F1 GP Austria | Red Bull, Verstappen sorride: “È la prima volta che lotto per vincere nel 2026!”

"Ho provato Silverstone al simulatore con queste macchine, mi è venuto da ridere perché non abbiamo mai batteria", ha detto Max

L'olandese chiude negli scarichi di Russell dopo una corsa d'attacco, mentre Antonelli rimonta alle sue spalle. Il pacchetto di aggiornamenti di Milton Keynes e la power unit Ford sembrano non smentire del tutto i calcoli ADUO della FIA. Permangono per Max i dubbi sul comportamento del retrotreno nella seconda metà di gara
F1 GP Austria | Red Bull, Verstappen sorride: “È la prima volta che lotto per vincere nel 2026!”

È molto soddisfatto Max Verstappen per il secondo posto ottenuto nel Gran Premio d’Austria, non tanto per il risultato in sé, quanto per la consapevolezza di aver fatto una bella gara e di avere finalmente, dal suo punto di vista, una monoposto in grado di stare là davanti. Nell’ultimo stint, l’olandese ha recuperato fino ad essere negli scarichi di Russell, ma al tempo stesso Antonelli stava facendo la stessa identica cosa nei suoi confronti.

Segno evidente di come, in una pista dove il motore conta tanto, la RB22 “versione B” portata da Milton Keynes abbia fatto uno step evidente, e che in fondo, la power unit costruita insieme a Ford non sembra essere così scadente come vorrebbero far credere da quelle parti dopo i calcoli ADUO da parte della FIA.

Il quattro volte campione del mondo ha voluto chiarire subito la sua posizione in merito alla competitività ritrovata, senza giri di parole: “Non è necessario che io mandi messaggi agli avversari, ma quando la macchina è in grado di poter fare bene io ci sono. È la prima volta che sto là davanti e posso lottare per la vittoria. Il passo gara era migliore del previsto, tutto sembrava andar bene e abbiamo avuto belle battaglie. Era la prima volta per noi essere così vicini alla vittoria, bella gara con un risultato positivo”.

GP Austria, i problemi al posteriore della Red Bull

Nonostante il podio finale, l’andamento della corsa ha vissuto di due fasi ben distinte, sollevando interrogativi sul comportamento della monoposto sulla lunga distanza. Interrogato sull’aspetto più soddisfacente di questo secondo posto, l’olandese ha spiegato: “Penso che la cosa più soddisfacente sia stata il fatto che, per la prima volta, ho sentito di poter lottare concretamente per la vittoria. Credo che nella prima metà di gara fossimo più competitivi perché poi, per qualche motivo, nella seconda metà qualcosa non ha funzionato correttamente sul retrotreno”.

“Tutto è diventato estremamente difficile: avvallamenti, cordoli, trazione… era tutto completamente svanito. Dobbiamo capire cosa sia bottlenecks andato storto in quella fase. Nella prima parte, invece, mi sentivo davvero bene; stavo riducendo il distacco anche dopo i duelli con Lewis. È stato divertente, ma ovviamente ci ha fatto perdere un bel po’ di tempo, costringendoci ogni volta a inseguire”.

“Poi, a metà del secondo stint, è successo qualcosa sull’asse posteriore che mi ha fatto perdere ritmo fino alla fine. È un peccato, ma essere così vicini alla vittoria resta un ottimo lavoro da parte del team. Hanno lavorato duramente per portare questi aggiornamenti qui, e questa è la prima volta in gara in cui mi sono sentito davvero competitivo, potendo spingere un po’ di più. Questo è sicuramente l’aspetto positivo del weekend”.

Alla domanda su quali aree di prestazione la vettura fosse effettivamente migliorata grazie alle novità di Milton Keynes, la risposta è stata estremamente pragmatica: “C’è un po’ più di grip. Semplicemente si va un po’ più veloci in curva”.

Il nodo della strategia e la gestione dei freni

Il muretto della Red Bull ha dovuto impostare una gara di rincorsa, e le scelte sul tempismo dei pit stop rimangono oggetto di studio da parte degli ingegneri. Sulla possibilità che, col senno di poi, sarebbe stato preferibile anticipare la seconda sosta, Verstappen ha risposto: “È facile parlarne adesso a posteriori. Credo di aver avuto una gestione del degrado migliore rispetto a George, ma sapevo anche che sarebbe stato uno stint molto lungo fino al traguardo. Riguarderemo i dati. Personalmente, ho avuto la sensazione che nei giri in cui sono rimasto fuori ho perso un po’ troppo tempo rispetto a quello che ho poi guadagnato con le gomme nuove”.

“Ma, come ho detto, è facile dirlo ora. A essere onesti, abbiamo comunque fatto un’ottima gara. È stata una strada piuttosto lunga per arrivare fin qui, e trovarsi tra i primi tre ad avere una vera chance di vittoria è già un ottimo segnale positivo”.

Un elemento che ha limitato il potenziale d’attacco negli ultimi giri è stato il comportamento dell’impianto frenante, che ha costretto il pilota ad adattarsi in corsa.

“Io stavo riprendendo George e Kimi stava riprendendo me; sì, eravamo vicini. Abbiamo ancora alcune aree della macchina su cui vogliamo lavorare. Come ho detto, per metà gara ho guidato una vettura che non era al top della forma. Inoltre, oggi i miei freni non funzionavano bene rispetto al resto del weekend. Sono cose che impari a gestire e con cui ti adatti a guidare, ma non è la situazione ideale. Analizzeremo tutto per capire. Per noi, comunque, questo è già un grandissimo passo avanti rispetto alle gare precedenti. Se guardiamo all’ultima corsa, ero da solo e non lottavo per nulla. Su una pista che degrada le gomme, questo è un buon segno”.

Lo spauracchio ibrido di Silverstone e la lotta mondiale

I progressi mostrati a Zeltweg dovranno ora essere confermati sul tracciato di Silverstone, una pista che secondo le simulazioni rischia di mettere in crisi l’efficienza dei nuovi motori 2026: “Ragioniamo gara per gara. Adoro Silverstone, ma quando ho fatto i primi giri al simulatore mi è venuto da ridere. Sembrava una pista diversa, a essere sinceri. Non hai quasi mai batteria durante il giro, si va costantemente a tavoletta”.

“Sarà una sensazione molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati a Silverstone, proprio per il layout. Qui al Red Bull Ring ci sono lunghi rettilinei e grandi frenate, quindi puoi ricaricare la batteria. Lì hai sì dei lunghi rettilinei, ma inseriti in curve veloci, quindi non riesci a ricaricare l’ibrido, e nel rettilineo successivo non hai molta energia da sfruttare. Sarà dura”.

Infine, la rincorsa nel mondiale piloti vede un distacco importante da colmare nei confronti della Mercedes di Antonelli, pari a 98 punti. Verstappen non si fa illusioni e chiede un cambio di passo strutturale a tutto il team: “Beh, mancano più gare rispetto all’anno scorso, ma il distacco è molto grande. Penso che il nostro passo sia stato molto buono, ma per lottare per un campionato dobbiamo essere più completi. Abbiamo ancora troppi problemi: dalle partenze fino a questioni procedurali in background, cose che voi non sapete ma io sì”.

“Dobbiamo essere più solidi sotto ogni aspetto. Non è una critica distruttiva, ne siamo tutti consapevoli ma vogliamo sempre migliorare perché puntiamo a essere i migliori. Dobbiamo concentrarci su questo. Se torneremo a essere, diciamo, solidi come una roccia – e lo abbiamo già dimostrato in passato – allora sarà un’altra storia. Speriamo non ci voglia troppo tempo, abbiamo ancora del lavoro da fare”.

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