Formula 1 | Ferrari, il nuovo motore è pronto ma serve ancora l’ok della FIA su ADUO
È corsa contro il tempo, senza il benestare della Federazione il motore nuovo non potrà essere installato sulla SF-26

La Ferrari vuole dare subito una spinta decisiva nella rincorsa mondiale alla Mercedes e a Kimi Antonelli. La bellissima vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona ha portato il Cavallino Rampante a uno step successivo, con il sette volte campione del mondo ora distante 41 punti dal 19enne bolognese del team di Brackley. Un qualcosa di forse inaspettato fino a qualche settimana fa, e ora a Maranello si spinge sia sotto l’aspetto aerodinamico che, in questo momento specifico, sul lato motore visti gli aggiornamenti consentiti grazie all’ADUO.
Questa accelerazione prevede l’introduzione programmata in Austria di un nuovo carburante sviluppato dalla Shell e di evoluzioni profonde alla parte endotermica, destinate a ridurre, forse dimezzare, il deficit di potenza rispetto alle Frecce d’Argento.
Il blocco politico della FIA e il fattore Zeltweg
Una situazione che però potrebbe penalizzare la Ferrari nel prossimo weekend del Gran Premio d’Austria, perché il blocco imposto dalla Red Bull per permettere alla FIA di ricalcolare la potenza dei vari motori termici ha fatto slittare le comunicazioni ufficiali della Federazione. La Scuderia di Fred Vasseur sa già come e dove lavorare, si parla del 4/6% di ADUO, ma non può portare in pista ed esercitare il pieno potenziale degli aggiornamenti senza che prima vi sia la dichiarazione ufficiale dei vertici federali.
Il team invierà comunque a Zeltweg la terza versione della sua power unit, che incorpora le modifiche concesse dal programma ADUO lasciandola in stand-by in attesa del definitivo via libera della Federazione. Ci si trova davanti a una situazione grottesca che rischia di mettere in posizione di svantaggio Hamilton e Leclerc in vista del Gran Premio d’Austria, laddove la potenza del motore conta moltissimo, oltre all’efficienza complessiva richiesta dall’altura del tracciato stiriano.
Dalle indiscrezioni lanciate da Autosport, la terza evoluzione del propulsore 067/6 rivela una scommessa ingegneristica estrema, nata dal lavoro sinergico tra il reparto motori di Enrico Gualtieri e i tecnici del laboratorio Shell di Amburgo. Per ridurre il deficit di potenza nei confronti della Mercedes, Maranello ha estremizzato il concetto della testata, abbandonando il tradizionale alluminio a favore di una sofisticata lega d’acciaio. Questa variazione strutturale è l’unica via possibile per sopportare le pressioni e le temperature d’esercizio elevatissime nella camera di combustione, che avrebbero altrimenti causato l’inevitabile cedimento strutturale dei vecchi componenti.
I tecnici del Cavallino hanno così esasperato la filosofia del motore “caldo”: l’aria di aspirazione immessa nell’intercooler, che già nelle prime gare entrava a temperature superiori ai 100°C rispetto ai 60-70°C dei propulsori convenzionali, supererà la soglia critica dei 115°C a partire dal weekend di Zeltweg. L’innalzamento combinato di calore e pressione permetterà di bruciare una percentuale sensibilmente più alta di particelle del nuovo carburante Shell appositamente omologato.
Il risultato è un processo di combustione molto più efficiente e pulito, capace di convertire una quantità superiore di energia potenziale chimica in lavoro meccanico utile sui rettilinei. Resta ancora difficile scindere con esattezza quale quota di guadagno cronometrico sia farina del sacco della nuova miscela e quale dipenda dalle modifiche della FIA, ma il target è chiaro: azzerare quanto il più possibile il gap in Stiria.
Ferrari al GP d’Austria, non solo motore
A Zeltweg la SF-26 cercherà di massimizzare la percorrenza in curva per compensare la minore velocità di punta, sfruttando la trazione nei tratti medio-lenti. La messa a punto dipenderà dalla preparazione a Maranello: la correlazione dati è migliorata, ma Hamilton delibererà il setup solo in pista basandosi sulle proprie sensazioni, visto che non usa il simulatore da tre Gran Premi, mentre l’impiego dello strumento da parte di Leclerc rimane un’incognita.
Il secondo fattore chiave del weekend sarà la gestione gomme, con Pirelli che porterà la mescola C5, più morbida di uno step rispetto a Barcellona. Il punto cruciale sarà l’attivazione dell’asse anteriore, difficile da mandare in temperatura rapidamente, mentre il posteriore sfrutterà l’ottimo controllo del surriscaldamento garantito dai nuovi cerchi BBS Japan. Con un meteo che prevede temperature torride fino a 40 gradi nel giorno della gara, il degrado termico diventerà la variabile decisiva, ma la Ferrari è pronta a fare bene per non abbandonare il sogno mondiale.
Occhio al fenomeno del graining e, perché no, anche del blistering, un qualcosa che non si vede più spesso in Formula 1, ma che in Austria, spesso e volentieri, torna a far parlare di sé. La Scuderia di Maranello ha però tante carte da giocare per cercare di mettere Hamilton (e ovviamente Leclerc) nelle migliori condizioni possibili.
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