F1 GP Austria | Antonelli: “Ferrari lentissime, ho rischiato l’incidente con Leclerc”
"Ero più veloce di circa 30 km/h rispetto a Charles, le SF-26 hanno un comportamento strano", ha detto Kimi

Kimi Antonelli non è soddisfatto del terzo posto conquistato nel Gran Premio d’Austria. Il leader del mondiale ha ora 40 punti di vantaggio nei confronti di George Russell, suo compagno di squadra in Mercedes e vincitore della gara di Zeltweg, e 46 su Lewis Hamilton, sulla difensiva con una Ferrari che ha sofferto tantissimo la carenza di potenza della power unit nonostante il nuovo motore ADUO.
Il bottino iridato piloti resta di fatto a favore del giovane bolognese, ma il verdetto della pista lascia una profonda amarezza nell’abitacolo della sua Freccia d’Argento, conscio di aver sprecato una concreta occasione di doppietta a causa di una prima metà di gara tormentata.
A tal proposito, risulta singolare il commento dello stesso Antonelli rilasciato nel retro podio proprio su come le Ferrari risultavano essere lente, specialmente al termine dei lunghi rettilinei del circuito stiriano. Si tratta di un’analisi spietata che si allinea perfettamente alla denuncia sollevata dallo stesso Hamilton al termine della corsa: “Perdiamo troppo in deployment rispetto ai nostri avversari”.
La gestione dell’energia della power unit di Maranello è finita direttamente sul banco degli imputati. Antonelli ha rincarato la dose svelando un retroscena avvenuto nelle prime battute del Gran Premio: “Le Ferrari erano così lente, usavano l’energia in modo strano. Ho quasi fatto un incidente con Leclerc in curva 1, al secondo giro, proprio per via della differenza di velocità. Probabilmente in quel punto ero 30 km/h più veloce di Charles”.
Una discrepanza così marcata in piena traiettoria rappresenta un’anomalia nella Formula 1 attuale, e ha rischiato di compromettere la gara di entrambi i piloti già nelle fasi iniziali.
Antonelli analizza il suo GP d’Austria
Al di là di questo, però, Antonelli ha avuto una condotta di gara parecchio incostante all’inizio, commettendo diversi errori nei primissimi chilometri. La sua rincorsa dalla quarta piazzola dello schieramento è stata pesantemente inficiata da un grave problema di natura meccanica e termica all’impianto frenante, che ha reso la W17 instabile e imprevedibile nelle violente decelerazioni richieste dal tracciato di Zeltweg. Il bolognese ha spiegato le criticità subite a bordo: “Ho fatto molta fatica con i freni per tutta la gara. Avevo i freni molto più caldi da una parte, quindi la macchina andava continuamente a destra e a sinistra in frenata e il pedale era diventato lunghissimo. Bloccavo spesso l’anteriore e ho perso un sacco di tempo. Peccato, perché gli ultimi giri sarebbero potuti essere molto diversi senza quel problema”.
Questo sbilanciamento delle temperature ha innescato una sequenza di sbavature che ha penalizzato il rendimento del primo stint. Dopo un primo giro definito pessimo dallo stesso pilota, la perdita di controllo della vettura è andata progressivamente peggiorando in prossimità dei pit stop.
Verso la conclusione della prima frazione di gara, Antonelli ha accusato passaggi a vuoto pesanti sotto il profilo cronometrico: “Verso la fine del primo stint ho commesso un paio di errori e ho perso probabilmente un secondo o un secondo e mezzo a giro: una volta sono quasi finito fuori alla curva 4, un’altra volta sono uscito alla curva 3. Ho perso davvero tanto tempo. Certo, è facile dirlo ora. Gli errori sono stati fatti e, senza quelli, probabilmente avrei avuto la possibilità di lottare per la seconda o addirittura per la prima posizione”.
La rimonta di Antonelli e la doppietta Mercedes sfumata nel finale
Poi il pilota italiano si è assestato e il passo alla fine era devastante, sia nei confronti di Russell che rispetto alla Red Bull di Max Verstappen, secondo al traguardo e a soli pochi decimi lì davanti. Una volta stabilizzate le temperature dei dischi e modificata la ripartizione di frenata, il rendimento della Mercedes è tornato sui livelli di eccellenza visti nelle prove libere del venerdì. Il secondo stint ha mostrato una parziale transizione, ma è stato l’ultimo parziale con gomma prestazionale a certificare la netta superiorità velocistica del leader del campionato.
Antonelli ha inanellato una sequenza di giri veloci che lo ha portato rapidamente negli scarichi dei battistrada, esaurendo il tempo a disposizione proprio sul più bello: “Il secondo stint è andato un po’ meglio, e il terzo è stato davvero molto forte. Il passo c’era, ma ovviamente non è bastato per il risultato sperato. Con Max ci avrei provato alla fine, assolutamente. Ero lì, sono partito con la vena chiusa in gara ma devo dire che se avessi avuto la possibilità avrei cercato di sfruttarla al massimo”.
Il bilancio del weekend austriaco impone un’analisi approfondita anche sull’approccio psicologico alle varie sessioni. Antonelli ha ammesso una gestione imperfetta delle energie mentali tra il venerdì e il sabato di qualifica, un fattore che ha condizionato la sua posizione di partenza: “È stato un fine settimana iniziato in modo molto solido e, forse proprio per questo, ho abbassato un po’ troppo l’intensità. Arrivato alle qualifiche, mi sentivo un po’ teso alla guida. Eravamo comunque davanti, ma sentivo di non guidare bene e con la solita libertà”.
“Ovviamente, l’ultimo giro della Q3 è andato com’è andato per via dell’incidente di Verstappen, ma ero a un solo decimo da George; probabilmente avrei conquistato la seconda posizione, molto vicino al suo tempo, ma comunque non primo. È andata così”.
Il focus del pilota bolognese è ora interamente rivolto alla correzione di queste fluttuazioni di rendimento in vista dei prossimi appuntamenti europei, per evitare che simili cali di tensione possano inficiare il potenziale della monoposto: “È facile parlare a posteriori; ora devo resettare tutto e assicurarmi che una situazione del genere non succeda mai più”.
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