Formula 1 | Calendario 2026, Barcellona e Portimao pronte a sostituire Qatar e Abu Dhabi
È una delle alternative più valide per completare il mondiale con 22 gare nonostante la guerra in Medio Oriente

Si muove qualcosa nelle stanze di FIA e Formula 1 in merito al prosieguo della tormentata stagione 2026. Come purtroppo sappiamo, le gare di Bahrain e Arabia Saudita sono state cancellate a seguito della guerra scoppiata in Medio Oriente a febbraio, pochi giorni dopo i test collettivi sul tracciato di Sakhir. Il Circus in un primo momento ha sospeso la disputa di questi due appuntamenti, inizialmente previsti ad aprile, sperando di poterli recuperare più in là nel calendario.
Ebbene, questa eventualità non esiste più, e anzi le continue tensioni anche delle ultime ore, con il Regno del Bahrain che invita a un’azione internazionale unita per fermare la ripetuta aggressione iraniana, rendono la situazione estremamente critica anche per le altre due gare arabe previste a fine stagione.
Geopolitica e veti assicurativi: il blocco dei Gran Premi arabi
Parliamo ovviamente di Qatar e Abu Dhabi, le quali dovrebbero ospitare i due atti finali di questo campionato. Il condizionale, d’obbligo da un paio di mesi almeno, rischia di trasformarsi in una negazione assoluta, perché la Formula 1, a cominciare dai team, ma anche passando per i vertici sportivi, non sembra avere alcuna intenzione di tornare nel Golfo quantomeno in questa stagione.
Una situazione assolutamente comprensibile, visto che muoverebbe migliaia di persone tra addetti ai lavori, giornalisti, meccanici e personale logistico ai confini, quantomeno, di una vera e propria zona di guerra. L’escalation militare nell’area si è ulteriormente aggravata a causa dei recenti attacchi iraniani contro una nave mercantile e una nave da guerra statunitensi, a cui ha fatto seguito una dura risposta missilistica americana.
L’incertezza è aggravata dal presunto e pesante rifiuto delle compagnie assicurative tedesche, tra cui quelle che coprono colossi partner come DHL, Audi e Mercedes. Gli assicuratori hanno espresso il proprio totale diniego a fornire coperture finanziarie e di sicurezza ai team dislocati in una zona di conflitto attivo, rendendo di fatto impossibile lo sbarco del materiale tecnico. Per non scalfire l’incolumità del Circus, a stretto giro si prenderà una decisione definitiva in merito.
Nel paddock di Zeltweg, lo scorso fine settimana, sono emerse indiscrezioni sulle tempistiche del comunicato ufficiale: se gli ambienti legati alle squadre parlano di Spa-Francorchamps come deadline ultima entro cui deliberare, secondo il quotidiano spagnolo MARCA la FOM non intende affrettare i tempi e potrebbe decidere solo dopo l’estate, viste le immense complessità organizzative legate alla vendita dei biglietti, alle penali e alle prenotazioni di voli e hotel.
Il nodo del raddoppio a Las Vegas
Le soluzioni di riserva al vaglio di FIA e FOM sono molteplici. La prima opzione scritta qualche settimana fa sembra scemare giorno dopo giorno: l’idea era quella di sostituire Qatar e Abu Dhabi con i circuiti di Turchia e Portimao. Sebbene il Gran Premio a Istanbul sia destinato a tornare saldamente in calendario dalla prossima stagione, la vicinanza geografica del paese del Bosforo con il Medio Oriente, rimasto coinvolto anche in alcuni bombardamenti all’inizio delle tensioni a febbraio, spinge i dirigenti a virare verso mete ritenute più stabili.
Si sta valutando anche l’ipotesi di raddoppiare l’appuntamento di Las Vegas, dando vita a una doppia gara consecutiva in Nevada, e con l’aggiunta del secondo round americano si ridurrebbe il calendario dalle 24 gare iniziali a 21 complessive. Lo scenario non è considerato irragionevole, dato che la gara di Las Vegas è organizzata e gestita in prima persona dalla stessa Formula 1, fatto che semplificherebbe i passaggi burocratici. La chiusura totale di una metropoli di tale portata per un’ulteriore settimana solleverebbe complicazioni logistiche enormi con le autorità locali. Inoltre, la Formula 1 non vorrebbe terminare la stagione e assegnare il titolo mondiale nella città del Nevada.
L’asse europeo: Barcellona-Portimao per blindare 22 gare
Nelle ultime ore, quindi, si sta delineando un’opzione che potrebbe accontentare tutti e dare così la possibilità al mondiale di concludersi in Europa, su due tracciati molto tecnici: parliamo di Barcellona e Portimao. Questa proposta è stata effettivamente presentata alla FOM ed è tutt’altro che una semplice voce di corridoio. La gara spagnola il prossimo anno non sarà in calendario vista l’alternanza stabilita con il circuito di Spa, ma essendo una pista gradita praticamente da tutti i piloti e ampiamente conosciuta dai team per le varie sessioni di test, rappresenta la soluzione d’emergenza ideale per rapidità d’esecuzione e strutture ricettive.
La vicinanza geografica con il Portogallo faciliterebbe enormemente la logistica del trasporto su gomma delle scuderie. L’Autodromo dell’Algarve a Portimao diventerebbe a quel punto la sede ufficiale dell’ultimo appuntamento del mondiale 2026. La Formula 1 non intende scendere drasticamente da 24 a 20 gare per non intaccare i contratti commerciali con le emittenti televisive; l’obiettivo prioritario è recuperarne almeno due attraverso questo asse europeo, stabilizzando il campionato a quota 22 gran premi. Una soluzione lineare, d’andamento prettamente tecnico, che metterebbe al riparo squadre e investimenti.
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