanciato. L’illusione di partire davanti a tutti è però sfumata negli ultimi istanti: alla fine il sette volte campione del mondo si è piazzato in quarta posizione, seguito a ruota da Charles Leclerc, staccato di appena 6 millesimi di distanza dal compagno di squadra in una griglia estremamente compatta.
“Quando sei primo dopo il primo giro, ovviamente l’obiettivo diventa la pole. Penso però che Lewis abbia commesso un piccolo errore alla prima curva del secondo giro, motivo per cui ha iniziato il tentativo con un ritardo di un decimo e mezzo: di certo non la situazione migliore – ha spiegato il team principal Fred Vasseur – Charles, invece, ha fatto dei buoni giri. È migliorato enormemente in curva 5 e 6 alla fine, ma c’erano comunque 5-6 macchine racchiuse in due decimi. Concentriamoci su domani: sappiamo che sarà una gara caotica e dovremo sfruttare ogni opportunità. Credo che avremo almeno un paio di Virtual Safety Car, Safety Car o persino bandiere rosse. Sarà una gara caotica e lunga fino alla fine, vedremo domani”.
La vera incognita per la corsa di domani risiede nella gestione del traffico e nelle insidie che un circuito cittadino del tutto nuovo porta con sé. I riscontri emersi dalle gare di contorno offrono un quadro chiaro e al tempo stesso preoccupante per chi spera in una gara ricca di sorpassi. La difficoltà nel compiere manovre in pista potrebbe condizionare pesantemente le strategie dei muretti, come spiegato dettagliatamente dallo stesso Vasseur:
“Se guardiamo le gare di oggi di Formula 3 e Formula 2, è stato estremamente difficile superare anche quando c’era una grossa differenza di velocità. Questo significa che se rientri due o tre volte ai box e ti trovi dietro un’altra macchina che è anche più lenta, ci rimani dietro in eterno. Abbiamo visto anche dei grossi stint nella Formula 2 con una macchina che era più lenta di due secondi ma non riusciva a superare, per cui bisogna tenere in considerazione anche questo. Si può rientrare e trovarti dietro a una macchina più lenta, questo è sicuro. È anche difficile prevedere se ci sarà una Safety Car, una Virtual Safety Car o una bandiera rossa. La cosa migliore è andare in pista e aspettare la bandiera rossa, però chiaramente è un rischio troppo alto”.
A complicare ulteriormente i calcoli degli ingegneri si aggiunge l’assenza di dati certi sulla gestione degli pneumatici sulla lunga distanza. Il lavoro svolto nelle sessioni di prova è stato parziale, e la rapida evoluzione dell’asfalto rappresenta una variabile fondamentale:
“Non siamo riusciti a testare il passo gara e probabilmente, dato che è tutto nuovo qui — anche l’asfalto —, è probabile che ci sia un’enorme evoluzione della pista tra venerdì e domenica. Per cui certo, abbiamo i dati di ieri, però non è sicuro che ci si possa affidare a questi dati due giorni dopo e dopo tutte le gare di Formula 2 e Formula 3. Probabilmente la pista domani sarà molto migliore, però quanto sarà migliore sarà un punto chiave”.
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