F1 | GP d’Italia: l’analisi delle qualifiche

Valtteri Bottas prenderà il via della sprint qualifying dalla prima casella, con Lewis Hamilton al suo fianco in prima fila

F1 | GP d’Italia: l’analisi delle qualifiche

Nel tempio della velocità, sarà una prima fila tutta Mercedes quella che aprirà la griglia di partenza della seconda sprint qualifying della stagione, il nuovo format voluto dalla Formula 1 per aggiungere un ulteriore appuntamento al weekend di gara. A prendersi la soddisfazione di aver segnato il tempo più rapido è stato Valtteri Bottas, il quale tuttavia non si è potuto fregiare del titolo di poleman, in quanto quest’ultimo andrà al pilota che scatterà dalla prima casella nella corsa di domenica, dove sicuramente non ci sarà il finlandese, che dovrà scontare una penalità per la sostituzione in via precauzionale della Power Unit partendo dal fondo.

“La pole position è fantastica e mi sono davvero divertito e goduto là fuori. È stato un giro bellissimo, che sono riuscito a tenere per la fine. Mi sentivo rilassato in macchina e sono contento del nostro lavoro come squadra. La macchina è andata bene tutto il giorno, le nostre prestazioni sono state migliori di quanto ci aspettassimo, soprattutto quando si guarda al divario con la Red Bull. Speriamo che sia simile sul ritmo di gara a nostro favore” – ha spiegato Valtteri, il quale ha bloccato il cronometro sul tempo di 1:19.555 grazie ad un giro estremamente pulito senza sbavature, in cui è riuscito a fare la differenza sul compagno di squadre nell’interpretazione della prima chicane della Lesmo due, sfruttando una leggera scia sui rettilinei che gli era mancata nel primo run, tanto da permettergli di abbassare il suo tempo di oltre sette decimi -. “So che partirò dal fondo domenica con il cambio di Power Unit, ma il focus è su domani e cercare di estrarre più punti possibili. Sappiamo che domenica sarà difficile, ma il nostro ritmo è buono e sono sicuro che possiamo fare bene”, ha poi aggiunto il portacolori della Mercedes, che in entrambi i tentativi aveva cercato di offrire anche la scia al suo compagno di casacca, il quale prenderà il via della sprint qualifying proprio al suo fianco. Una seconda posizione comunque positiva per Lewis Hamilton nonostante qualche difficoltà dal punto di vista del bilanciamento sul giro secco, ma domani avrà l’opportunità di conquistare punti vitali per la classifica, in particolar modo se il team di Brackley decidesse di giocare di squadra: “Per prima cosa, voglio congratularmi con Valtteri, è stato davvero un mega giro e lui è stato semplicemente più veloce. Da parte mia, ho lottato un po’ nell’ultima sessione per qualche motivo, quindi non è stata la migliore qualifica per me. Ma in generale, era vicino tra tutti noi e sono felice di avere una prima fila tutta Mercedes. Dobbiamo iniziare bene domani e cercare di massimizzare le opportunità. Ci sono stati molti punti persi quest’anno, quindi ogni punto conta davvero e dobbiamo cercare di capitalizzare durante questi weekend”, ha dichiarato l’inglese in merito alla sua prestazione, a cui è mancato circa un decimo di secondo per riuscire a conquistare quella posizione che gli avrebbe permesso di partire davanti a tutti. Piccole le discrepanze a livello di assetto tra i due, con Bottas che aveva deciso di mantenere il gurney flap sull’ala posteriore in vista delle qualifiche, opzione scartata da Hamilton dopo averla provata nell’unica sessione di libere del venerdì. Mercedes che comunque ha optato per un’ala leggermente più carica rispetto a quella dei propri avversari più diretti, elemento che ha contribuito ad alimentare quel minimo effetto clipping al termine dei rettilinei (come in altre occasioni in questa stagione in tracciati con continui allunghi), che invece non hanno riscontrato le due Red Bull, con e senza scia.

Dietro alle due W12 il vuoto, perché la prima vettura alle spalle delle Mercedes è quella di Max Verstappen, tuttavia staccata di oltre quattro decimi dal battistrada. Sin dall’inizio della prima sessione di libere, i due piloti della Red Bull avevano evidenziato un comportamento poco soddisfacente della RB16B, riportando delle difficoltà nella fase di rotazione e di trazione nelle curve più lente, come la chicane iniziale. Problemi che si sono in parte ripresentati anche in qualifica, accumulando la maggior parte del distacco proprio in questi frangenti, così come nelle curve di Lesmo, mentre sono riusciti a difendersi bene sui rettilinei principali grazie ad un buon gioco di strategia, per il quale si è dovuto però sacrificare Sergio Perez. Un male necessario, ma fondamentale considerando che anche le due McLaren avrebbero potuto rappresentare una minaccia importante: “Non è stata la migliore sessione di qualifiche, ma penso che per noi questa pista sarà sempre difficile. Abbiamo faticato più di quanto volevamo in FP1, ma penso che abbiamo recuperato abbastanza bene durante le qualifiche. Sono contento del terzo posto e non sarebbe stato realistico sperare di più. Penso che per la gara sprint forse potremmo essere più vicini, ma non si sa mai da queste parti, quindi ovviamente cercheremo di mantenere la pressione. Per noi sarà più difficile qui con i lunghi rettilinei”, ha spiegato l’olandese al termine delle qualifiche, il quale su una pista da staccate ed ingressi al limite ha sentito la mancanza di una vettura ben bilanciata e, più in particolare, di un’anteriore che gli garantisse quella precisione per attaccare come avrebbe voluto.

Alle sue spalle ci saranno le due MCL35M, staccate di pochissimi millesimi, a dimostrazione che quest’ultime fossero una minaccia concreta e non solo uno spauracchio. La squadra di Woking ha dimostrato di trovarsi subito a proprio agio sui numerosi allunghi del tracciato brianzolo, esaltata dalle caratteristiche aerodinamiche di efficienza della propria vettura e da una Power Unit che ha saputo dare il meglio di sé, tanto da staccare in maniera netta quelli che avrebbero dovuto essere i competitor più accreditati della midfield. Solamente un piccolo errore da parte di Lando Norris nell’impostazione della Variante della Roggia aveva privato la McLaren della soddisfazione di mettersi alle spalle entrambe le Red Bull, anche se la quarta posizione è comunque un ottimo punto di partenza, soprattutto tenendo a mente che anche l’altro alfiere del team inglese, Daniel Ricciardo, si è dimostrato estremamente competitivo dopo qualche appuntamento sottotono: “Sono soddisfatto di oggi. Siamo tornati in una posizione molto migliore dopo lo scorso fine settimana in Olanda, e sembriamo molto più competitivi. Penso che sia l’inizio perfetto per il fine settimana. C’era la possibilità di essere P3 se avessi messo il giro insieme, ma un piccolo errore, credo, ci è costato molto. È un po’ un peccato che mi sia sfuggito, ma il quarto posto ci mette ancora in una posizione molto buona rispetto a noi avversari per questo fine settimana e per il campionato”, ha dichiarato Norris dopo la bandiera a scacchi, mostrando un po’ di rammarico per quella è sì in parte un’occasione mancata, ma allo stesso tempo una chance concreta di portare a casa punti importanti nel resto del weekend.

Se la top five è riuscita a mantenersi sotto il mezzo secondo di distacco dalla vetta, dal sesto posto i poi i distacchi aumentano, a partire da Pierre Gasly, lontano oltre sette decimi da Valtteri Bottas. Al di là del gap, il francese ha molto di cui essere contento dopo la sua prestazione odierna, la quale gli ha permesso di centrare per la decima volta in stagione un piazzamento nelle prime tre file, un risultato straordinario che testimonia il buon lavoro della squadra italiana. Rispetto agli altri appuntamenti, tuttavia, è mancata quella velocità pura sui lunghi rettilinei che spesso nel corso del campionato l’avevano distinta dalla concorrenza, in particolare nella parte conclusiva degli allunghi, nonostante il francese in entrambe le occasioni fosse riuscito ad assicurarsi una buona scia: questo, molto probabilmente, è figlio di una scelta a livello di set-up su un’ala leggermente più carica in vista della corsa e della performance in cura. A colorare di rosso la quarta fila, invece, ci saranno le due Ferrari di Carlos Sainz e Charles Leclerc, alle prese con una pista che non si è dimostrata a loro favorevole. Come ha spiegato Mattia Binotto nelle interviste, alla SF21 manca quella ventina di cavalli per essere alla pari della concorrenza, il cui effetto si amplia su un tracciato dalle caratteristiche estremamente rapide come quelle di Monza. Una passivo in termini di velocità massima ben evidenziato anche dalla telemetria, come si evince dal confronto con la McLaren, anche se nel confronto con concorrenti diretti, come la AT02 di Gasly, la monoposto di Maranello non ha dato il meglio di sé anche in alcune curve, in particolare alle due Lesmo e all’ingresso della Parabolica.

“Credo che oggi abbiamo mostrato un buon progresso rispetto alla scorsa stagione portando entrambe le vetture in Q3. Ovviamente, per i tifosi, ci sarebbe piaciuto essere più avanti sullo schieramento ma direi che abbiamo estratto tutto il potenziale dalla SF21. In Q3 sono stato in grado di mettere insieme un buon giro che mi è valso la settima piazza. Nel complesso è stata una sessione solida, che ci ha dato una posizione di partenza dignitosa per domani che ci permette di andare all’attacco sia nella Sprint Qualifying che nella gara di domenica”, ha spiegato Carlos Sainz, settimo sulla griglia di partenza. Peggio è andata al suo compagno di casacca, Charles Leclerc, il quale sin dalla Q1 aveva dovuto combattere contro un problema nella gestione elettronica del freno motore, il quale aveva causato un comportamento instabile e incostante della monoposto, in particolare in frenata e a centro curva: un inconveniente che i tecnici avevano cercato di risolvere tra la prima e la seconda manche, limitando per quanto più possibile gli effetti negativi. In effetti, con il progredire della sessione la situazione sembrava essere leggere migliorata, per quanto in realtà il problema non fosse stato del tutto risolto, ma solo attenuato. Tra la prima sessione di libere e la qualifica, la squadra diretta da Mattia Binotto ha deciso di apportare anche alcune modifiche aerodinamiche, optando per un cofano motore più ampio nella parte conclusiva per smaltire il calore, soprattutto in previsione della corsa, dove rimanendo a lungo nel traffico potrebbero ripresentarsi quei piccoli fastidi che erano stati riscontrati in Austria.

Ad aprire la quinta fila ci sarà Sergio Perez, suo malgrado vittima della decisione di giocare completamente a favore del compagno di squadra per garantirgli la scia in entrambi i tentativi, al contrario del messicano, che nell’ultimo run aveva dovuto affrontare il giro in solitaria davanti al gruppo. Un gioco che al pilota di Guadalajara è costato quantomeno 5km/h su ogni allungo, anche se ciò non spiega completamente i sei decimi di distacco rimediati Verstappen, i quali diventano più realisti aggiungendo le difficoltà di Perez nell’individuare un’interpretazione che gli consentisse di essere altrettanto efficace alla Parabolica. Chi ha esaltato il pubblico sugli spalti è stato Antonio Giovinazzi, il quale per la seconda volta consecutiva è riuscito a portare l’Alfa Romeo in Q3, centrando un altro risultato di alto prestigio date le potenzialità della vettura: sfortunatamente, in Q3 nell’ultima manche ha pagato la possibilità di effettuare un solo tentativo, in quanto un set di pneumatici a banda rossa era già stato ampiamente sfruttato durante le prove del primo pomeriggio.

Chi ha mancato l’accesso alla top ten è stato Sebastian Vettel, undicesimo sul tabellone dei tempi, ma fuori dall’ultima manche per una questione di centesimi. Durante la prima sessione di libere, il tedesco si era ben comportato, evidenziando tuttavia qualche difficoltà nella fase di frenata ed inserimento a causa di un posteriore non del tutto stabile; problemi che si erano attenuati grazie alle correzioni apportate a livello di set-up prima delle qualifiche, lasciando il quattro volte campione del mondo soddisfatto della sua prestazione globale: “È stato molto impegnativo in pista con tutti i piloti che cercavano di trovare un traino e alla fine abbiamo mancato la Q3 per tre centesimi. Sono contento del mio giro in Q2: è stato un buon giro, ma avrebbe potuto essere un po’ più pulito nel settore centrale. È un peccato perdere la Q3 per un piccolo margine, ma credo ancora che possiamo recuperare terreno domani per essere in una posizione più forte per domenica, quando conta di più”, ha spiegato Vettel nelle interviste, anche se il classico vantaggio di partire undicesimi per differenziare la strategia, non sarà equiparabile a quello di altri appuntamenti, per cui nella sprint qualifying dovrà dare il massimo per recuperare qualche posizione. Al suo fianco ci sarà il suo compagno di squadra, Lance Stroll, a cui è mancato qualcosa in termini di velocità di percorrenza in due delle staccate più impegnative con ingressi piuttosto rapidi, come quella dell’Ascari e della Parabolica. Una sessione spinosa anche per l’Alpine, che non è riuscita a ripetere la bella qualifica di Zandvoort data l’eliminazione di entrambe le vetture nella seconda manche: Fernando Alonso è forse quello che ha qualcosa in più da recriminare, perché nel primo tentativo aveva vanificato con un lungo in curva uno quanto era stato in grado di trarre alla doppia scia delle due Red Bull sul rettilineo principale, perdendo così uno dei due run a disposizione. “Non abbiamo avuto molti giri oggi con il formato più breve, ma alla fine non siamo riusciti a trovare il ritmo. Siamo arrivati in Q2, ma poi il mio primo giro in quella sessione non è stato ideale perché ho bloccato le gomme anteriori alla prima curva. Questo significa che ho avuto solo un giro cronometrato”, ha spiegato lo spagnolo, con una A521 capace di esaltarsi sugli allunghi ma sofferente nell’inserimento e nella velocità di percorrenza di tutti i curvoni più rapidi del tracciato.

Sarà quindi una sesta fila targata completamente di azzurro, simile a quello della vettura che partirà alle loro spalle, ovvero quella di George Russell, ritornato alla realtà dopo due weekend consecutivi in cui il britannico aveva saputo esaltare i punti di forza della propria monoposto su tracciati più favorevoli alle caratteristiche della FW43B rispetto a quello italiano. Una Q2 a metà, perché il pilota inglese in realtà era stato inizialmente eliminato al termine della prima, per poi vedersi riammesso solo a seguito dell’annullamento del crono di Yuki Tusnoda, reo di essere andato oltre la linea bianca che delimita la pista in uscita dalla Parabolica: “Ovviamente sono deluso, ma ormai è andata così. I track limits sono gli stessi per tutti, però è un peccato aver fatto quell’errore. Penso che la Quali Sprint di domani sarà difficile, perché avremo un trenino di vetture in zona DRS e sarà difficile sorpassare. Cercherò di fare del mio meglio per farmi strada. Penso che domani sarà importante fare una buona partenza fuori traiettoria e al tempo stesso sarà la migliore opportunità per sorpassare, ha dichiarato il giovane giapponese dell’AlphaTauri. A concludere lo schieramento ci saranno le due Haas, divise tra Robert Kubica, ancora una volta al volante dell’Alfa Romeo a seguito dell’impossibilità di Kimi Raikkonen di prendere parte all’evento per motivi sanitari. Nikita Mazepin era stato suo malgrado protagonista di un impeding proprio nei confronti del polacco ma, a seguito di un’udienza approfondita, i commissari avevano stabilito che il russo avesse fatto quanto possibile per evitare di arrecare danno agli avversari nonostante il traffico.

La lotta per la pole

Sulla pista brianzola non vi è stato nulla da fare per i contendenti, che hanno dovuto assistere da lontano al duello interno tra le due Mercedes nella lotta alla pole position. Dopo un primo tentativo in cui non aveva potuto godere di alcuna scia, Bottas era certo che se nel secondo run avesse potuto beneficiare dell’effetto aerodinamico favorevole, allora vi sarebbe stata l’opporunità concreta di poter puntare ad un buon risultato togliendo ben più di qualche decimo dal proprio crono, così come si è poi verificato sul finale grazie anche ai 5km/h in più di media sui lunghi rettilinei. Un miglioramento di quasi sette decimi, tuttavia, era forse inaspettato, ben oltre le più rosee previsioni.

Nel primo settore, Hamilton e Bottas si erano sostanzialmente equivalsi, con l’interpretazione della prima chicane come vera unica differenza nel settore di apertura. Hamilton aveva optato per un attacco di curva uno piuttosto aggressivo, cercando di portare tanta velocità in ingresso, il che aveva contribuito a ritardare il cambio di direzione e, di conseguenza, a adottare un’impostazione di curva meno redditizia in curva due che lo aveva costretto a tornare per un periodo prolungato sul freno. Al contrario, Bottas si era mantenuto più dolce nella prima parte della chicane, in modo da poter anticipare leggermente il cambio di direzione e trarne i benefici in uscita: andando ad osservare il confronto, infatti, è possibile notare come il finlandese in fase di trazione potesse contare su un minor angolo volante e una vettura più dritta, potendo così far maggior affidamento sugli pneumatici, mentre l’inglese era ancora impegnato nel chiudere la curva, accentuando la fase di rotazione. Un dettaglio che aveva penalizzato il sette volte campione del mondo, riducendo l’impronta a terra delle coperture nel momento in cui avrebbe dovuto andare sull’acceleratore, tanto da portarlo al rilevamento del primo intertempo in ritardo di circa mezzo decimo.

Il secondo settore si era aperto con la Variante della Roggia, dove il britannico aveva tentato nuovamente di fare la differenza portando tanta velocità nella prima parte della chicane grazie ad una staccata ritardata, nonostante una leggera correzione in uscita dovuta ad un violento passaggio sul cordolo che aveva brevemente destabilizzato la monoposto. Nella prima delle due Lesmo, Lewis era stato in grado di imporre un’altra volta il proprio sigillo, parzializzando l’acceleratore solo sino al 30%, al contrario del compagno di casacca, il quale aveva completamente alzato il piede dal pedale. Se la prima delle due Lesmo era andata a favore del sette volte campione del mondo, tuttavia lo stesso non si poteva dire per la seconda, dove Hamilton aveva dovuto gestire una leggera perdita del retrotreno, mancando quello spunto ideale in percorrenza e in uscita che sarebbe stato fondamentale per l’allungo successivo, interpretato alla perfezione da Bottas, il quale era così riuscito ad incrementare il suo vantaggio virtuale intorno al decimo e mezzo.

Con un distacco piuttosto importante da ricucire, Hamilton aveva tentato di fare la differenza all’ingresso dell’Ascari ritardando il più possibile il punto di frenata per portare maggiore velocità nella sequenza, senza tuttavia sacrificare l’avantreno nel rapido cambio di direzione. Elementi che avevano consentito al sette volte campione del mondo di ridurre leggermente il distacco non solo nelle curve otto, nove e dieci, ma anche sul rettilineo successivo, in quanto era riuscito a portare con sé quel piccolo vantaggio in uscita dal tratto, in attesa di percorrere il tratto che avrebbe deciso le sorti della qualifica, ovvero quello della Parabolica. Nella curva recentemente intitolata a Michele Alboreto, i due contendenti avevano optato per approcci differenti, ravvisabili già dall’impostazione, in cui Bottas si era mantenuto completamente a sinistra, vicino al limite della pista, mentre il suo compagno di squadra aveva scelto per una linea leggermente più centrale. La differenza più rilevante, tuttavia, la si era riscontrata a metà curva, quando Valtteri aveva forzato la frenata per poi lasciare scorrere la monoposto sfruttando completamente la via di fuga esterna, in modo da mantenere una velocità minima di percorrenza più elevata, fattore che gli aveva oltretutto permesso di anticipare l’inserimento della settimana marcia prima di lanciarsi sul rettilineo conclusivo.

Al contrario, Hamilton si era sempre mantenuto in quelli che erano i “vecchi” limiti della pista, arrivando solamente a toccare la linea bianca, il che gli aveva sì imposto una velocità mimina più bassa, ma anche di percorrere una distanza ridotta, tanto da equiparare di due approcci in termini complessivi. A dividere i due portacolori della Mercedes sulla linea del traguardo erano stati solo 96 millesimi, abbastanza per consegnare al finlandese la sua seconda “pole” stagionale.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Gran Premi

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati