Formula 1 | Williams: insofferenza Albon e Sainz, Vowles blinda i suoi piloti
"Hanno speso tante energie per rendere loro questo team. Se volessero andare via me lo direbbero apertamente", ha aggiunto

Dopo tre weekend consecutivi a punti, la Williams è tornata da Barcellona con uno zero tutt’altro che gratificante. Considerando l’ottava posizione in classifica costruttori e i soli 11 punti conquistati finora, per il team di Grove questa prima parte di stagione è stata assolutamente insufficiente, ben lontana dalle aspettative, visto che tutti gli sforzi degli ultimi due anni della squadra capitanata da James Vowles sono stati profusi su questa vettura, la FW48, che ha deluso sotto ogni punto di vista.
Per questo motivo, già da Monaco si rincorrono voci sul futuro di Albon e soprattutto Sainz, insofferente e al quale era stata promessa una vettura che però non gli è arrivata. Lo spagnolo ha dichiarato apertamente di valutare qualsiasi alternativa, e i prossimi mesi saranno cruciali.
La difesa di Vowles: tra trasparenza e promesse mancate
Di fronte a questa strisciante aria di smobilitazione all’interno del box, James Vowles ha deciso di esporsi in prima persona, provando a fare chiarezza sul legame con i suoi piloti. Il team principal ha descritto un ambiente di lavoro basato sulla massima trasparenza, rivelando come i colloqui franchi con Alex Albon e Carlos Sainz siano iniziati già nello scorso mese di ottobre, non appena i dati iniziali hanno mostrato i primi difetti della FW48, per poi proseguire con aggiornamenti costanti a gennaio e marzo sulle contromisure in atto.
“La cosa fantastica di Alex e Carlos è che condividono i miei stessi valori, ovvero l’onestà e la trasparenza”, ha ammesso Vowles. “Abbiamo conversazioni sincere fin dallo scorso ottobre, quando ho iniziato a notare i primi problemi strutturali sul progetto, proseguendo poi nei mesi di gennaio e marzo per spiegare loro con precisione cosa stiamo facendo in fabbrica per risolverli”.
Il capo della scuderia di Grove non ha nascosto il momento di forte imbarazzo tecnico vissuto dal team, ma ha spento con fermezza le speculazioni su una rottura imminente con i suoi alfieri: “Se stessero valutando seriamente altre opzioni verrebbero da me a parlarmene direttamente; al momento posso garantirvi che vogliono che il loro futuro sia qui, e lo hanno detto a me così come a voi pubblicamente. Sarebbero degli sciocchi a non valutare una chiamata da un top team se domani si liberasse un sedile, ad esempio in Mercedes, ma ora sono strettamente legati alla Williams perché apprezzano e credono nei nostri investimenti strutturali”.
“Quest’inverno abbiamo sbagliato, non siamo stati all’altezza delle loro prestazioni, e il mio lavoro è correggere il tiro rapidamente per ridare loro un ambiente in cui lottare stabilmente per il podio. Inoltre, Alex e Carlos hanno investito troppo tempo per rendere questa la squadra che desiderano: è il loro team, si sentono leader a tutti gli effetti e questa è una condizione di centralità politica unica sulla griglia di partenza”.
Zeltweg mette a nudo la FW48: potenza, freni e l’insidia dei cordoli
La FW48 è attesa a una prova d’appello immediata tra le montagne della Stiria, un layout corto e spietato che rischia di evidenziare i limiti aerodinamici della vettura. Paul Williams, ingegnere capo di pista del team, ha tracciato la mappa delle criticità tecniche per il weekend del Red Bull Ring. Su un tracciato così breve, la potenza della power unit e l’efficienza aerodinamica sono i pilastri fondamentali per estrarre la prestazione, dovendo digerire una sequenza di curve a destra prevalentemente a bassa velocità, lunghi rettilinei e due sezioni ad altissima energia laterale.
A complicare la vita ai piloti si aggiungeranno i dislivelli che rendono instabili le zone di frenata, elevando il rischio di bloccaggio della ruota interna anteriore specialmente nelle staccate violente di curva 3 e curva 4. La Williams dovrà prestare massima attenzione anche alle traiettorie: l’uso eccessivo e aggressivo dei cordoli in uscita, storicamente abusato a Zeltweg, rappresenta una minaccia letale per l’integrità dei fondi vettura, un danno che la scuderia di Grove non può permettersi in questa fase di ristrettezze tecniche.
Il battesimo dell’alta quota per i motori 2026 e l’enigma meteo
Il weekend austriaco segnerà un passaggio cruciale per la comprensione dei nuovi regolamenti tecnici. Sarà infatti la prima volta che le nuove power unit affronteranno le condizioni di rarefazione dell’aria tipiche dell’alta quota di Zeltweg. Pur escludendo anomalie critiche preventive, gli ingegneri monitoreranno con attenzione la gestione del turbo lag, mentre lo sfruttamento dell’energia seguirà dinamiche convenzionali, con la carica della batteria destinata a scendere in modo costante con il progredire del giro in qualifica. Una novità strategica di questa edizione sarà l’introduzione di quattro zone specifiche per la modalità rettilineo, che rimarranno attive sia in condizioni di pista asciutta che di bagnato.
Il meteo alpino promette di essere la solita variabile impazzita: le previsioni indicano temperature ambientali decisamente calde, attorno ai 30°C, ma con il rischio costante di temporali pomeridiani improvvisi, capaci di scaricare grandi quantità d’acqua sul tracciato per poi dissiparsi rapidamente.
Gestione gomme e strategie: la sfida della mescola C5
In caso di pista asciutta e temperature calde, la gestione degli pneumatici diventerà il fattore decisivo per la sopravvivenza in gara. La Pirelli ha deliberato la gamma di mescole più morbida del lotto, portando in pista le C3, C4 e C5. Il Red Bull Ring presenta una densità di energia laterale moderatamente bassa, concentrata quasi interamente nei curvoni veloci delle curve 6-7 e 9-10.
Le sfide per la Williams saranno sdoppiate; in qualifica il giro corto, unito ai lunghi rettilinei, renderà molto difficile il corretto riscaldamento delle gomme anteriori, costringendo i piloti a effettuare giri di preparazione lenti prima del tentativo cronometrato.
In gara, se i rettilinei aiuteranno a ripristinare le temperature superficiali del battistrada, il rendimento sarà fortemente limitato dal surriscaldamento e dal degrado termico dell’asse posteriore, accentuato dal calore dell’asfalto.
Sul fronte delle strategie, i tecnici Williams prevedono una gara lineare incentrata sulle due soste, con la necessità comune di conservare due treni di gomme Medie per la domenica, ipotizzando che alcuni team decidano persino di scartare del tutto la mescola Dura. La probabilità moderata di interventi da parte della Safety Car o della Virtual Safety Car potrebbe però rimescolare i piani: un’eventuale neutralizzazione nelle battute finali della corsa potrebbe favorire chi deciderà di rischiare una strategia aggressiva a tre soste.
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