F1 GP Spagna | Hamilton: “Con Charles discussione a quattr’occhi: vogliamo il bene della Ferrari”
"Siamo stati onesti l'uno con l'altro. Ho parlato con Fred lunedì e abbiamo chiarito la situazione", ha detto Lewis

da Madrid, Spagna
Giovedì dedicato alle conferenze stampa anche sul nuovo tracciato del Madring. Lewis Hamilton si è presentato parlando di come il filming day svolto su questa pista non rappresenti nulla di significativo in termini di dati raccolti. La discussione con i giornalisti presenti si è poi inevitabilmente spostata sul contatto con Leclerc alla Prima Variante di Monza, e il sette volte campione del mondo ha parlato chiaramente di come sia arrivato il chiarimento tra i due, sottolineando l’onestà di entrambi e di come il bene primario sia quello della Scuderia.
Il britannico, incalzato dai media, ha parlato anche delle regole interne alla Ferrari e che verranno certamente discusse nel prossimo futuro.
“Credo non ci dia quasi nessun vantaggio – ha spiegato Hamilton analizzando il lavoro svolto sul nuovo circuito di Madrid durante il filming day -. C’era tantissima polvere ed eravamo a zero grip. Non puoi modificare la macchina perché non è un test, erano riprese per un filming day. In molte curve non andavamo nemmeno a tavoletta, avevamo poca potenza e poca aderenza. L’unico beneficio è stato vedere in che direzione va la pista, ma sinceramente non penso ci dia alcun vantaggio”.
Sull’utilità del simulatore per imparare un nuovo layout cittadino, il britannico ha aggiunto: “Non penso che tolga qualcosa alle emozioni, ti aiuta a prepararti. Sono grato per le simulazioni, riducono decisamente la curva di apprendimento in modo considerevole”.
Il chiarimento con Leclerc e la maturità del rapporto
Sulle tensioni vissute nell’ultimo appuntamento e sul contatto con il compagno di squadra, Hamilton ha espresso apprezzamento per l’onestà dimostrata da Leclerc nell’assumersi la responsabilità della manovra alla Prima Variante: “La cosa fantastica è che nessuno dei due si è tirato indietro di fronte a un chiarimento. Ci siamo seduti a quattr’occhi, io e lui, e ne abbiamo parlato in modo aperto e onesto. Abbiamo chiuso la questione e possiamo andare avanti. Questo dimostra la sua maturità ed è qualcosa di sano. È un rapporto che abbiamo costruito nel tempo. Ci saranno frustrazioni e momenti in cui saremo vicini in pista, perché abbiamo un passo molto simile, vogliamo vincere entrambi allo stesso modo e vogliamo fare il bene del team”.
In merito all’attenzione mediatica focalizzata sulle dinamiche interne alla Scuderia di Maranello rispetto ad altri team di vertice, il sette volte iridato ha smorzato i toni: “Basta guardare la storia di questo sport. È già successo in passato, quindi non è niente di grave”.
La gestione di squadra e la riorganizzazione delle procedure
Oltre al confronto diretto tra i piloti, gli ultimi problemi operativi in qualifica e le incomprensioni in pista hanno spinto la squadra a un’analisi interna. Hamilton ha confermato i colloqui avuti con i vertici del team all’inizio della settimana: “È stato davvero positivo. Ho parlato con Fred lunedì e abbiamo chiarito la situazione. È naturale avere opinioni diverse, ma alla fine ci riuniamo e troviamo il modo di andare avanti. È questo il lato positivo di dove siamo arrivati negli ultimi 15 mesi: siamo arrivati a un punto in cui abbiamo un’ottima comunicazione interna. E lo stesso vale per me e Charles”.
Sollecitato sul tema delle regole d’ingaggio e sulle possibili modifiche procedurali per evitare contatti futuri, Hamilton ha precisato di non aver ancora affrontato direttamente l’argomento nei dettagli: “In questo momento sto solo cercando di concentrarmi per avere un weekend migliore questo fine settimana. Sono sicuro che a un certo punto discuteremo di come possiamo migliorare, ma non abbiamo avuto molto tempo, non si possono cambiare le cose in due giorni”.
Il pilota inglese ha poi spiegato come l’ottimizzazione della comunicazione interna e delle routine del box richieda un lavoro strutturato e graduale: “Penso che sia un processo a più lungo termine. Non è qualcosa che si può cambiare da un weekend all’altro. Ci sono tantissime parti in movimento, c’è tanta gente, c’è una cultura radicata da molto tempo e muovere pezzi grandi non è così facile. Facciamo un passo alla volta: si parte dal parlarne e dalla consapevolezza dei problemi, che internamente c’è. Poi si tratta di trovare le soluzioni insieme. Non succede dall’oggi al domani. Probabilmente proveremo cose che ancora non andranno bene, ma alla fine arriveremo dove dobbiamo”.
Assetto, rivali e prospettive mondiali per la Ferrari
Dal punto di vista tecnico, il tracciato del Madring rappresenta un banco di prova impegnativo per le sospensioni e la sensibilità della vettura. Hamilton confida nel lavoro preventivo svolto a Maranello pur evidenziando l’elevata difficoltà della pista: “I ragazzi svolgono un ottimo lavoro al simulatore in questa squadra, quindi spesso arriviamo in pista con una macchina già a buon punto. È molto sensibile alle modifiche e bisogna tenere conto del vento, della temperatura dell’asfalto, del grip della pista che cresce costantemente, delle temperature delle gomme”.
“Penso che avremo una buona base di partenza. Ci sono alcune similitudini con curve come quelle di Montreal, dove la Mercedes era molto veloce, anche se lì c’erano molti più rettilinei. È un circuito estremamente impegnativo: tra tutte le nuove piste in cui sono stato, questa e forse Jeddah sono le due più difficili per prendere confidenza con la macchina e trovare le traiettorie giuste”.
Sulle gerarchie del campionato e sulle possibilità di rincorsa al titolo, il britannico ha fatto il punto con il soluto pragmatismo: “Matematicamente la vittoria del campionato è ancora possibile, ma è il distacco più grande che veda da un sacco di tempo. La Mercedes è leader, è molto avanti e sta facendo un lavoro fantastico. Penso che dovremmo solo concentrarci nel dare il massimo ogni weekend, è tutto ciò che possiamo fare”.
Respingendo la richiesta di indicazioni di squadra a proprio favore per la classifica piloti, Hamilton ha concluso ponendo l’accento sul rendimento collettivo e sui margini di miglioramento del pacchetto: “In realtà non è quello che sto chiedendo. Si tratta solo di assicurarci di eseguire tutto al meglio per ottenere il miglior risultato per la squadra, invece di darci fastidio a vicenda e finire quarti e quinti. Lavorando insieme si può conquistare un podio e portare a casa più punti. Guardando all’ultima gara, la Mercedes era più veloce di sei decimi al giro solo sui rettilinei; sulla maggior parte delle altre piste perdiamo tre o quattro decimi nei rettilinei”.
“Abbiamo fatto un ottimo lavoro considerando questo deficit, continuiamo a migliorare la macchina e abbiamo aggiornato il motore. Sapevamo che l’ultimo aggiornamento non sarebbe stato la bacchetta magica per azzerare il divario, ma è positivo vedere che facciamo continui passi avanti. Loro sono molto veloci e non è facile. La nostra priorità deve essere fare il massimo ed eseguire ogni weekend in modo perfetto. Ci saranno fine settimana in cui saranno eccezionali e altri in cui magari commetteranno errori: finché restiamo costanti e ottimizziamo le nostre prestazioni, potremo cogliere le occasioni giuste per sfruttare i loro punti deboli”.
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