F1 GP Ungheria | Mercedes, Russell: “La Ferrari sarà molto competitiva”

"Abbiamo individuato il problema sulla mia macchina, io non ho fatto nulla di sbagliato", ha detto l'inglese

George Russell si presenta al Gran Premio d'Ungheria con l'obbligo di riscattare la battuta d'arresto patita a Spa-Francorchamps, dovuta al ritiro al primo giro dopo il contatto con Lewis Hamilton alla chicane di Les Combes. A complicare l'avvio di gara del britannico avevano contribuito pesanti anomalie nell'erogazione della potenza in rettilineo sulla sua Mercedes W17, difetti che ne avevano compromesso le primissime fasi
F1 GP Ungheria | Mercedes, Russell: “La Ferrari sarà molto competitiva”

da Budapest, Ungheria

George Russell è in cerca di riscatto dopo il disastroso weekend di Spa, conclusosi con un ritiro nel corso del primo giro alla chicane di Les Combes, a seguito di un contatto con il suo ex compagno di squadra, Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes soffre da diverse gare di problemi con la sua W17, in particolar modo non riesce ad erogare potenza sufficiente in rettilineo, un qualcosa che lo ha penalizzato anche sul Kemmel proprio nei primi istanti dopo la partenza del Gran Premio di domenica scorsa.

La battuta d’arresto belga ha allargato a 50 punti il divario in classifica dal compagno di squadra Kimi Antonelli, imponendo un’immediata inversione di marcia sul tracciato dell’Hungaroring prima della sosta estiva.

L’analisi telemetrica a Brackley: errore di calibrazione software

Le indagini condotte nel quartier generale di Brackley all’indomani del weekend belga hanno consentito agli ingegneri della Stella di individuare l’origine esatta dei deficit riscontrati sulla vettura del britannico. La mancanza di potenza non era legata a cedimenti meccanici o all’impostazione di guida del pilota, ma a un’errata taratura dei dati software dedicati alla gestione della carica delle batterie.

“A tre giorni da Spa abbiamo individuato i problemi che ci hanno ostacolato, ed è confortante vedere il duro lavoro svolto in fabbrica per arrivare alla radice della questione – spiega Russell analizzando il lavoro del team -. In sostanza si è trattato di valori a schermo non calibrati in modo corretto. Non c’era un guasto meccanico o un difetto sull’hardware. A Spa l’erogazione non era ottimale lungo il giro e in più abbiamo avuto un’anomalia separata, entrambe riconducibili alla stessa calibrazione errata. Sapendo quali parametri non erano corretti abbiamo potuto riposizionare i valori e ricalibrare i sistemi per riportare la power unit al massimo delle prestazioni. Siamo fiduciosi che i problemi principali siano stati risolti per Budapest”.

Il riscontro della telemetria ha rimosso qualsiasi dubbio relativo all’impatto della tecnica d’impostazione in curva del pilota, azzerando i tentativi di correzione forzata provati durante le sessioni di prova nelle ultime uscite europee.

“È un enorme sollievo sapere che non si trattava di un mio errore o del mio stile di guida. Per diversi giri a Silverstone e durante quasi tutto il weekend di Spa continuavo a pensare a come dover guidare per far andare forte la power unit in rettilineo: come parzializzare l’acceleratore, che marce usare, quanto anticipare il gas. I dati suggerivano che la causa potesse essere la mia tecnica di guida, ma si è rivelato non essere così. Tutto quel lavoro si è rivelato inutile. Ora posso concentrarmi solo sul guidare forte, focalizzandomi sulle cose semplici. So che è così che esprimo il mio potenziale migliore”.

Il contraccolpo emotivo di Spa e il rapporto con il team

I momenti concitati seguiti al ritiro immediato nelle Ardenne avevano evidenziato una forte tensione via radio, dettata dall’amarezza per un’altra occasione mancata nella lotta iridata. L’analisi a freddo dei dati ha ricucito la piena armonia tra il pilota e la squadra.

“Siamo tutti sulla stessa barca – chiarisce Russell -. Sappiamo che quanto accaduto a Spa, e in parte a Silverstone, non è all’altezza degli standard a cui aspiriamo. Non è una critica verso il team: siamo uniti. Quando vieni eliminato al primo giro e ti ritrovi fermo nella via di fuga, le emozioni sono forti. Ma non è mai mancato l’impegno per capire cosa stesse succedendo. Queste vetture e queste power unit sono così complesse che è impossibile controllare ogni singolo micro-parametro: ce ne sono semplicemente troppi”.

“Continuerò a lottare ogni singolo weekend, a prescindere dalla classifica. Affronti la settimana con la volontà di ottenere il massimo, rialzandoti dopo i momenti no. Venivo da un ottimo momento tra Austria e Barcellona dopo il punto più basso di Monaco; spero di poter riprendere da dove avevamo lasciato in Austria”.

Le incognite dell’Hungaroring e la concorrenza della Ferrari

La tappa di Budapest propone un layout tortuoso che riduce l’impatto dei cavalli erogati dal motore, spostando il bilanciamento delle prestazioni sulla precisione d’inserimento del telaio e sull’efficienza aerodinamica ad alto carico. In questo contesto, la Scuderia Ferrari e il compagno Kimi Antonelli rappresentano i rivali diretti da monitorare con la massima attenzione.

“L’Hungaroring è una pista che mi piace, ma sarà un weekend molto impegnativo perché è uno dei tracciati meno sensibili alla potenza del motore. La Ferrari è molto vicina e al momento ha un telaio migliore della power unit, quindi su questo tipo di tracciato ci aspettiamo che siano estremamente competitive. E Kimi sta guidando benissimo in ogni singolo weekend. Non sarà un fine settimana semplice, ma non vedo l’ora di scendere in pista. Il mio approccio non cambia, voglio correre il più possibile e lottare per la vittoria ogni volta che salgo in macchina”.

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