F1 | Mercedes, Wolff perentorio: “Non possiamo permetterci altri problemi di affidabilità”
"Avere il passo migliore non porta a nulla se non riesci a tagliare il traguardo in gara", ha detto Toto

La Mercedes è in cerca di riscatto dopo la batosta ricevuta a Silverstone. Dal punto di vista prestazionale, la W17 di Kimi Antonelli si è confermata come la vettura migliore nel corso della gara di domenica, perché il bolognese ha dettato un ritmo strepitoso con la gomma media usata nella parte finale del primo stint, e dopo la sosta aveva tutte le carte in regola per andare a prendere la Ferrari di Leclerc e vincere il Gran Premio di Gran Bretagna a casa di George Russell.
Nulla di tutto ciò è accaduto, visto che Kimi è stato fermato dall’ennesimo problema di affidabilità della sua vettura. Questa volta però non è stata una componente della power unit a cedere, bensì una parte meccanica, ovvero il wheel shield. Una situazione particolare ma che dimostra ancora una volta come la Mercedes sia estrema con l’efficienza delle sue parti, una situazione che sta facendo perdere punti importanti ai due piloti e sta permettendo alla Ferrari, brava ad aggiornare costantemente la SF-26, di avvicinarsi nelle due classifiche iridate.
Che cos’è il wheel shield e perché ha fermato Antonelli
Come analizzato e spiegato dagli amici di Formula Tecnica, l’elemento che ha privato Kimi Antonelli di una vittoria quasi certa in terra inglese è un componente aerodinamico spesso considerato secondario, ma di vitale importanza. Nel regolamento tecnico della Formula 1 per la stagione 2026, questo pezzo viene identificato come wheel bodywork. Si tratta, in sostanza, di una paratia protettiva montata direttamente sopra le ruote anteriori che ruota insieme ad esse in ogni curva.
Lo scopo di questo deflettore è prettamente aerodinamico: serve a deviare e allontanare dal corpo della vettura i flussi d’aria altamente turbolenti generati dal rotolamento delle ruote anteriori. Senza questa protezione, l’aria sporca finirebbe per incanalarsi verso il fondo piatto della vettura, disturbando l’efficienza aerodinamica generale.
Il Wheel Shield della Mercedes – Disegno Zander Arcari
Il cedimento di questa paratia sulla monoposto di Antonelli mentre era intento a inseguire Leclerc ha avuto conseguenze disastrose. La vettura ha perso immediatamente circa 100 punti di efficienza aerodinamica. Inoltre, la rottura avvenuta sul solo lato anteriore sinistro ha creato una forte asimmetria nella resistenza all’aria, sbilanciando la guida del pilota in modo simile all’avere un freno costantemente azionato su un solo lato della monoposto.
A peggiorare le cose è stata l’iniziale incomprensione del problema al muretto box. Kimi è stato richiamato per sostituire l’ala anteriore, un intervento che non ha risolto lo sbilanciamento e ha costretto il pilota bolognese a un secondo pit stop per permettere ai meccanici di rimuovere del tutto la paratia danneggiata. Senza questa sosta aggiuntiva, Antonelli avrebbe potuto salvare la gara agguantando un sesto posto utile per il campionato.
La rottura è stata causata con ogni probabilità dalle forti vibrazioni accumulate nel continuo passaggio della vettura sopra i cordoli di Silverstone; un inconveniente nato dalla scelta di progettare componenti sempre più sottili e leggere, sacrificando la resistenza strutturale in nome della massima prestazione.
Il punto di vista di Toto Wolff
La necessità di eliminare queste sbavature tecniche è ben chiara ai vertici del team di Brackley. Il team principal Toto Wolff ha analizzato il momento della squadra, parlando in prima persona degli obiettivi immediati: “Le ultime gare hanno evidenziato sia i nostri punti di forza che le aree in cui dobbiamo migliorare. Abbiamo una vettura in grado di lottare al vertice e portare a casa punti pesanti, ma non siamo riusciti a tradurre questo potenziale nei risultati che meritavamo. I problemi di affidabilità ci sono costati caro e, in un campionato così serrato, è qualcosa che non possiamo permetterci. Avere il passo serve a poco se poi non si concretizza il risultato sotto la bandiera a scacchi”.
“Spa rappresenta una delle sfide più grandi del calendario. Come a Silverstone, la gestione dell’energia giocherà un ruolo cruciale, ma le caratteristiche intrinseche del tracciato impongono requisiti differenti. Solitamente questa pista offre gare spettacolari e concrete opportunità di sorpasso, mentre la qualifica si conferma un banco di prova severo”.
“Questo è l’ultimo double header prima della sosta estiva e vogliamo andare in vacanza con un piglio decisamente diverso. Il nostro obiettivo è gestire il weekend in modo lineare, garantire l’affidabilità necessaria e tradurre le performance della monoposto nei punti che è effettivamente in grado di conquistare. Negli ultimi appuntamenti abbiamo lasciato troppi punti per strada; dobbiamo assicurarci che questo non accada di nuovo, a partire già da questo fine settimana”.
Così come sarebbe dovuto accadere a Silverstone, anche a Spa, prossima tappa del mondiale in questo weekend, la W17 dovrebbe essere la miglior macchina del lotto. I lunghi tratti rettilinei del circuito belga esalteranno la maggior potenza della power unit tedesca che, al netto degli ormai noti problemi di affidabilità (da cui non si registrano anomalie da due gare, ndr), rimane comunque la migliore della Formula 1 2026, nonostante il discutibilissimo sistema ADUO. Se la scuderia riuscirà a garantire l’integrità meccanica della vettura a fronte delle sollecitazioni imposte dai saliscendi delle Ardenne, Antonelli avrà l’occasione per riprendersi i punti persi in Inghilterra e opporsi alla rimonta della Ferrari.
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