F1 GP Spagna | Antonelli: “Non voglio scendere in pista pensando al campionato”

"Monza è stata la dimostrazione concreta che non guido con la calcolatrice in mano", ha detto Kimi

Alla vigilia del Gran Premio di Madrid, Kimi Antonelli si presenta in conferenza stampa da leader del mondiale piloti con 66 punti di vantaggio su George Russell. Il pilota della Mercedes torna sulle emozioni del trionfo di Monza, commenta il sostegno ricevuto da campioni del calibro di Sebastian Vettel, Valentino Rossi e Jannik Sinner, e illustra la sua filosofia di gara: nessuna gestione tattica nelle ultime dieci tappe iridate
F1 GP Spagna | Antonelli: “Non voglio scendere in pista pensando al campionato”

da Madrid, Spagna

Giornata ricca di impegni per Kimi Antonelli, che dopo la splendida vittoria di Monza è stato ovviamente uno dei principali protagonisti del giovedì del Madring dedicato ai giornalisti e alle varie conferenze stampa. Il pilota della Mercedes, leader del mondiale piloti con 66 punti di vantaggio su George Russell, spiega le sue impressioni in merito al nuovo tracciato spagnolo, ma anche, incalzato da Motorionline, su come proverà a gestire il vantaggio sul suo compagno di squadra quando alla fine del mondiale (ufficialmente) mancano ancora dieci gare.

Il successo ottenuto sulla pista di casa ha rappresentato un punto di svolta emotivo e sportivo per il bolognese, capace di entusiasmare il pubblico brianzolo e di incassare l’affetto trasversale degli appassionati, al di là del fatto che guidi una Mercedes.

L’entusiasmo di Monza e i messaggi dei grandi dello sport

Riavvolgendo il nastro alla vittoria di Monza, Antonelli ha sottolineato il valore speciale dell’accoglienza ricevuta dai tifosi sugli spalti, compresi i sostenitori della Ferrari: “È stato un momento incredibile per me, finora il giorno più bello della mia vita. Vedere così tanti tifosi esultare e cantare il mio nome sul podio è stato eccezionale. Ciò che ha fatto la differenza in gara sono stati proprio i tifosi: negli ultimi quindici giri, ogni volta che uscivo dalla prima chicane, vedevo la tribuna sulla destra con tutti in piedi ad applaudire al mio passaggio. È un ricordo che porterò con me per sempre”.

A rendere ancora più speciale il momento sono arrivate le parole di stima di Sebastian Vettel, che ha speso parole di elogio per il giovane italiano, augurandosi di vederlo battere i suoi record di precocità: “Seb è incredibile ed è un amico. Mi manda sempre messaggi prima e dopo i weekend di gara. È fantastico ricevere un simile supporto e apprezzamento da un campione come lui, sono messaggi che fanno la differenza nella preparazione e nel morale”.

I festeggiamenti e le congratulazioni sono arrivati da ogni settore del mondo dello sport, provocando un vero e proprio intasamento sui canali di comunicazione del pilota: “Dopo la gara ho aperto WhatsApp e l’applicazione è crashata per la quantità di messaggi ricevuti. Ho dovuto chiuderla subito senza nemmeno toccare il telefono. Ho ricevuto attestati d’affetto meravigliosi da Jannik Sinner, Bebe Vio, Valentino Rossi e da tantissime altre persone. È stato bellissimo percepire così tanto entusiasmo, è impossibile scegliere un solo messaggio perché sono stati tutti speciali”.

La gestione del mondiale e l’approccio alle ultime dieci gare

Interpellato da Motorionline sulla strategia da adottare nella rincorsa al titolo iridato di fronte a un margine di 66 punti e con dieci appuntamenti ancora da disputare, Kimi ha espresso una visione chiarissima, escludendo qualsiasi calcolo conservativo: “C’è ancora molta strada da fare e penso sia decisamente presto per fare calcoli. La cosa che voglio evitare a tutti i costi è scendere in pista in una sessione di prove, in qualifica o in gara pensando o preoccupandomi del campionato”.

“Monza è stata la dimostrazione concreta che non guido con la calcolatrice in mano: ero in pista solo per vincere e per fare del mio meglio. In futuro potrebbero esserci situazioni specifiche in cui valutare i rischi prima di prendere una decisione, ma la mia mentalità resta quella di spingere al massimo senza farmi condizionare dalla classifica”..

Le insidie tecniche del nuovo tracciato di Madrid

L’attenzione si è poi spostata sul tracciato del Madring, analizzato nel dettaglio dopo il consueto sopralluogo a piedi svolto dal pilota nella giornata di mercoledì. La pista spagnola si preannuncia come uno dei banchi di prova più complessi dell’intero calendario, sia per chi guida che per gli uomini del garage: “È la pista più complicata dell’anno dal punto di vista della guida e da quello ingegneristico. Presenta ogni tipologia di curva: chicane, tratti veloci, curve sopraelevate e pieghe a media velocità. Anche le frenate sono insidiose, perché in molti punti si pisa sul freno mentre la vettura sta ancora inserendo, come alla curva 17 dove bisogna frenare in fase di sterzata prima di raddrizzare l’auto. È un tracciato molto insidioso e con zero margine di errore”.

Dal punto di vista dell’assetto, trovare il bilanciamento ideale per coprire l’intero tracciato rappresenterà la vera sfida del fine settimana: “Dal lato ingegneristico sarà difficile trovare un compromesso ottimale. Un assetto ideale per tagliare sui cordoli nelle chicane rischia di penalizzare la vettura nelle curve veloci e nei cambi di direzione, perché ogni regolazione comporta inevitabilmente dei pro e dei contro. Abbiamo svolto un grande lavoro di preparazione al simulatore, ma solo le prime sessioni di prove libere in pista ci daranno il riscontro reale”.

Pressione, piedi per terra e parità di trattamento nel box

Gestire la pressione della leadership iridata a soli 20 anni richiede una notevole maturità mentale. Per mantenere la concentrazione e rimanere agganciato alla realtà, Antonelli adotta precise routine dopo i successi più importanti: “Dopo l’emozione e la festa di Monza, andare a girare sui kart il lunedì successivo mi ha aiutato a ripartire con i piedi per terra. È stato un modo per divertirmi con la squadra, allenarmi e ricordare a me stesso da dove sono partito. Per quanto riguarda la pressione, cerco di accoglierla come un fattore positivo, vedendola come un’opportunità per brillare. È questo approccio che mi aiuta a rimanere calmo nelle situazioni più complesse”.

Infine, Antonelli ha fatto chiarezza sulle gerarchie interne al team Mercedes, smentendo categoricamente l’esistenza di ruoli definiti tra lui e il compagno di squadra George Russell: “All’interno della Mercedes non esiste un pilota numero uno. La squadra vuole giustamente offrire a entrambi le medesime opportunità. George è un pilota straordinario e sta attraversando un ottimo momento di forma. Siamo entrambi sullo stesso livello, veniamo trattati allo stesso modo ed è esattamente questo il modo corretto di lavorare”.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare