F1 | Giancarlo Minardi bacchetta la FIA sul caso DAS – Mercedes

Sul sistema ha aggiunto: "Sono convinto che il DAS sia uno specchietto per le allodole"

Minardi ha commentato la situazione DAS, sottolineando come Mercedes potrebbe sfruttare al massimo questa improvvisa attenzione verso il sistema presentato a Barcellona
F1 | Giancarlo Minardi bacchetta la FIA sul caso DAS – Mercedes

Tramite le colonne del proprio sito ufficiale, Giancarlo Minardi ha espresso una valutazione sulle discussioni riguardanti il nuovo sistema DAS (Dual Axis Steering), sottolineando come meccanismo ideato dalla mercedes sia solo uno “specchietto per le allodole”.

Secondo il Manager faentino, Mercedes sta sfruttando l’attenzione verso il DAS per sviluppare altri particolari sulla propria monoposto, come ad esempio le ruote sterzanti al posteriore. Un concetto di cui già si è discusso nella passata stagione e che potrebbe regalare a Lewis Hamilton e Valtteri Bottas un gran vantaggio, soprattutto in termini cronometrici.

“Sono convinto che il DAS sia uno specchietto per le allodole”, ha dichiarato Giancarlo Minardi. “Tutto il mondo è concentrato a guardare il movimento del volante e le ruote anteriori, ma resto convinto che sia la chiave di volta per innescare qualcosa di più importante, come le ruote sterzanti posteriori.

“Ma c’è di più: la Mercedes non sarebbe l’unica ad aver lavorato in questo senso a partire dalla passata stagione, poiché ci sarebbe anche la Red Bull”, ha proseguito. “Parliamo di un progetto che richiede uno sviluppo di circa 7-8 mesi, portato avanti in parallelo con la FIA che lo ha già dichiarato legale, ma al tempo stesso lo bandisce a partire dal 2021”.

“Ancora una volta la Federazione Internazionale ha dimostrato tutti i suoi limiti nella gestione e approvazione dei regolamenti. Un comportamento che mette in seria discussione la credibilità della Formula 1. Non voglio credere che ci si appigli al discorso sicurezza. Diversamente in F1 tutto diventa pericoloso”, ha concluso.

Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

2 commenti

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati