F1 GP Belgio | Verstappen in prima fila: “Offrirò una Red Bull ad Hadjar”

"Ad un certo punto ho pensato: 'Oh mio Dio, è troppo vicino', ma mi sono fidato di lui, ero a tavoletta", ha detto Max

Max Verstappen conquista la seconda posizione nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, assicurandosi la partenza in prima fila al fianco del pole-sitter Kimi Antonelli. Il risultato è il frutto di un perfetto gioco di squadra orchestrato dalla Red Bull: Isack Hadjar ha fornito una scia determinante nel terzo settore, compensando il deficit di velocità massima nei rettilinei e ottimizzando la gestione dell'ibrido
F1 GP Belgio | Verstappen in prima fila: “Offrirò una Red Bull ad Hadjar”

Ottimo risultato per Max Verstappen nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio. Il quattro volte campione del mondo ha chiuso in seconda posizione, e quindi domani partirà dalla prima fila al fianco di Kimi Antonelli, inarrivabile in pole position quest’oggi. Il gioco di squadra della Red Bull con le scie concesse da Isack Hadjar ha avuto successo, specialmente l’ultima, quando il francese ha aspettato il compagno di box all’uscita di Stavelot, trascinandoselo poi per Blanchimont fino alla chicane della Bus Stop.

Una strategia che la squadra di Milton Keynes ha studiato perfettamente per l’ultimo settore per cercare di recuperare una batteria probabilmente scarica per l’ultima parte del tracciato, sfruttando anche la penalità dello stesso Hadjar, che avendo cambiato tutta la power unit e superato il limite delle componenti consentite, scatterà dalla pit-lane.

L’esecuzione della scia nel terzo settore

La pianificazione della Red Bull ha sfruttato al massimo lo scenario tecnico imposto dalle penalità in griglia. Con Hadjar già condannato a partire dal fondo per la sostituzione della power unit, il muretto box ha impostato la Q3 con l’unico obiettivo di massimizzare il posizionamento di Verstappen. L’effetto scia si è rivelato fondamentale nel terzo settore, una zona in cui la monoposto esprime una modalità di gestione dell’energia differente e soffre di una maggiore resistenza all’avanzamento.

Il distacco accumulato nei rettilinei rispetto alla Mercedes ha spinto i tecnici a cercare questo traino. Il campione del mondo ha analizzato la bontà del comportamento della sua monoposto e il supporto ricevuto dal compagno di box: “Penso che nel complesso, per tutto il weekend, il bilanciamento della vettura sia stato piuttosto buono. Credo che siamo solo un po’ lenti in rettilineo, ma la macchina è rimasta nella giusta finestra di utilizzo, abbiamo solo cercato di affinarla un po’. È stato lo stesso in qualifica. A un certo punto, a essere onesti, ti ritrovi un po’ limitato in termini di quanto tempo sul giro riesci ancora a estrarre, perché ogni giro che facevo era un pochino più veloce”.

“Però, arrivati a un certo livello, il ‘pieno’ è in pieno, quindi non c’è più tempo da guadagnare nelle curve. Questo è un aspetto che forse dobbiamo rivedere. Forse facciamo certe curve in pieno troppo facilmente, non lo so. Ma la macchina andava bene e poi, ovviamente, Isack in Q3 mi ha aiutato molto con la scia nell’ultimo settore. È per questo, naturalmente, che mi trovo qui. Altrimenti sarebbe potuta essere tranquillamente una sesta posizione, perché i distacchi dietro erano ridottissimi. Quindi sì, lo ringrazio per questo. Penso che come squadra abbiamo fatto tutto il possibile”.

La sincronia tra le due vetture è stata millimetrica, evitando il rischio di un rallentamento nocivo nelle concitate fasi finali del giro veloce. Verstappen ha spazzato via i dubbi relativi a un presunto errore di posizionamento nell’ultimo tentativo: “No, ero a tavoletta. Al massimo lo avrei spinto! Era vicino, ma lui è stato fantastico. Inizialmente ho pensato: ‘Mio Dio, è troppo vicino’, ma poi in realtà ha funzionato alla perfezione fino all’ultima curva. Eravamo al limite, ma mi fidavo di lui”.

I limiti della gestione energetica sulle Ardenne

La configurazione del tracciato di Spa-Francorchamps mette a dura prova i sistemi di rigenerazione ibrida delle attuali motorizzazioni. Nel secondo settore, la mancanza di forti staccate prolungate costringe le vetture a fare affidamento quasi esclusivamente sulla spinta del motore endotermico. Questa limitazione tecnica riduce sensibilmente la potenza totale erogata, appiattendo le prestazioni pure in una porzione di pista guidata ma velocissima. Verstappen ha descritto questa complessa sensazione di guida.

“Beh, voglio dire, per gran parte del secondo settore si gira usando solo il motore termico, quindi quanto sarà? 450, 500 cavalli, qualcosa del genere. Che è, credo, più o meno la potenza di una vettura di Formula 3, ma con il carico aerodinamico di una Formula 1. Quindi potete immaginare, ovviamente, che non sia particolarmente entusiasmante da guidare. Però onestamente non voglio stare qui a lamentarmi ancora, perché probabilmente qualcuno mi sparerebbe appena fuori dalla porta! Come ho detto prima, mi sto semplicemente adattando mentalmente alla cosa e cerco di trarne il massimo, anche se, di certo, non è ciò che preferisco o che amo fare in Formula 1. D’altra parte, potrei anche starmene a casa a non guidare nulla, ma non risolverebbe niente, quindi faccio del mio meglio”.

La discussione strategica interna alla squadra era stata avviata molto prima del semaforo verde della qualifica, basandosi sui riscontri emersi durante i collaudi della mattinata. La scelta di focalizzare il supporto aerodinamico nel terzo settore ha pagato i dividendi sperati. Verstappen ha chiarito i dettagli di questa scelta: “Sì, voglio dire, ne abbiamo parlato ed è stato facilissimo trovare un accordo, quindi sapevamo cosa fare. Ovviamente cerchi sempre di migliorare tra il primo e il secondo tentativo, e penso che Isack lo abbia fatto davvero bene”.

“E perché farlo proprio su quel rettilineo? Credo che lì si utilizzi una modalità di gestione dell’energia leggermente diversa, quindi la macchina ha più resistenza all’avanzamento (drag). Immagino sia per questo che l’effetto scia aiuti un po’ di più. Credo comunque che si equivalgano molto. Nelle FP3, per qualche motivo, ho preso la scia due volte sia nel settore 1 che nel 3, ed erano piuttosto simili”.

Interpellato poi sulle zone specifiche e sulle difficoltà del tracciato come la Pouhon, l’olandese ha tagliato corto: “Voglio dire, non è solo una curva specifica. È l’intero tracciato. È una Spa diversa, ma mi adatto mentalmente alla situazione”.

Il lavoro di Hadjar e le prospettive in ottica gara

Isack Hadjar ha svolto un ruolo impeccabile, malgrado una monoposto deliberatamente assettata per i sorpassi della domenica e penalizzata da un carico aerodinamico non ottimale per la qualifica. Il giovane pilota francese si è detto pienamente allineato con i piani del box: “Oggi la nostra missione era chiara e l’ampia portata a termine, quindi possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto. Sapevo di dover entrare in Q3 e ci siamo riusciti piuttosto agevolmente, nonostante avessimo un potenziale limitato sul giro secco dato che la vettura era stata configurata in ottica gara. Max sarebbe comunque potuto essere lassù, ma sono stato felice di fare il mio lavoro per lui e per la squadra”.

“È un po’ complicato offrire la scia con questi regolamenti, senza sapere esattamente come si comporterà il motore, dato che bisogna gestire l’erogazione dell’energia in modo diverso, ma abbiamo scelto il tempismo perfetto. Domani spero di poter rimontare sulla griglia, rimanere paziente e rientrare in zona punti”.

La collaborazione dimostrata tra i due compagni di squadra testimonia la solidità dell’ambiente interno. Verstappen ha speso parole importanti per il compagno: “Sì, beh, è molto facile lavorare con lui, gli offrirò una Red Bull! Siamo piloti di Formula 1. Credo che dovremmo essere in grado di fare cose del genere, e penso che sia un ragazzo intelligente, quindi sa esattamente cosa fare in queste circostanze”.

Alla successiva domanda su quale sarebbe stata la sua reale posizione senza l’ausilio delle scie, l’olandese ha risposto pragmaticamente: “Immagino nella posizione in cui ti fanno scivolare tre decimi in più. In sesta o giù di lì, forse settima. Non ne ho idea. Non ho visto i distacchi, ma dietro di me erano tutti vicinissimi, dalla seconda fino alla sesta posizione credo. Quindi, sì, tre decimi più indietro”.

Anche Laurent Mekies ha voluto tracciare un bilancio dell’evoluzione del weekend, focalizzandosi sugli obiettivi concreti per la corsa: “Max e Isack hanno avuto un ottimo passo fin dal momento in cui sono scesi in pista ieri, e questo ci ha permesso di progredire bene nel corso del fine settimana. Non tutto è perfetto nel nostro pacchetto, ma ora stiamo parlando degli ultimi decimi rispetto alla prestazione massima e la discussione non riguarda più un distacco pesante. Questo è merito di tutti i ragazzi in fabbrica e ci concentreremo sul ridurre ulteriormente questo divario. Sapevamo prima di arrivare qui che avremmo avuto una penalità con Isack e che sarebbe partito dal fondo della griglia. Di conseguenza, fin dall’inizio del weekend, il piano è stato quello di sfruttare al meglio questa situazione e fare in modo che Isack aiutasse anche Max durante le qualifiche con la scia”.

“Lui e la squadra hanno eseguito la strategia alla perfezione, e questo ha sicuramente aiutato a portare Max in prima fila. Siamo stati molto lontani dalle prestazioni in rettilineo mostrate dalla Mercedes questo fine settimana, e la scia ha indubbiamente contribuito a ridurre quel distacco. Guardando alla gara, Kimi sembra intoccabile, ma dietro di lui ci sarà una grande battaglia per il podio e noi lotteremo per inserirci in quel gruppo. Per quanto riguarda Isack, le sue prestazioni sono state estremamente solide per tutto il weekend, ancora una volta. È frustrante vederlo partire dal fondo, ma sappiamo che ha il passo e l’abilità in gara necessari per farsi strada e rimontare attraverso il gruppo”.

Le previsioni per il Gran Premio rimangono improntate al realismo, consapevoli che il ritmo espresso dalla Mercedes di Antonelli sul passo gara renderà difficili i tentativi di attacco diretto. Verstappen ha concluso ipotizzando uno scenario tattico incentrato sulla difesa della posizione: “Immagino che sarà difficile alla partenza. Inoltre, onestamente, voglio solo fare la mia gara. Voglio dire, il distacco, persino in qualifica con una scia enorme, è comunque superiore ai tre decimi, quindi non mi aspetto proprio di lottare con loro domani. Penso che per me si tratterà più di guardare negli specchietti e combattere contro chi sta dietro, o provare a farlo, ma principalmente cercherò di fare la mia corsa e vedere dove finiremo”.

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