Formula 1 | Aston Martin e la power unit Honda aggiornata: circa 30 cavalli in più di potenza?

Queste le stime dopo il filming day all'Hungaroring: c'è attesa per Zandvoort

Il Gran Premio d'Ungheria ha segnato la prima svolta stagionale per la Aston Martin grazie all'esordio della versione B della AMR26 curata da Adrian Newey. Subito dopo la gara di Budapest, la squadra britannica ha completato un filming day di 200 km con Jak Crawford per portare al debutto la versione aggiornata della power unit Honda RA626H. I primi riscontri indicano l'eliminazione totale delle vibrazioni e un incremento stimato in circa 30 cavalli, elementi chiave che debutteranno ufficialmente a Zandvoort per rilanciare la scuderia nella seconda metà del mondiale 2026
Formula 1 | Aston Martin e la power unit Honda aggiornata: circa 30 cavalli in più di potenza?

L’Aston Martin ha portato in Ungheria la versione B della AMR26, una monoposto completamente nuova che ha permesso a Fernando Alonso di superare la Q1 senza troppe difficoltà. Una situazione del tutto nuova per il team britannico in una stagione fin qui pessima, ma il genio di Adrian Newey, dopo il fallimento tecnico della prima parte del 2026, non è stato certo a guardare la nave che sprofondava, portando a Budapest una vettura finalmente in grado di definirsi tale.

La AMR26 B all’Hungaroring: il lavoro di Newey e i progressi in pista

Il lavoro svolto da Newey e dai suoi ingegneri ha segnato una netta rottura con il recente passato. L’Aston Martin si è presentata in Ungheria con un pacchetto di aggiornamenti imponente, che contava ben sedici novità registrate nel documento ufficiale della FIA. Questo salto evolutivo ha trasformato una monoposto instabile in una macchina capace di lottare nel centro gruppo. Alonso ha superato la Q1 in scioltezza per poi accedere alla Q2, mentre in gara la AMR26 B si è dimostrata in grado di fare la corsa su avversari diretti che prima parevano inafferrabili, mettendosi alle spalle Haas, le Williams, le Cadillac e l’Alpine di Colapinto.

Tanto però c’è ancora da fare, sia dal punto di vista telaistico e aerodinamico che specialmente lato power unit. La prima parte di campionato ha infatti evidenziato limiti marcati non soltanto sull’efficienza del telaio, ma anche sulla gestione energetica e sull’affidabilità del propulsore giapponese, condizionato fin dai test invernali da vibrazioni anomale e da un deficit di potenza pesante rispetto alla concorrenza. Per questo motivo, la verifica sul campo della nuova unità motrice rappresentava il passaggio cruciale per capire se la stagione 2026 potesse davvero registrare un’inversione di rotta.

I dettagli del filming day: 200 km, zero vibrazioni e 30 cavalli in più

Il nuovo propulsore Honda previsto per il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort è stato provato per la prima volta nel corso di questa settimana che ormai volge al termine, nello specifico mercoledì, quando Jak Crawford a bordo della AMR26 ha montato la power unit 2.0 nipponica nel corso di un filming day, dopo aver partecipato a una sessione di test Pirelli nella giornata precedente, quella di martedì.

Negli ultimi tempi le squadre utilizzano i filming day principalmente come verifica funzionale per le novità tecniche prima di farle debuttare in un weekend di gara vero e proprio. È esattamente quanto fatto da Aston Martin e Honda, sfruttando la permanenza sul tracciato magiaro subito dopo il Gran Premio e i test Pirelli per far girare la versione aggiornata del propulsore RA626H con la specifica ADUO approvata dalla FIA.

Nel corso dei 200 chilometri consentiti dal regolamento per queste sessioni, Crawford ha completato un lavoro intenso insieme agli ingegneri di Sakura e del box Aston Martin, che hanno potuto effettuare comparazioni dirette con la vettura che aveva corso in gara tre giorni prima. I primi riscontri tracciano un bilancio decisamente positivo: le vibrazioni che avevano pesantemente condizionato la squadra a inizio stagione sembrano essere state eliminate del tutto.

Inoltre, pur avendo girato con una mappatura di potenza conservativa sul circuito dell’Hungaroring, ci si aspetta che la nuova power unit possa garantire un guadagno di poco meno di 30 cavalli a partire dal weekend di Zandvoort.

Le parole di Adrian Newey sul rapporto con Honda verso Zandvoort

Un recupero prestazionale di questa portata non permetterà a Honda di lottare da subito ad armi pari con i costruttori di riferimento come Mercedes e Red Bull Ford, ma se i numeri venissero confermati rappresenterebbe un salto di qualità notevole. Adrian Newey era stato molto chiaro durante il weekend del Gran Premio d’Ungheria nel commentare l’evoluzione del lavoro svolto a stretto contatto con i tecnici giapponesi.

“La nostra relazione con Honda ha fatto passi avanti enormi – ha spiegato Newey nel weekend magiaro -. Siamo partiti da quello che si può definire senza mezzi termini un avvio disastroso, ma la difficoltà ci ha spinto a instaurare un rapporto di lavoro strettissimo. Sono davvero molto felice dei progressi professionali e umani che abbiamo raggiunto insieme: quando le relazioni migliorano e la comunicazione diventa fluida, aumentano di pari passo anche le prestazioni in pista. Il prossimo appuntamento di Zandvoort sarà un bel banco di prova con il debutto della nuova power unit”.

Le parole del genio inglese confermano come la crisi iniziale abbia agito da catalizzatore per accelerare l’intesa tra Silverstone e Sakura. L’eliminazione dei problemi strutturali al motore permette ora di concentrare gli sforzi sulla ricerca della massima prestazione in vista della seconda parte di stagione.

La palla passa a Honda per la seconda metà del 2026

Ora la palla passa a Honda. Con il pacchetto di sviluppi portato a Budapest l’Aston Martin ha dimostrato che la AMR26B è diventata una vettura completamente diversa rispetto a quella vista nelle prime undici gare dell’anno. Se l’evoluzione del motore darà a Zandvoort i risultati sperati durante la giornata di mercoledì, il team britannico potrà finalmente guardare con rinnovata fiducia al prosieguo del campionato.

Il tracciato orange, con le sue curve sopraelevate e le continue sollecitazioni, metterà a dura prova l’affidabilità e l’erogazione della nuova unità nipponica. Vedremo cosa succederà tra tre settimane in Olanda, quando la nuova power unit scenderà in pista per la prima volta durante le sessioni ufficiali, con l’obiettivo di confermare il salto di qualità ed entrare stabilmente nella lotta della zona punti.

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