F1 | Alpine, Colapinto dà la colpa al regolamento per l’incidente di Bearman in Giappone
"Spero che questi problemi vengano risolti al più presto, sono felice che Ollie stia bene", ha detto l'argentino
Una Suzuka tutto sommato positiva per l’Alpine, anche se gli avvenimenti accaduti tra Colapinto e Bearman hanno messo un po’ di ombre anche sul team francese e sulla gestione energetica, tipico, purtroppo, di una Formula 1 che sta ancora cercando di digerire le complessità dei nuovi regolamenti tecnici. Se da un lato del garage Pierre Gasly festeggia un settimo posto solido, frutto di una difesa importante nei confronti di Verstappen, dall’altro l’argentino si ritrova a gestire le scorie di una domenica frustrante: oltre a un risultato sportivo condizionato dalla sfortuna, è finito nell’occhio del ciclone mediatico a causa del violento incidente che ha visto protagonista Oliver Bearman.
Il tracciato di Suzuka, con le sue sequenze di curve veloci e i punti di frenata ridotti, ha messo ancora una volta a nudo le criticità della gestione energetica delle attuali monoposto. In un contesto dove il “clipping” e le fasi di recupero energia (harvesting) possono creare differenze di velocità vertiginose nello spazio di pochi metri, l’Alpine ha mostrato una base tecnica incoraggiante, ma ha anche pagato il prezzo di un regolamento che non perdona la minima sfasatura temporale.
La resistenza di Pierre Gasly: un settimo posto di sostanza
Per Pierre Gasly il fine settimana giapponese si è concluso esattamente come era iniziato: in settima posizione. Partito con un set di gomme medie nuove, il francese ha gestito con intelligenza la prima metà di gara, costruendo un margine di sicurezza fondamentale sugli inseguitori. La neutralizzazione causata dalla Safety Car ha però azzerato i distacchi, trasformando gli ultimi venticinque giri in una vera prova di nervi. Gasly si è ritrovato a dover respingere gli assalti di un Max Verstappen infuriato e deciso a rimontare, dando vita a uno dei duelli più intensi del pomeriggio nipponico.
Il pilota francese ha analizzato la sua prestazione sottolineando l’importanza della gestione dei momenti chiave: “È stata una domenica vissuta con il fiato sospeso dal primo all’ultimo chilometro e sono davvero soddisfatto di aver portato a casa la settima piazza e punti pesanti per la nostra classifica. Il team ha operato in modo eccellente, gestendo la corsa con grande lucidità in quelle che si sono rivelate due fasi distinte, separate dall’ingresso della vettura di sicurezza. Considerando l’andamento movimentato di questa stagione, avevamo messo in conto che prima o poi avremmo visto una bandiera gialla o una neutralizzazione”.
“Nella parte iniziale del Gran Premio il mio ritmo era ottimo e stavo scavando un solco importante tra me e le vetture che mi seguivano. Tuttavia, dopo la ripartenza, mi sono ritrovato con gli specchietti pieni della Red Bull di Max, che mi ha messo sotto una pressione costante per venticinque giri filati. Difendere la posizione contro un quattro volte campione del mondo non è mai un compito banale, quindi sono orgoglioso di non aver commesso errori e di aver protetto il risultato. Questo fine settimana ci regala sensazioni positive: la nostra macchina ha una base tecnica solida e non siamo così distanti dai top team che ci precedono. Dobbiamo restare focalizzati e continuare a spingere per colmare quel gap che ancora ci separa dai migliori”.
Il “giallo” di Spoon: la sfortuna e le accuse a Colapinto
Se Gasly sorride, il pomeriggio di Franco Colapinto ha assunto i contorni di un incubo. Partito dalla quindicesima posizione, l’argentino aveva iniziato bene la sua risalita, entrando in lotta per la zona punti. La sua gara è però cambiata drasticamente alla curva Spoon, dove si è trovato al centro dell’episodio più discusso del weekend: l’incidente di Oliver Bearman.
A causa della modalità di harvesting attivata automaticamente dalla centralina della sua Alpine per recuperare energia, Colapinto ha subito un rallentamento improvviso proprio mentre Bearman, alle sue spalle, stava utilizzando il boost elettrico. La differenza di velocità, stimata intorno ai 50 km/h, ha costretto il pilota della Haas a una manovra disperata terminata con un impatto da 50G contro le barriere. Nonostante la FIA abbia confermato che si è trattato di una conseguenza dei regolamenti energetici e non di una colpa del pilota, Colapinto è stato bersagliato sui social media da critiche feroci.
Il pilota argentino ha espresso tutta la sua amarezza per una domenica che lo ha visto spettatore impotente di eventi fuori dal suo controllo: “Oggi la gara è stata infinitamente lunga e carica di frustrazione, passata quasi interamente a osservare l’ala posteriore della macchina davanti senza possibilità di replica. Eppure il via era stato eccellente, avevamo recuperato subito terreno e ci trovavamo nel pieno della battaglia per i punti, in scia alle Racing Bulls. Abbiamo cercato di reagire strategicamente rientrando ai box per coprire la mossa di Ollie Bearman e per qualche giro siamo rimasti davanti a lui”.
“Poi, improvvisamente, l’ho visto scartare e finire sull’erba alla curva Spoon in modo violentissimo. Rivedendo i video dopo il traguardo, è evidente che ci fosse una disparità di velocità spaventosa tra noi, un difetto strutturale di queste regole che spero venga risolto, e sono solo felice che lui stia bene. L’uscita della Safety Car subito dopo è stata la mazzata finale per la mia gara, facendoci perdere diverse posizioni proprio nel momento peggiore. È un vero peccato, perché prima del caos eravamo nel gruppo con Liam Lawson e altri piloti che alla fine sono riusciti a chiudere a punti. Dobbiamo assolutamente migliorare la nostra performance del sabato per non trovarci più in mezzo a queste situazioni. Adesso sfrutteremo la pausa per lavorare duramente a Enstone e presentarci a Miami con un altro piglio”.
La difesa del management contro l'”odio ingiustificato”
Di fronte alla valanga di insulti e commenti negativi piovuti sull’argentino, il suo team di gestione, Bullet Sports Management, è intervenuto con fermezza su X (ex Twitter). La nota sottolinea come Colapinto sia una vittima tanto quanto Bearman di un regolamento che crea situazioni di pericolo artificiali.
Il comunicato ufficiale del management recita: “Si è trattato di una domenica da archiviare in fretta. Franco è stato penalizzato pesantemente dal tempismo della Safety Car, che ha di fatto annullato ogni sua chance di competere per la zona punti. Non possiamo però restare in silenzio riguardo all’incidente che ha coinvolto Ollie Bearman, una dinamica in cui Franco non ha assolutamente alcuna responsabilità. Come già ribadito dalla stessa FIA nel suo comunicato, quanto accaduto è una diretta conseguenza delle attuali normative sulla gestione dell’energia”.
“Nonostante l’evidenza dei fatti, Franco sta subendo un’ondata di critiche e di odio del tutto ingiustificati attraverso i canali social. Chiediamo a tutti i veri appassionati di dimostrargli l’affetto e il supporto che un giovane talento merita in momenti come questo. Nonostante gli insulti e i commenti negativi che sta ricevendo, ci teniamo a rassicurare tutti: Franco è circondato dalle persone giuste ed è molto più forte di quanto si possa immaginare. Non lasceremo che questo genere di attacchi lo scalfisca. Invitiamo i tifosi a non sprecare energie con chi semina odio, ma a concentrarsi esclusivamente sul sostenere il suo percorso di crescita”.
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