F1 GP Spagna | Russell: “Kimi sta guidando meglio di me, merita di essere in vetta”

"Se a Monza mi fossi fermato anche io, probabilmente avrebbe vinto comunque", ha detto il britannico

Nel giovedì di conferenza stampa sul tracciato del Madring, George Russell analizza il momento di forma della Mercedes e la sfida interna con Kimi Antonelli. Dopo la sconfitta rimediata a Monza, dove il giovane compagno di squadra ha vinto partendo dalla diciannovesima posizione, il pilota britannico riconosce la superiorità dell'italiano, ora avanti di 66 punti in classifica piloti. Russell ribadisce l'assoluta parità di trattamento garantita dal team, ammette la necessità di un pizzico di fortuna per riaprire la corsa al titolo e descrive le insidie tecniche del nuovo circuito cittadino spagnolo
F1 GP Spagna | Russell: “Kimi sta guidando meglio di me, merita di essere in vetta”

da Madrid, Spagna

George Russell arriva sul nuovo tracciato di Madring dopo la batosta ricevuta a Monza da Antonelli, il quale ha vinto partendo diciannovesimo, in un weekend dove il britannico era dato da tutti come favorito. Adesso i punti di distacco in classifica in favore del bolognese sono 66, e l’inglese sa perfettamente che per poterlo agganciare in campionato serva un po’ di quella fortuna che senza dubbio gli è mancata nel corso della stagione. Russell ha però candidamente ammesso come Kimi stia guidando in maniera impeccabile finora, e che serva qualcosa in più, oltre alla fortuna, per poter competere al 100% nella lotta al titolo.

“Quando lui ha fatto il pit stop a Monza pensavo di essere sulla strategia giusta, perché al mattino avevamo stabilito che la gara più veloce sarebbe stata senza soste (considerando la bandiera rossa, ndr) – ha spiegato Russell analizzando le tattiche dell’ultimo Gran Premio -. La realtà è che al momento lui sta offrendo prestazioni migliori delle mie. Se io avessi fatto la sosta e lui fosse rimasto fuori, forse avrebbe vinto comunque. È un aspetto su cui devo continuare a lavorare. Negli ultimi due weekend ho disputato due delle mie gare più solide dell’intera stagione, sono abbastanza soddisfatto, ma devo continuare a migliorare”.

Ricostruendo la straordinaria risalita del compagno di squadra, il britannico ha ammesso la combinazione di fattori che ha favorito l’italiano: “Kimi ha fatto una gara straordinaria. Eravamo su un circuito unico e nessuno si aspettava che la scia fosse così potente: quando sono stato sorpassato da Max, nel giro successivo ho guadagnato un secondo e quattro decimi solo sul rettilineo. Kimi si è ritrovato in quinta o sesta posizione dopo pochissimi giri e la bandiera rossa lo ha favorito. Saremmo stati in lotta anche se lui fosse partito in pole e io secondo; a trenta giri dalla fine saremmo stati l’uno in scia all’altro. Col senno di poi, per lui è stata la gara perfetta per scontare la penalità al motore”.

La rincorsa iridata e le garanzie sulla parità nel box

Di fronte a un margine di 66 punti a favore del compagno di squadra, Russell non nasconde la difficoltà della rimonta ma difende la trasparenza delle dinamiche interne alla scuderia: “Sento davvero che all’interno della squadra ci sia parità di trattamento. Per riprendere Kimi avrò sicuramente bisogno di un po’ di fortuna e di ottime prestazioni. Non è qualcosa a cui sto pensando adesso, perché lui sta guidando meglio di me e merita di essere in testa al campionato. La strada è ancora lunga, ma finora non ha sbagliato un weekend. Per vincere il titolo mi servirà un po’ di fortuna lungo il cammino, ma il mio unico obiettivo attuale è guidare più veloce e trovare maggiore prestazione”.

In merito alla decisione strategica sulla gestione delle componenti tecniche della sua monoposto, il pilota inglese ha chiarito la pianificazione del team: “Stiamo aspettando di scontare la mia penalità in concomitanza con l’arrivo del prossimo pacchetto di aggiornamenti. Scontarla prima per poi doverne prendere un’altra non avrebbe avuto alcun senso”.

L’adattamento dello stile di guida e i progressi prestazionali

Affrontare un compagno di squadra in uno stato di forma eccezionale ha spinto Russell a un lavoro approfondito sui dati e sulle tecniche di pilotaggio per colmare il divario prestazionale: “Una risposta ce l’ho e ci sto lavorando. Cambiare il proprio stile di guida è fattibile, ma essere subito veloci dopo averlo fatto è un altro discorso. Dalla pausa estiva in poi l’ho battuto in qualifica in tre sessioni e il mio passo gara è stato al suo livello nelle ultime due gare, cosa che non potevo dire prima della sosta. Sono molto contento di questa progressione, vedremo dove ci porterà il resto della stagione”.

La scarsità di test in pista rende particolarmente complessa l’assimilazione di nuove metodologie di guida durante i fine settimana di gara: “In Formula 1 è come nel calcio: se stai faticando in qualcosa, non puoi scendere sul campo d’allenamento fino al giorno prima della partita e hai solo due sessioni da un’ora per cambiare completamente approccio. Sfruttiamo le prove libere e le gare stesse per testare nuove tecniche di guida. È stata una stagione particolare per molti team: io, Charles e Oscar stiamo faticando di più rispetto ai nostri compagni. Kimi, Lewis e Lando hanno stili di guida molto simili tra loro; per me è chiaro cosa devo ottenere da questa vettura e da queste gomme”.

Le insidie estreme del tracciato del Madring

Guardando alle caratteristiche del nuovo circuito cittadino di Madrid, Russell ha espresso forti preoccupazioni sulla pericolosità del tracciato e sulle difficoltà che attendono i piloti: “Quando ho sentito delle venti bandiere rosse in Formula 3 sono rimasto sorpreso, ma dopo aver girato al simulatore mi sono sorpreso che ce ne fossero state solo venti. È un circuito folle, probabilmente il più rischioso dell’intero calendario. Ci sono curve ad altissima velocità stile Gedda con i muri vicinissimi e zero margine di errore, alternate a staccate lente stile Baku dove freni e curvi contemporaneamente. Bloccarsi è facilissimo e se blocchi finisci dritto contro il muro. Sarà una sfida impegnativa per noi piloti e sorpassare non sarà facile”.

Nonostante il calendario preveda una sequenza serrata di tracciati cittadini ed esigenti, il britannico mantiene un approccio fiducioso sul rendimento complessivo della squadra: “Non credo che come squadra siamo sotto minaccia. Sarà molto interessante vedere cosa succederà quando porteremo i nostri aggiornamenti. In ogni gara cerchiamo tutti di dare il massimo per vincere e se fai un lavoro migliore degli altri ti metti nella posizione ideale. Nelle ultime due gare siamo finiti entrambi sul podio, un risultato che non ci aspettavamo considerando a che punto siamo con il ciclo degli aggiornamenti”.

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