F1 GP Ungheria | Ferrari: ecco le modifiche all’ala “Macarena” per Budapest
La Scuderia di Maranello continua a spingere per mettere pressione alla Mercedes

da Budapest, Ungheria
Il Gran Premio d’Ungheria è l’ultima tappa mondiale prima della sosta estiva. Sul tracciato magiaro vedremo delle novità importanti su alcune vetture, in particolar modo su Ferrari e McLaren, le quali hanno lavorato in modo diverso sulle ali posteriori. Se il team di Woking si è concentrato su una configurazione diversa di ala rotante reverse, la Ferrari ha modificato la sua già collaudata ala “Macarena”, che vedremo in pista già nelle prove libere del venerdì.
Si tratta di un passaggio che dimostra come il team guidato da Fred Vasseur si stia preparando alla seconda parte di stagione: insieme al motore “ADUO”, l’unità termica ed elettrica evoluta che debutterà a Monza, la Scuderia di Maranello intende giocarsi ogni carta a disposizione per dare quanto più fastidio possibile alla Mercedes nella corsa al titolo.
La ricetta Ferrari per l’Hungaroring: carico aerodinamico e la lezione di Monte Carlo
Per comprendere la direzione presa dai tecnici di Maranello guidati da Loic Serra occorre fare un passo indietro fino al Gran Premio di Monaco dello scorso maggio. In quell’occasione, quasi tutte le squadre avevano affollato la parte posteriore delle proprie vetture con una serie di piccole alette aggiuntive, concepite per generare il massimo livello di carico aerodinamico necessario sui tracciati cittadini molto lenti. La Ferrari era stata l’unica tra le squadre di vertice a non adottare quella specifica configurazione, preferendo puntare sull’efficienza pura della monoposto.
A Budapest la situazione cambia. L’Hungaroring presenta caratteristiche molto simili a quelle di un circuito cittadino, dove la velocità massima in rettilineo conta meno rispetto alla capacità della macchina di rimanere incollata all’asfalto nelle curve strette e tortuose. Per questo motivo la SF-26 si presenta ai box ungheresi con un pacchetto aerodinamico affinato al millimetro.
L’ala Macarena Ferrari versione Budapest – XPB Images
Sopra la struttura dell’ala posteriore sono state aggiunte delle micro-appendici: in parole semplici, si tratta di piccoli profili sagomati che deviano il flusso d’aria verso l’alto. Questo movimento dell’aria, come ci spiegano gli amici di Formula Tecnica, crea una reazione fisica che spinge la parte posteriore della monoposto verso il terreno, aumentando l’aderenza delle gomme in accelerazione e a centro curva.
A differenza di Monte Carlo, dove la Federazione aveva vietato l’utilizzo dell’aerodinamica attiva, a Budapest i piloti potranno azionare i sistemi di ala mobile sui rettilinei. Di conseguenza, i tecnici della Rossa hanno ancorato queste micro-alette esclusivamente alla parte fissa dell’ala posteriore, garantendo il pieno rispetto del regolamento senza ostacolare i meccanismi mobili.
Lavoro di micro-aerodinamica sulla SF-26 e l’incognita del setup
Oltre all’integrazione di questi profili superiori, gli ingegneri di Maranello hanno svolto un lavoro di fino attorno all’appendice centrale che gestisce la rotazione e la flessibilità dell’ala “Macarena”. Piccolissime modifiche geometriche sulle superfici adiacenti permettono di gestire con maggiore precisione la quantità di aria che scorre sotto l’ala, ottimizzando la stabilità della vettura nei rapidi cambi di direzione tipici del secondo settore dell’Hungaroring.
Il particolare dell’ala posteriore Ferrari – Disegno Zander Arcari
Tutti i team rivali, a partire da Mercedes e Red Bull, indicano la Ferrari come la monoposto favorita della vigilia proprio per la straordinaria capacità della SF-26 di generare grip meccanico e stabilità nelle curve a bassa velocità. L’efficacia di questi aggiornamenti dipenderà in modo cruciale dalla messa a punto individuata nelle tre sessioni di prove libere. Con monoposto estremamente sensibili alle variazioni di altezza da terra e alle impostazioni software di erogazione della potenza, trovare la corretta finestra di utilizzo delle gomme e del bilanciamento sarà l’elemento determinante per trasformare il potenziale teorico in tempo sul giro in qualifica.
L’ala sperimentale McLaren in FP1 e la strategia a lungo termine
Se la Ferrari porta in gara aggiornamenti definitivi per la SF-26, la McLaren adotta un approccio differente e più orientato allo studio in prospettiva futura. Esclusivamente durante la prima giornata di prove libere, la scuderia di Woking monterà sulla MCL40 una versione evoluta dell’ala posteriore sperimentale originalmente programmata per il Gran Premio d’Austria.
Si tratta di un’ala rotante con concetto reverse, diversa per forme e principi di funzionamento rispetto a quella impiegata da Maranello. Questa specifica alare non verrà utilizzata né per le qualifiche e la gara dell’Hungaroring né per il successivo appuntamento di Zandvoort. La sua presenza in pista è strettamente confinata alla raccolta di dati telemetrici sul campo, necessari agli ingegneri per verificare se i calcoli svolti nelle gallerie del vento e nei simulatori di Woking corrispondano al comportamento reale della vettura in pista.
L’ala posteriore McLaren vista nel Gran Premio d’Ungheria – XPB Images
La dirigenza della McLaren ha chiarito che questo test non risolverà nell’immediato i limiti di trazione e stabilità della MCL40 nei tratti lenti, ma rappresenta la prima fase di un piano di sviluppo aggressivo che si svilupperà durante la seconda metà della stagione 2026.
Verso la seconda parte di stagione: il piano Ferrari per attaccare il mondiale
Il lavoro svolto a Budapest sulle ali posteriori si inserisce all’interno di una visione strategica più ampia da parte della Ferrari. La sfida alla Mercedes per il mondiale 2026 richiede un ritmo di sviluppo costante sia sul fronte aerodinamico che su quello della power unit.
L’introduzione dei micro-profili sull’ala “Macarena” per il Gran Premio d’Ungheria punta a massimizzare i punti conquistabili su un tracciato amico prima della chiusura estiva delle fabbriche. Subito dopo la ripresa, l’attenzione si sposterà sulle piste veloci, dove la Scuderia intende calare l’asso nella manica: il motore “ADUO”, l’unità motrice aggiornata nell’architettura e nel software di gestione dell’energia, programmata per fare il suo esordio nel Gran Premio di casa a Monza.
La combinazione tra l’affinamento aerodinamico mostrato all’Hungaroring e l’aumento di potenza previsto per l’appuntamento brianzolo dimostra la volontà di Maranello di sfruttare ogni singolo margine regolamentare per mettere sotto pressione la scuderia di Brackley fino all’ultima gara del campionato.
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