F1 GP Silverstone | Verstappen: “Stesso problema dell’Austria, è una situazione pericolosa”
Max: "Spero che si riesca a sistemare il tutto prima di Spa"

Dopo il podio conquistato in Austria e che in qualche modo gli aveva fatto tornare il sorriso, Max Verstappen è uscito di pista nelle fasi finali del Gran Premio di Gran Bretagna. A Silverstone, il quattro volte campione del mondo è stato tradito ancora una volta dalla sua Red Bull, che proprio come nelle qualifiche di Zeltweg ha avuto, a quanto pare, un problema con la chiusura dell’ala posteriore, e che in questo caso ha mandato nella ghiaia l’olandese alla curva Stowe, celebre per l’incidente del 1999 di Michael Schumacher.
Un fine settimana difficile per Max, il quale però aveva approfittato dei problemi Mercedes per agguantare un podio insperato alle spalle delle due Ferrari, ma l’incidente ha mandato tutto all’aria. Può sorridere a metà Hadjar, quinto e in grado di stare davanti al compagno di squadra in qualifica, ma la regressione della RB22 rispetto all’appuntamento di Zeltweg è stata evidente.
Il bis del difetto strutturale alla curva Stowe
Il cedimento meccanico occorso alla monoposto numero 1 riapre il dibattito sulla sicurezza dei componenti mobili della scuderia di Milton Keynes. La perdita improvvisa di carico aerodinamico in una delle curve più veloci del tracciato inglese ha innescato un testacoda incontrollabile, privando la squadra di punti fondamentali per la rincorsa iridata.
Verstappen ha descritto l’avvenimento focalizzandosi sulla pericolosità della dinamica: “È un problema simile a quello avuto in Austria, ma che può sembrare identico, ovvero l’ala posteriore che non si chiude e perdita di carico aerodinamico. Se succede una volta ok, due volte comincia a diventare pericoloso per me. Non è l’esito che volevamo da questo fine settimana. Fin dall’inizio abbiamo sofferto sul bilanciamento e sulla velocità di punta rispetto alla macchina di Isack”.
“In gara ci siamo comportati bene sulla gomma media, ma abbiamo faticato sul passo una volta passati sulla Hard. Verso la fine eravamo in lotta per il terzo posto, ma abbiamo accusato un problema simile a quello delle qualifiche in Austria. Si è trattato di un guasto diverso all’ala posteriore, che non rimaneva del tutto fissa; questo ci ha fatto perdere molto carico aerodinamico, portandomi al testacoda fuori pista. Spero che le prossime settimane vadano meglio e che si riesca a sistemare tutto prima di Spa”.
La stabilità di Hadjar e i limiti della mescola Hard
Dall’altro lato del garage, la condotta di gara del giovane pilota francese ha permesso di raccogliere dati importanti sulla gestione degli pneumatici, confermando una crescita costante nel confronto diretto con il caposquadra, specialmente sul giro secco del sabato. Il quinto posto finale mitiga il passivo del team, pur evidenziando una cronica mancanza di grip nella parte centrale della corsa.
Hadjar ha riassunto così lo svolgimento dei suoi cinquantadue giri: “Tutto sommato posso ritenermi soddisfatto del risultato. Il quinto posto porta punti importanti alla squadra, anche se sentivo che avremmo potuto ottenere qualcosa in più. Il mio passo all’inizio era buono e abbiamo chiuso forte anche nel finale. Siamo scattati bene al via e nel primo stint sono rimasto vicino a Max. Dopo il pit stop per montare la mescola Hard abbiamo faticato e non riuscivo a trovare il grip necessario per tenere il passo di Lando. Durante la parte centrale di gara mi sono ritrovato in una terra di nessuno, quindi per me è stato un po’ noioso”.
“Abbiamo perso tempo per la sostituzione dell’ala anteriore, ma l’intervento ha riportato il nostro passo sui livelli di inizio gara permettendomi di spingere davvero al massimo. È un peccato non aver potuto disputare quell’ultimo giro: avevo un feeling così buono con la macchina che avrei voluto provarci e attaccare chi mi precedeva. Nel complesso mi sono sentito a mio agio sulla vettura per tutto il weekend e sento di aver preso il pieno controllo del pacchetto, il che è un ottimo segnale in ottica futura”.
L’analisi di Mekies e i piani di intervento per il Belgio
La dirigenza tecnica si trova ora costretta a rivedere i processi di controllo qualità strutturale prima di affrontare la tappa di Spa-Francorchamps, circuito che per via delle sue caratteristiche richiede la massima efficienza del sistema DRS e del bilanciamento complessivo.
Il team principal Laurent Mekies ha tracciato la linea per le prossime settimane di lavoro in fabbrica: “Prima di tutto dobbiamo scusarci con Max. Nelle fases finali della corsa si è sviluppato un problema all’ala posteriore della sua vettura che alla fine lo ha mandato fuori pista. Non è la prima volta che si verifica un episodio del genere; stiamo affrontando la cosa con la massima serietà e metteremo in atto tutto il necessario per assicurarci che non accada mai più. La cosa che conta stasera è che Max stia bene”.
“Guardando alla gara fino a quel momento, il nostro passo era migliore rispetto a qualsiasi altro momento del weekend, con Max e la squadra autori di una corsa solida che ci vedeva saldamente in terza posizione prima dell’incidente. Questo ci avrebbe permesso di chiudere davanti a una Mercedes e a entrambe le McLaren in un fine settimana in cui abbiamo avuto limitazioni piuttosto serie in termini di bilanciamento e performance. Isack ha disputato un weekend solido, con un’ottima qualifica ieri e una gara consistente oggi”.
“Avrebbe voluto di più, ma ci teniamo stretto questo quinto posto. C’è sicuramente molto su cui dobbiamo indagare, dato che le cose sono apparse decisamente più difficili rispetto a una settimana fa in Austria, dove potevamo giocarci la vittoria. Ho piena fiducia nel fatto che la squadra reagirà con grande forza per affrontare sia i problemi di affidabilità che di prestazione che ci hanno impedito di estrarre il massimo dal nostro pacchetto questo weekend”.
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